This is a reproduction of a library book that was digitized by Google as part of an ongoing effort to preserve the information in books and make it universally accessible.

Google books

https://books.google.com

Google

Informazioni su questo libro

SI tratta della copia digitale di un libro che per generazioni è stato conservata negli scaffali di una biblioteca prima di essere digitalizzato da Google nell’ambito del progetto volto a rendere disponibili online 1 libri di tutto 11 mondo.

Ha sopravvissuto abbastanza per non essere più protetto dai diritti di copyright e diventare di pubblico dominio. Un libro di pubblico dominio è un libro che non è mai stato protetto dal copyright o 1 cui termini legali di copyright sono scaduti. La classificazione di un libro come di pubblico dominio può variare da paese a paese. I libri di pubblico dominio sono l’anello di congiunzione con il passato, rappresentano un patrimonio storico, culturale e di conoscenza spesso difficile da scoprire.

Commenti, note e altre annotazioni a margine presenti nel volume originale compariranno in questo file, come testimonianza del lungo viaggio percorso dal libro, dall'editore originale alla biblioteca, per giungere fino a te.

Linee guide per l’utilizzo

Google è orgoglioso di essere il partner delle biblioteche per digitalizzare 1 materiali di pubblico dominio e renderli universalmente disponibili. I libri di pubblico dominio appartengono al pubblico e noi ne siamo solamente i custodi. Tuttavia questo lavoro è oneroso, pertanto, per poter continuare ad offrire questo servizio abbiamo preso alcune iniziative per impedire l’utilizzo illecito da parte di soggetti commerciali, compresa l’imposizione di restrizioni sull’invio di query automatizzate.

Inoltre ti chiediamo di:

+ Non fare un uso commerciale di questi file Abbiamo concepito Google Ricerca Libri per l’uso da parte dei singoli utenti privati e ti chiediamo di utilizzare questi file per uso personale e non a fini commerciali.

+ Non inviare query automatizzate Non inviare a Google query automatizzate di alcun tipo. Se stai effettuando delle ricerche nel campo della traduzione automatica, del riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) o in altri campi dove necessiti di utilizzare grandi quantità di testo, ti invitiamo a contattarci. Incoraggiamo l’uso dei materiali di pubblico dominio per questi scopi e potremmo esserti di aiuto.

+ Conserva la filigrana La "filigrana" (watermark) di Google che compare in ciascun file è essenziale per informare gli utenti su questo progetto e aiutarli a trovare materiali aggiuntivi tramite Google Ricerca Libri. Non rimuoverla.

+ Fanne un uso legale Indipendentemente dall’utilizzo che ne farai, ricordati che è tua responsabilità accertati di farne un uso legale. Non dare per scontato che, poiché un libro è di pubblico dominio per gli utenti degli Stati Uniti, sia di pubblico dominio anche per gli utenti di altri paesi. I criteri che stabiliscono se un libro è protetto da copyright variano da Paese a Paese e non possiamo offrire indicazioni se un determinato uso del libro è consentito. Non dare per scontato che poiché un libro compare in Google Ricerca Libri ciò significhi che può essere utilizzato in qualsiasi modo e in qualsiasi Paese del mondo. Le sanzioni per le violazioni del copyright possono essere molto severe.

Informazioni su Google Ricerca Libri

La missione di Google è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili. Google Ricerca Libri aiuta 1 lettori a scoprire 1 libri di tutto il mondo e consente ad autori ed editori di raggiungere un pubblico più ampio. Puoi effettuare una ricerca sul Web

nell'intero testo di questo libro dalhttp://books.google.com

i e e ine dia % ATTO aL A I'd

7 TT

AAB. VIII. Il

Rai

stag 40- dd die TE

2 x = ne © _L

LIBRO DELPEREGRINO a villigentemcnte ‘in.lingue Tofcha' corp. 9 ] recttto.Et nouamente ſtam a⸗ Lu n

RO fr af:

Cd I

AL fa

.

ligne, porgo, = Ca . —B x Ta ‘+ - i eV. TS oe. x

Dali Da i —— F C ; gicole Zoppinoalle Lettore.s.D. a i e CI 7 Pio C o i

G O certo ingieniofo mio na per il paffato bon @

N cceellenti imf2effori Mibri effere ſtati ma hora molto \gS piufiugliati CI eccellentiffimi,imperbo che per prima È ‘to nelle cofe latine, quato helle uuolg arc. fe ufaut quel mo

di de orthographia,quale a rem inci li dotti & bomini in 5 quilunque ſciẽtià preſtanti bano ritrouato. ma coſe molte Alißinnle dall’ufo cotticli iao, onde lettor mio , accio in qualche

«parteci queſto non picciol donode orthographia nelli mei libri. 6 poſſa a partecipe, nouamente con fomma dilizentia bo fat | e corregere & emendare il Peregrino, opera certamente iocõ⸗

- e GAL diletteuole.oltra di quefto perchtin molti molti luo 2 ghi di ditto auttore, alcuni uozabuli latini, affai ofcugi, difficili, alla profa uuolzare non conuencuoli fe ritronaut, accio che parimite il dotto & l’indotto poſſi per fettamẽte cal opera

| Idere, gli ho fatti usolgarizare, & a ucra intelligtia ridu <P ‘agg adunqee CT rilegge il tuo Peregrimo, fede ideri dotta ata profa, 23 etiamdio baugr cognitione con quanta fr

ca, ſudore, & (tento rm pudico & cafto amgre confeguire fa 20(]4,quale e fato quello de Peregrino & Geneuera. per adeſ⸗

. fo altro noa me occorre, fe non che ſie ricordeuile dil tuo Zoppi

x no,ilquale ſe per il paffatonelle imprefsioni di fuoi libri e ftato dilizente,per l’aucnirceffere diligenti sfimo,fimilmente fe alli

| mio pe aa fin fono ſtate accette O grate,molto piu fpe "ed douer effer quelle, che al prefente a confolatione piacere fi tutti fa ſt mpare. Vale. ta

di

—E

CI @

i RT TnPoregrinum Cauic LA raga ® ss Wierus ius amor merig cupidinis artes · + Difenrfus warii bic,bic uarius ʒ labos. Vna quies uero bic merces meriti[sima amori. iee lege follicitis vſte cupidimibns Sisq; diu fœlix, milesq; infracius amoris, NE. Sit mon fit fi quis non amat in dubio eſt.

vt. Melicine Dottor.

faculas iacit brine ſua tela Cupido.

Excuftit flammam Cypris & arma pier - Mirantur Cauiceæ tui figmenta libelli « Blanditias tecggs nequitiam €T weneres. Tunc Venus buic operi Fammas ego debeo Et debent arcus tela Cupidinei.

Cl

-

LE Frdrcifci Marii Grapdldi Hoxefticet..

Y *

di

è % 1

O

ittica i

*

° TABVLA.. -. Tababtitti prifolee tibro nel quel.contime: . 0 diftintamenteli Gupituli. Peregrino con gres cordoglio narra la caufa dela fua grã pe⸗ na quale Dida leg 3: —* Peregrino incautamente effendoprefo damone erudelmicate ac cufa la fua fartima X9 ſintilatente cercha per fona «che ſoe corfo gli pofta preftare.t3 ritrauata gli conmmica i fuo

e fecretocdectto determinorno per quale nia fe bauefle&

ST

tentare la giouene il cui nome era:Genemerd del. nous «b10f .

re qual erã ig nato. cap.ii. Peregrino ſcriſſe una littera ſenda nome per configlio de la con fultrice il cuinomefu:violante.:-®: - . cap.iti.

Littera fcritta lachrymofamente appreſentata a Vio [ante. CL a cap.iiii. La ditta littera artificiofamente fu appreſentata a Ceneuera per Violante: > > 0. > cdpY Goncucra letta la Littera fe dolfe de la mala fortima de peregri Li benche anchoria non la intergleffe per eBo effere ſtata fi ricata. 2 3

e sa cap.yi. Violante ritorna d Ccueuera 27 ritropandola ben difofta la

x è

inclina allo amare, & per rafon euidente la conforra anon |

uolere la morte de Peregrino qual defidera la (ua copula matrimoniale & Gencuera ragioncuolmente refpondendo la confuta con protefta perbo fe la conofecra Percgrino fi delmente amare non la iolere defraudare dela fua debita mercede. cap. yii. Percgrino an fiofamente afpetta Violante €9 non gli paredo le rifpofta fatisfattoria nolfe morir. & ella il caftiza a bona patientia promettendogligranfpcranza. ©’ cap.yiii.

e

() “=,

Re, cia A pa i gn SS a

O TABVILATO

x

peregrino piricenforto di'v'iolartiforinargielicteream rofe Ì

Acenerera, & Violante introduce cautamiente Aftanne fer 1 Gt de Gimeneta a parlare eon Prregirimoqualcconforteeda

grezionoleffiapprefentare «Ghana lettera, | cop.ix. Gorieucra accetata la littera fe reconduffe in camera O longa »‘vndite difputo quel che douea deliberare); cr cop

Gionienarefbond la tera È fi ppi eeregr caß. xii

Percé nas rfponde alla lit rera de enenerantllaquile penreho

trofffigorio nti adomanda unduudinnti& <-> rcap.kit.

Goneuera con fotrile inuentione fc il'poreré pi? Rquaftrarfe da, b umore de Peregrino.Et per u.gore di —R la

CC riotte per huuere palfamentoin —— pe bore fa

morto gio giovine CFdubitatedofenon fufſe flato Peregrino Fa prefo: dit a cap. lid

Peregrino pofto in pregione acramente fe lamenta 65 la matti I

nafu condoeto per sffer: decapivaro: rie capritià morareha de la terra con parole accoftumareti conuenien ro ad moniſſt alla ſufferentia detanagione <> capiapo Il parve tel mortggionine contra de peregrino cxpone la (ud 73 ‘querellarefinehe fia priuavadi utta ri 1 << caporitl, Peregrinò von argumenti manifefti 09 ragione demonſteatiue i fe 7 a 23 PR J cap.xyi rubirrots il ul fnotore eg liberato peregß 1 ca. xyiꝛi. il monarob4 con parole ampliffime fece reintegrare li litigan ti inſteme et caftigoperegrino:fe doneſſe abfemtare dela tor > ra per fcordarfe la amorofa pafione, firmato in qufio pen ſiero delibero de dar luocho alls amore · Allhora la mey - tre deCencuera per gratia de uifitatàone ſrrongratulo con :. Bamsgsrede Pereziino fiandò in prefestia «oeneuera, con la

ii .

®

®

VP INA n DAI Ea

©PABVLA?

———

artione mon dhe pa À

lare la * perlo con uola- pi

-edpitolo Peregrino gli (cri e na iter air 4 uu pin ri H su er n La notte fu admonito per infommio da ma feſta ce anda fo 0ra della terra. bebbe spes - Aerea Gencuera,©9 fotto mendico:adimando elyme o life fronte |

xxiii.

—* fe ſotterro nel altare one GReuera fe cinfiffama, P

bcbbe commodita deparlare con ſi æeap. xxiii. Gcneuera confultamente CI ſauiamente rifpofea peregrizo.

rapitolo XI Peregrino inuitato a ima caccia divenne clofode Geneuera per

amo capelletto xxyi. caftiza peregrino de la sfrenata Lingua Y de

Aftanna ſerua de Geneuera invita peregrino valli perlaienti ci cd Geneuerd i “. ‘cip. xxyiti; Peregrino non puote fornire li parlamenti con Getcuera: per le del parre angelo 9 delibero con wiolante licentiarg Axix. Giant perla con Geneuera confortan Jola dl amore de pes regrino cap. xxx Peregrino conp trole amoroſe in babito * mutato fi * enta d Geueuera dp:xxxio

Carni bumcramor gliriford vi cufuali. fa dirà

Tei a e

——

Geucuera amaramente (e duole del fratello tranfierberato.

“pergiinogli rive na epiche cosflatoria dela morte frg terne

TO SIE la SR e ci *

o T.A 8 v L.A: : 01 + eo exemplarita ragion dffic odi:

de...

Beregrino con graue fio pericolo feafcofe in cafa —* d F Peli

Peregrinofano & filmufeidellooo peer caporzii peregrinola fera acchpagno Gartuera 4 caſa de polyxena ſua Rit: A RO, vasi ha mattina ad ma feneftra [e congionfe d parlamento con Ge⸗ euera. & foprawente Polyxena con granerampogne. ·

i » Li

* capitolo xxxji Peregrinagrauemente fe infermo CI per aftanna fu uifitaro ek, conſolato * ——— LAS o ; cap.xxxyi: Peregrinoficndtato 4 un pifeatone, o intranina Gems, . ra & polyuena hd cap.xxXyillo

Peregrimppr Levone de(ceiewra coftigha li membri fuoi,

xXxxXxix

capitolo⸗ , aan i si ‘Se prepone und queſtione c: la fua prefatione cdp.al,

one del tempo de quello fe prepone 0 > cap.xli.

- Camilla reffonde allaprepota: : = | © capzli

cap, xliii.

Lionora bumanamente

“Genera impergrrice diffe La ppofte quftiore, capolii

damifelle fe leworno de loco de (uoi ragionamenti con dal . ‘cepgrolelicentio Peregrino . cap. xly.

—— uncimagine de Santa Ca:barina nel ‘entre . de

laqual (e fece portar a cafa de gencuera cap.xlyi. xlyii.

cap. xlyi.

46 feritta littera fu reſentata 4 Gette.per Violante. cap.xlix. * Gorenrarifponde dllalitnre deperegrivo . . |, copl.

q iti 4 ga SA pra .

C)

% e. Ne

ri

naleiniat e

Bérezirino bon powo ingegno ritroio ind via fotterrinici peò ce dare da Genera #0 tap] Perezrino uolcndo andare da Geneuera per La ritrouara satin

-proin cafe di perisce li ilo a figlio itevinoine Lionora Ria —5

raßp.lii La utolatationora uedendoſe invamata da uno fallo crido, & peregrino per la uid fotterranca fazzi capliiij Ail patre de lionorit congran querella fe Iarinenta ai Signore ‘del o Latera perla adidterata fizliola . "i cap.litij. Peregrino con ragione cuidertte fe defende & proua quella eſſe⸗ gFeftaca ima uifione de infogno della figliola cap.ly. it ſig nore aldite le parte interpofe Lopega ſua a componerli pol crhe altro prouãr non ſi pe capiyi. La zelofia affer ro il petto te Gencuera pe eſſere ufeita la fa) | © macheperegrinocraftatotronato conliorra ‘’c hü. Geneuera fe lamenta con afiama del ‘tradimento de peregrif no. ap.hiu Geneuera forte piangendo uien confortata forte dalla va , —. qualcredeache piangeſſe la mortedel fratello © ca.lix. Peregrinò per na cufina di aftanna gli fcriug und ſittera. A capitulò 4 “ore PI | 7 4 “hà Peregrino prega amore gli fia pi opitio0 ©.“ edpilxi. Peregriio alquanto confortato gli ſcriue md littera © ca, heũ. , Wiolantt gli prefenta la littera CI coi molte razionetà perſuæ ſehichaſe apercyrin > vili, beregrino confortato da Violante fe condaſſe per le uia retr uata a parlamento con Gentuera ©‘ capirà. Gorieuera indignatamiente refponde alli ditti de peregrind. Peregrino contra tiffonde a Geneuera raplxji.

ige e ca

e e

J—

°° #0 8 cap.lxyiî. . Guaxrarefpondendo ſe exxuſa. lxyiii. periura che fcmpre gliſa fiele ——

‘Genera

bwmiliata raconcilio peregrino & donogli uo cin⸗ to dor. Peo gp

> Concerafinvendound gran nalitudine preò rino gli > « —— Ero da Cellai în finbus er : re.BsPeregrino accetto la exbortetione. caapi.lxxi-

TABVYLAIA

cap. lxx.

| Capituli del secondo Libro. Peregrino preſo il camuo uerſo la Sorid. ecap.i. peregrino preſo da Arabici pati affini affai & non uarü par > lunzonticomaAchate fe it confolarfe. cap. | Peregrino fu conduito alla cultura del pomerio 9 ragionando | vonAchate diſput auano ra . » "gione 7 argumenti 7 lamenta. dpi. sE Achateconforta Peregrino 4 deporre barmai la tanta noglia. | °° Capito. 0. dit | Peregrino fu chidi mato dal patron per accompagnare il Solda note Alexandria oweritrouo Hiieronymo Marecllo Veneto ‘+ peritmezzodelquale penfolafuga. = = © capa dui riad, Pose mono “piani pal Liù ° —@Tritronaboi cin pregione al finfer o cen di⸗/ꝰ J —— uf Peregrino E alla Gencuera del ſtato fun. —cap.yi. | | Gencucra humanamẽte ri allalittera de Perezri.o qua O le numerata la pecsnia fe libero de pregione. | cs Gigitla > yillo 4 3} i ai I |

| ° TABVER | "Berigrinò prigotitti li prigli fiferno famorerili 63. con fi

ce neuig at one fe conduſſe in Italia & fe conduſſe in caſa de Cencnera fu celataminte aſcoſo per Aftarina ta ma came Sie 4 Ca di ei. de, - na a la capiix. “Peregrino afpettandoil conforta de aAftama fuimpedito da m grandiſſimo nymbo de acqua & fugli neceſſario a ufcire doæe erũ et fu ællato neh cella uinaria de laqualenfeendot crautamenta entro ndlla camera de Genciera.:. —cap.x, e Gencuera cxiflimando Peregrrino effere nella Cloaca, quale cra fottoil fuoletto Ssinanb al Aftanna ne haucſſe bona cura. capitulo. xi. Geneuera Aſtanna doppo le molte diſſen ſione ſe reconcilioro nmo . Et Peregrino fe ſcoperſe I fece go parlamento con Ge reuera & doppo uſcrii. eap. xui. Peregrino alla mfitatione del sigitore delli parenti congrà +: deticia ſe conceſſe tI doppoff riconduffe in loco oue Gencia⸗ © ra:t9 polifena pefeduano & alquanto accoftato parlorno ĩ ſieme. e cap. xiii. Geneuera gli narra de uno inuito che glie fatto al foro de Lepi⸗ do. & conforta Peregrino 4 fre di Song woglia perche de F viali i al ei. ca. xiii

N

*Peregrino conforta CI prega Geneucra che retoglia il donato È - indrieto perche baravtperfuafoalla eſſergliſta o fira.. cap. xy- Ua matre er la mattina nifito Gencwera in caf * mera quale alla 5 ragionaua con Peregrino & haue uano il cinto in mano, €9 per la fubita nenuta materna ſmon to.Peregrino dela fchala etincauramente lafcia il cinto mel quale era nalittera afjerrata de Goneuera la matre caſti⸗ a Yando Geneuera CI fenza fua cuidentia cellatamentelo rif

⸗*

2 rt Cee

Ra Su ——

Ten CLIL

nep. vyl dedi matre O gla Ke pradle fa bond uit@ O partita tli eamera ſe re calli parlamenti comPef ñ *7 cori rino qui la tprego ff ii sa ja

re de Lionora con dn querimonia f pal fi 83 terræ quale iti Capi

. | condtiiazcompegi ttrizio, **

amoteolinente ricordane d peregrino che bormai deponefi

cita njanzd. ATTO N] wa Die Ma CAP. XX Me 14 ——— ————— 45

SAT, o

torre Cd

- Cunemra per non suol =

a Cupi

—— viso difimdità rale *

port fire —— ——

Greuencra per ragione 2 exempli comprosa cla dedite ef

refimma nirtu & Ancftafia anxiofaide nor fapeni calce angelo pad fine fa ‘i Ospitale.

| —* per Anebiglere lo amore tra |

muchino tra loro porre fdegno melianteil cinto. ‘ce, —— innſe il Ha 4 Lionord pr Da

grenlalianeizne, Aneſta ſia puſuaſcal⸗ cacio

FARLA

cda voli remonere Gesoura della —— das moridebaò

cup. xxyii

—eã qufla impre pr sf fil i

«sue uiate da preghiere dette principina lopera: in mezd parlare reuocata —* a o lau i

** fire proc)

4 fodaperegrinoglifri capꝛxxix. Vidante gli prefenta le littcra mo leste- tiche;

i sditerce Fc mioriffcnge —2* Achaîo

—** —ãEE cblicare de tato :<peregrino in uma caftellara uinaria fOfere conce è in e

E pera de Aftunme bcbbe audientit. |‘.

xxxi.

| * ——— —E 9 Ge meuena *8* piu con farore —e il ueleus —— Gene. Cap.æxxiii. Riregrino mutato fillo prego Gencuera bumanamesre il polef frafcolbare. : xxxiiũ- GQuæcvera ** pregrino del ui vito de la —*

i: Cepitol Beregrino ere 4 Rare ad'ogni fupplicia e ue ro applaude. Et hebbe la obſuv⸗ «bt ſua vigilia can il proprio coltello oceiderla. cap. xxxyi. Genesera exiſtimando peregrino eſſere partito 'ragionana da ſe con E woltato gli ochii mide il luoco doue Pere9 :igrino era cap.xcxy ilo Gestere 9, ofe condufinoi in pelanmi meri, >

vep xαια È

Li —ñ— ARE dir .

TABNILA

slo,

—— Ceneuera quali

3, prendeno fondamenti dal capitulo precedentr. cap. xxxix. Afttmade confentimentode perezriao ca amente parlo co A Anchafia delo amore de Gencuera.t9 peregrimo 4 fine de co c. iprlerfiimatrinioio, 0 >». > > © ctpal

Anehtafia de fiinilemiaacrie ne parlo con Argdo marito non

3 fu fenzza carico de Aftamma CI futrattato de larranfmigra | rione de Gencuera03 ritornata’ Aftama da percgrino gli > diffe wolerfe partire de caſa il cheglifuuna morte.

Beregrino per il fuo potere applaude ad Aftema qual gia haue⸗· —— detradift * —* fin —— la —* i : cap.xtiù. Laferu4 de Lionora fi appreſenta 4 ino 09 gli narraro “met contemplati profmtoii cinto 4 box ord + cap. xliii. Genenera impregionati in camera ſcriſſe una littera a pere⸗ grino qualletta chel bebbe chiamo ſpiriti crauti fraliqua cligli Fipione ragionorno copioſamente de lain

DI

ì Koi o : cap.xliiti. Achate del tutto fatto conf’ cioconforto peregrino.a lafciar le cu Le dele cofe daltri.. eap. xly. La mattina fequente peregrino ſollicito tutti quelloro che de ing

dovuinare hanno peritia per ritrouare Gene,” cap. xlyi.

codxygindli del rertio & ultimoLibro = >

Wcregrino delibero arcare tutto lo habitabile per rieromere Ce⸗ neuera & non perdono al nauigare chel gionfe in Cireacs

ta |

TABYLA i ‘terrade

a ka

Zisco doppo le molte ſeluifere

«time ſeriſſe ad Anfelmo in Damafcoin commendatione de

Acci gli foſſe ————————— Capi

dfn non mediocremente fe lamenta de Zaceo O pur ninto

dale preghiere de Peregrinoil cidaffi 4 luftrare Capitulo.

el regioni uide ombre quale peffaneno fa la barche d

capiiü.

ordtide aPr rrebaer x: 5 morta. Vergine 1

eregrino gionfc al confetto de MinP tO fto il tremendo iudicio pere 0 col gran a il cidore de le anime miri a fante cap: vii. —*— dina daad Anfelmo he cofa. e drima, capoyiito felmo riprehende Pere rgrinode li errorichel tiene ne lamine 7 O nmaximu mente ne la refurretione: ceup.ix. Pereg.adimanda per qual potentia le aie refifeiterana cap.x, commoſſo da coppi fe to de le auime. cap. -Peregrino uidi ma gran turba de gente imamorata. ꝛxii. deli campi Heliſii la loro fignificatione 9: de lanima de Aftama quale morta era, intefe illuoco one Gene - ra era ſtata tranſmigrata. | cdp.xiit, Defcrittione del tempo quando Peregrino accombiatar uolfe 4 Anfelmo. i cap.xtiti, + putin quei i Pardo Heremita, capixy.

2 PABNILA Bevetriso gionto ln Macedonia ing'aunato del fono fulafgto cinterradaletrireme. È. 0 > cipargi ino audo alla feruitu de paſtori per fubuenire alla gran sg ai I

à. ua de - baregrinogionfealifolade Diomede oue ritrouo canonici regu o dari. > ai cap. xyii. perezrino fuaricordato de Mattheo Boſſo di quello doucua fit reelafciaffe quefte paBionefrnciullefche. _. . esp.xixo Beregrino rifponde a Mattheo con razione efficace. caxxo - —7 attheo per dialogho difputanzin che piu arde lhomoʒo per abfcti4,o per prefentia |. cap. xxi Peregrino gionto a Rimine fiurecettato da Helif: betta Male : teftaqualglinarromafuabyfroria, ca.xxiio Peregrino partito da Rimine fuaccompagnato da Lazarino riminenſjhe. cap.xxiü. Peregrino fu portaio da uenti contrarii in Aquilea & ando in porto Aonio. Con ga Sesta cap.xxitito Peregrino partito da orto Aonio per ritornare a Ranenna fu : Gfo.da umana Boſcaia & condutto in Lisbona. capito: ig aup. xxy. Are de Lisbona per gratia de folatio uiſito la Barcl/a doue = eraperegrino (3 were adimandato qual fia la cauſa dela cattura. cap. xxyi. | ino per clementia delRe fu liberato I cofi ragionando s. infiemcil Reghi ſeoperſe uno ſuo fcereto amore per la zelog <> fiadelamoglie. caqgp. xxyüi. Peregrino perfuafe al Re con none arte promedere che bawrit lo intentofuo finza fufpetto de la moglie. cap. xxyiii. ° perartedePerezrinoilRect la regina fe conduffeno illa cacia .. CinquitenpoilRe foraiil fuo defio con lamata donna.il |

4 »

ebecmfimatoPeregrinofeparti & nante ho werfb Go + O fuprefo & a —* & poftoin pregione. Capitulo. ni fa DE * ne ° Beregrino Toniaſino dd ed ‘libere $ ù di pig uenne d ai. alla ſa lie perla dilgentia del medico 0/00 cap. xxx. Diferittione del tempo quando fe parti da pontremulo gien ſt a Rauenna oue era Gencuerainiiomonafterio. Salutatione de Peregrino alla citta de Rauenna. cap.xxxii Beregrino eſſendo in Rauenna & parlando una canuerfà del © monafreriogde santo Andrea per purita di core glidiffe per - fimititudine Gencuera eſſer li qualeper altronome fe doma daua Hippdlita. |. © —. Fap. xxxiil. Peregrino con fubriliBimoingegno perfuafe aRuffinade haue - vecertefacratifime relignie quale woria deporre apprefif ſo de ima fanta donna & fu determinato Hippolita cfjere F sui V ; ni Ruffina parla con Hippolita €9 gli perfuade la ucnuta de no ‘certo Hi ——— defidera ſape⸗ re il aame. | | CAP.XXXY. gu pu tutta marauegliata non ſapeua in che parte uoltare - . tl ceruelloin fino a tanto che Ruffina fu reuenuta.

Capitulo. XXX, Percgrino ſcriue ma littera tanto chiara che facilmente intefe cfr quello CI per Roffina fu impofto lordine che la matt⸗ nd fe trouaffe nel giardino ad una fineftra per parlare con

Rippolita. | capi. xxxyii. Peregrino communiea il tutto con Aehate quale il caſtig ho (TL mon confadarfe de fimile femenelle idr” il con fiz lio

notte

6

Ì ta Tà8v'i'aT I n. dai I - "Min? (e invio uer ſo il monafterio,one quefifuprefoA Se SLI i asgl

capitulo

veregrino fatto il giorno entro nel tempio per Raffina fia cd 1 —** cafa de ir —— aeuera alla feneſtaneap.xxxix. Peregrino fit reuerentia a Ceueuena- caꝛxb. Peregrino narra il corfo de li affiani fuof, preg ha che hor⸗ mui ſe ponga fincaltanto languire db Geneuera quafi par dubitare non fia quello, & tutti doi infie ? * ‘’ mendrrano —* frati, & domanda la cagione come dk lei fia uenuto.Et danfe fede de maritarfe inficime, mia prime + de mandare uno di patre eap.xli. Peregrino ritornato a caſa del tutto fr perse 0 de :* libero demandarlo alla patria & tentare La opinione de' an xeld circa il matrimonio fiendo cap.xliti, neon uulzo il naufragio fe peregrino per iduftria ri ache re. & quel tempo peregrino fe conuene con Ruffina. & per | D interceß ione bebe commodo de parlare con Geneu:rd laquale il progreſſo de Aftama,t li ſuoi tradimé ti,& il ſupplic v patito, la tranfmigratione. + ‘cipitulo a cliiii. Per achate diffimata la morte de peregrino, quale intefa che ‘fa da augilo fubito ſeriſſe a Ranma alla —* a -* . capitolo E A > xl. renorede la littera quale fcrineut angelo alla Abbate[]a & Je + dud:crata per achate,quale fur tamente la tolfe al meſſo de anzelld. n ipa. - —** littera qualefcriffeachate ——» | caulgii. La littera de achate haueua gran ſimilitudine con. quelli de Anzelo, CI fu de tanta efficacia che fu crelusa;alla

TABYLA. c

Peregrino condutto alla abbateſſa fr accarezzato come nepote, ; CI fichiamata inprefertid Ceneuera. cap. xlin

Peregrino diſponft Gencuera & molti ragionamenti.trà loro ., delettenoli, & commemoratione dele cofe preterite. cap.l. Peregrino adimanda a gencuera che opinione fu la fua quando dntefelafuamenta > > 0... capi Peregrino agionfe alle parole dolce bafi , & cercho de andare ® perilgiardino | >> cap.lii Peregrino Gencuera ſe cõduſſeno a Letto & dolcemite pafla e. . nolgnotte Lal ceppi. Peregrino rengratia ioue © réde le grme al téplo. caslitit. Peregrino foprale uirtorie Romane cxalta qufta capa Littera fritta per la Abbateſſa del celebrato matrimonio ad

Aneſta ſia Pala ceceap.lyi. Achate adultero la littera de la abbateſſa ca Pi l

Achate ando alla patria O detutte li amanti dela terra et de la uolonta de ne dette aduiſo a Perezrino.et deli par

. lamenticon Violante quale per cõmißione de Augelo ane ſtaſia ando a Rauenna per leuare gencugza exiftimando Peg regrino eſſere morto ___ caplyiù. IT quarto giorno uiolante gionfe a Rauennd cap.lix. Angelo ſcriue alla bara dagli commifione del matri⸗ ‘- monto ftendo fra gencuera O peregrino cap. lx.

Violante expone la fua imbaſciata fotto le ditte littere. * eapitulo ne lxi. Violante geneuerd angulatamente infieme fermo gran raf

gionamenti 00 C4plxito Peregrino zionfe one era wiolante CT amorcuolmente fe accare .. Zoro Lal spia

PA TABVILA*

Vielante fece una mirabile inventione per affettare le coſt ma⸗ trimoniae. | . ‘è -_ _ _ c4dxii.

Violante parlo a Geneuera I atutte le altre infieme circaal

atto matriomoꝛiale. © cpl

Violante per pitrole de prefente cclebra il matrimonio tra GeA acuera. peregrino. cap. lxyi. Doppo il fponfalitio fe forno parole atti geſti alla ienti ca lxyü.

Touuenienti. | Per Violante uien dato aduifo del tutto ad Angiclo. ca.lxyiti, xo

Gencuera bebbeoratione alla Abbateſſa et Veſtale. ca. lxix. Peregrino reugratiola AbbatefTa & Veſtale de tutti gli bonifii - citcolatia fet9 4 Gencuera. rap.lxx. La priora riſpoſe a Perqqrino & a Ceneuera. tra. lxxi. Peregrino fe parte per ritornare alla patria prende licentiæ | di Geneucra, & la mala contenteg za che hebe Angelo qui - dointeferlmatrimosiocelebratotra Peregrino & Cene⸗ uera. ca. lxxii, Aneſtaſia beache inferma diſputando confortaus Angelo a pre frare il ſuo confentimento al ditto matrimonio, & coſi win ro da le molte preghiere mando Thimotheo fuo figliolo da -Peregrino. LIA rThimotheo expone la imbaſciata 4 Peregrino per parte del pe tre O dela matre. ca. lxxiui. Rifpofta de perega Thimo. molto amoreuole. ca. bæxy. Percgrino e Thimotheola mattina anderno in contra a Gene⸗ . mera che andaua 4 Modena CI eonfolatamente fu accetta⸗ tadali parenti fuoi & Peregrino ando alla uifitatione de la matre, | ca. lxxyi. Saluti de la matre a Peregrino molto aſperi. ca. lxxyii. Rifpofta de percgrino alla matre gra simifione. c. lxxyiii.

2

ca. lxxiii

- 2h a «ità è

TABVLAS Camilla matre de Peregrino fonga erimu fra ſriiie la te | tina ando a uifitare Gemencra CPfali mo o prefente» miti NE Capitulo. met È oli Riffofia de Genta a Comille molto dinorenole 9 honoras

ta lordine dato per Dominica i proxima ſtaen/

ſalirio. ap laxx· —2* femefti da Nympba il di che Fu di ff ui

Capitulo. bo

» Qratione matrimoniale recitata n prblico: cap. lxxxii

COoꝛn ne lo conuiuio fu più * doma, olbuo

è ‘mo cap.lxxxiii. Diffinitione fatta per Gencuera 1, ngparat de ma notabile ioftra. cap. lxxxiiii.

Gera aparturi uno doppo il nono mefe 09 foglà ninciatoa una grendibi ima malitudine de Ce⸗ uerd. cap. lxxxy- Tbimotbeo conforta Peregrino ad cſere patiente ſuibito an dare alla terra perche Guicurra con grartdifio lo affettagi Mds cap. lxxxyi. oratione Peregrino 4 dio) per la faure de Genc:calxxxyii. © Geneuera pofta nel confino de la uita Fee una 14 bona orationcilel contento delmondo. lxxxyiii Geneuera apoſtropha al fiolo putino o atuttigli aſtanti N ditte le mando il ſpirito a Dio.cap. hexxix⸗ Lamento de Peregrino per la morte de Ceneutra.cap. xc. Achate con uiuacißime ragione a

Oratione fimebrenela morte de Geitenera. cap. xcii. al cito ud Pagine pr ; no conforto:

(Cpt. A AR 1 cap. xciii.

TABVWVLA © I

Otgripne confolatoria al ditto poregrimo. . cap.xtiii. Refpofta de Peregrino a tutte lefritteoratione. ‘— cap.xele De tend nifione che apparue inſomnĩo a Peregrino V fu Geneg de rueräaaa.. 9 cap. xeyi. veregrino fa teftamento. ne cap.xcyii. iperegrino ardina il Mauſoleo de Geneucra È fuo. cap. xcyiii.

Peregrino voltato a li aftanti gli couforro al uiuere uirtuofo et

> fi loepigramma. 00 cap. xcix. ecregrino a Dio domanda perdona de ogni fua offiſa. cap.c. eeregualtato alli foi fodali & amici refelaia a dio... cap ci- na umbra de. Peregrino parla allo auttore & prega cheli fuod, Prratiifiscia manifefti, cap cil.

U

. W F 1% ci) + IPeregrinumIacobi cauiccei. E ve. Bpitaphi,Grorgii Anfelmio 8 di

Que dea dic? Spei fum filia.Quod tibi nomen? —— Trama. Quid huic heres libroꝰ operi faueeeee. VDur felidas quabis.Excatio fenium kcquid in aAſtra tollis? Vt una itcrum doctu per ora feram. Que circunſiliunt comitesì Amaãtluſides dure. Qui pueri afpirant Hic amor ille €T Amor. Pro quid centeno ore tonas? Oracula pando. | i FarcecquìQue bomines difecre €T inde queant, Aregt umane ut wite flos uarium Ver

> N propera ingenii fata moreris ope,

" : Di -

COENSESO

probemio del Peregrino de lacomo Cauiceo Parma,df /

la illuſtriſ. Lucrctia Borgia Ducheſſa de Ferrara,

Aairreqleta Progne con fuo flcbile canto, promucidf

| na la uenuta dela figliola de Titon, quãdo oppreffo de ‘id un dolce fonno. Me parte uedere ima ombra —44 campo Helifto fitcea honore. rutto ſpauẽtato CI racolto in me ‘&Zgrafa de homo che per freda fibre langue, Volfe cridare,ma

* “fora dele mifere labre ufcire non pote la dchile noce, E quatomi

__— morefuilcrido,tanto piu crebbe il dolore al mefto core. pida .. * pidnofra mefte(fo dijſ. O beata umbra che al cadente tugug ___ Trolomon indignafti.Dimi per corte Sig qual fei,decio che di pau ra oppreſſo non fia coftretto a laffare il fpirito, Etella uiuendo informai il corpo di Gioud Boccacio da Certaldo, bora fon fat

ta cittadina dala dotta Citta di Ferrara,per contemplare una

non piu uiſta bellezza CI forma. Occhio chel tutto ucde,ride, pali. Et fe fingularmente il tutto uoleſſe narrare baftaria

al grande Anno.Sauia dotta, accoſtumata, & bella de gite piu

he Patricia, & propinqua al gradoRegio. De patria gloriof fa,Nutrita tra la felicita litteraria, tg È boni coſtumi pro ſapie che prodare e confucta Pontifici Maximi, uci, Baroni, et . femiduci,€9 gente militare chea Marte in militia cedereb

—. Beno,NeaCefaredefortma,Ne a Pompeio de gloria, © chead . duto darebbe queta unica Phenice allarme cu: muſa, quan do colchata foſti ſotto la ſua felicita che maggior eſſere non Ppuoteria ſe ben conſidere il ſacro matrimonio di Alphonfo E tese . . feDuchainuittifSimo figliolo di quello Hercule cheli tre Her euli ſupero,O quanta dimita gli agionze la continua conſue⸗ tudine de Hippolito Eftenfe dela ort. odoſa cenfura O militare

te Eccleſia caftizati(Simo cenſore. Si che tra il marito (I co⸗

a

ili ,,e..kkk —--

——

guato tutto felice te poi chiamare. Accede alla tud cecellenti@ quello lume exvinguere non fi puo, de quelli nerd mortale Ded Effe de Gonzaga principefja Mdntodne , Ala⸗

ale Le mufe faanoriuerentia & con lei fe ne ueggbono Dami⸗

—* Taurclla,per ſtirpe Triulcia tr Milanefe Greca et

Tatina,la Violante di Più da.Carpe,fplendore di bona Litterat re & di (anta religione, Biancha roffa,per ftirpe Ridria e Poe tante Oaß an dra honore tante de Verichia quanto de padoua. Hora taceid tutto tn reftodestalia, perchenõ echi fuperdrene 4 eggiare fe po a;perba de me ſerai und perpetua Elenico È per renderti ombra mia deeãtata qualche benefi

cio de gratitudine , Dico.che Phebo caminaua per. le corne

Tauro p accefcere la luce aomeſe de Venere Quãdo dicato fu r Elufio Rouorella ampliftimo primato Rauennate,alla cura delle cofe fue inclita.Citta de ferrara, ne laquale co⸗ io fu. La prima notte in quella hora che Mercurio fuolc biadare il capo a lbudmo de Roffata lerhea. audi cridare, ‘Merce per dio che morto et uiuo fempre fto morto.O dio exal⸗ tato foccorre alla gran pena quale extinguere non puo nel cie lone il libero arbitrio ne lbumana wirtu.O mondo tr cie⸗

co.O caduca noſtra forma, oue condotto me hauete, che piu re

fpirare non poffo,Ombra mia fento la diletta dc Titon toccare > il primo Orizonte de lo Oceano,Perho attende, il tutto da me intenderai.

FINIS.

* * * . pa po .,

* ,, f} i VAC

ASNEGESS

ian

orli 4 : I

prrcenett e N

ERE LIA T PVI P_/.Lh i ———

è. NITTI ER NI ne n = N

| LIBROMIO

i fedefprezzatofofti, Direpoterai Hi | Lettor.Nò lo exterminio de Tro⸗ a, Non le fortune di oma, Nonli errori de viy(f@ Ma de mo pudico a⸗ morela hyſtoriæ | porto Et nar⸗ ro.Perbofceuro uengo, perche 44 more CS picta de me fanno la ſcor⸗ ta.Erfedd ferittore parole. intende , refpondere > crai.I4cobo Cauiceo da Parma fidele recitato rc wine €I uale. Et co

me inteft ſcriſſe.

cs 4 I nd dd 4,

—E O

=

CA i

llle ASS

LIBRO PRIMO DEL PEREGRENO PER IACOMO CAVICEO DA PARMA.ALf*. | LA ILLVSTRISS. LYCRE CITIA BORGIA DVCGES- > SADE FERRARA.

Li nerratimede teregrino “Co. primo. -

EN. CHE STA Certo niuno ne conſigl ta rif A fengo,occwrrere , pur per ſatis fure i N al tanto bumenis fimo defi me non te fa ì = 4 cofa celata. Fortimta i forte, ‘amoredì —* Hhanno condotte ove tu —— ona SbitmatoPer cregrino,la patria fu Modena,la ——— dele VE, Udito coſe piaceuole CI ioconde pres ta RA Cofid ici dad

* A [ai ff

| LIBRO “a

sdiofe aflixgꝛ CI confinna lo ſpur ito V ben che incredo la intenferaciooria —— lit ogni otremo Blbes ro patireperte gratificare.Ogi Fi becarincini bor ing fauſta comemongtibe.Hoime il tacere e carica ibparlare affan mo,amore fignore fe nelle ſeparute ſuſtantie la tua potentia,e nulla por foccorfo,gia fia beato,ma beatifjimo feria,fe dop⸗

oftinate fatiche me folle lauato nella facrata onde amelf .

de * che alloimutabile ciel cofi pisegue,de quello eter temente mi contento. Stretto CI uinto da tue cfficaciBime Pi

I F del caſo mio te rendero certo,accia te fia mamfifto ext

plo a fapere conferuare da fimili incendii , ouero da impara

re dhauer compaffione a chi per troppo danore in mita V. in

morte pena & flenta.Era di eta de Ani uintidui,quado di me.

r(uafi hauer ogni imperio, €9 che cofa al mondo fuſſe cog —* ne folico al laoval eco me dittaſſe erp po terme accingere (9 anche retirarme fecondo il tempo,il loco,

Hbifogno,eSfifo di quefta mia fortezza danimo n curai

«ue Vencre,ne Apollo,exiftimando in ciel nima potentid'effere, *

tehe in amore ligare me poteſſe. & udlendo con piccola follicit dine cxperire quello che in unopetto' ricolto & diſpeſito a la

- diffefa poten amor, perſuadẽdome la (ua potentia non ſolamẽ .te fuperaregma confondere CI diflipare , hmore dilla puochæ

mig lima fdegnato a-quifade fottile I hair Uenatore, - ioſa

me fabrieo ali piedi rete molto piu artificiofa di quella del ia bro di Lowe, & ue dendomi cofi fparfamente laffare le uelle 4 ß

eipitoſi uenti, me infidio & liga, & in fine alle cencre-me re⸗ tiene cattino €T feruo como intenderai i Magpio li

; giurno dicato alli amanti, fenza altro auidimento ne faffietto vutrai nel Tempio del feraphico,oue il uerbo cuangelico decla⸗ mana frate Dominico Ponzon concindtore. caſtig atiſſimo

Dali a . Ta tre St VO —— sr Li a tar citi n a ii e o

tatanto adi

TL AIA de TAI —— \ x

ibra dela mistdria non meno isconde che ardua. Quando doti PIO,

“pbrafto.Ene coi catele forze mie ntcnto, Quandoil mcffaz:A

: iero damer me fece tcéorvo dino luoco ſeereto ou cellatamẽ _=te per ali la disuina Infivmatione ſeile ni quella che di: me fu

poiſumma Imperatrice.nel yremio della quale amore ſi ripe “Rua accinte de quelle armi: con le quale percoffela$febice. P Yide.Firmita ba nifta per miritre chi foffe quella ehe contante

‘modeftia & gentilezza 4 la anf .

didtia preſtaſſt. voltata forfi per altrove mirare mi riſguar⸗ —— li Aa fo Lr ‘il coreme trefiſſe che non fece la fagitta de loue Phactonte.re

sceputvil colpo letale fenza altra cura ne pefierv To ripofine la.

de lanmae ſtimundo ad ogni tempo al nolere mio poterme e pesi pon vo de dolce Fanierdo frintamente penfando CI rimitandola qualita quella figno wa, quale di forma era rara, con —— ni

bacita.La eta de di quideci.dgperfma altiera di afpetto hu smile, di gieſti clegante S-Jizwdrile diſguardo accorta, ochie. lucidoglauco,bumido,quiebé remiſſamente a letitia indi

ato con und lose dolce fupercilio che tutto il fronte vrꝰ

Mana, ſangue ſottile & chiaro, difpofita de mirabile proporti

ne. Tal comprefic(]ere quellafignora chel ciel poteria depone) re & leuarela terrà, ottenebr tr il Sole,illuminar l'inferno, (ce

rare fonti fumi, 3 il mare, aware li monti ſublimar li dina

bi,inifimare li beati. ln quello inftorte operando una invi fibile, CI a noi incognivanirtu fui di me tolto €T n6 altramẽte trãſ farmaza la imagine fuanelle nifcere mie, che fia imo nino: de

I | A ii I

i oi n

. | è. La RE M 0 F Bo natale: devo delli Apoſteliei satoboe9 Philipposrale

È 5 77 alqmalidiria lochos gun Piaton, 3 Theo

mio fplendore che piu prefte

qui i bor bora men pio. Vinto, —— mi pe uede yeil mifero nina Attc, 3 di me ſteſſo fatta pietofo €I ri e dicem4.O peregrino oue foi redotto?@ue c' quella de ber ata mite a refiftere? One ela fucilita del libero drbittiof ue c tanta fortezza con Lagicale volevi fuperare li doit Ma fe dimo filo uardofa —— anchora non fci cer —— che frei quando fenteftito ffertot EA “a molto meglio laſciar le cofe pe wrgognofe tI pi tire.the reteuere pentire. Mentre ſti in te fontztia F perdona a queſte peflifera morte.Alquate più al mio incendio stpproximato midi fra lei & il fignore che.in gràbo gliſele⸗ amo brewiccllo de queſte parole Omertalitiati uchia⸗ soma pochi ne riferbo.O parole crudele, O dina dasofa (crittura, © pricipioifauftoa tãta pugna della gu gitort,O tropo ardita (perdz4,0 fallace hũana opĩone, mifero | fe tropo F fida.Ma fcorresanonella. ante Aleyde Achil de col formofo troiano che mak vide Cytbareg,ma fe quella al pei re Le prote faro 9 Pꝛeld ma fe on stati bl deg —— me le pal den pic na mon cdi «dette Li le fi nt ogiorno ma Fe ilalnt le medolle.come fucco de beata —ã cdiedi

principio a laſciare tutte le mie publice & primate fa

—* fmarrito come fiera cacciata,jl riſo in piãtail

ifernale ſpõ —**

gie J0 erudel forte ‘dc and, wita ———— demere ãiicũ ißimo cogituto ubeil durdo, dome il pifierochete afferra.Ra

vile cil nicerechi utrufiftevedi pren iii quela troppo conf?

bai rotato:Amorefotto aderattoreo dufî sn fitof n ke bo⸗

tra la mita mie ite che li vehi mesi pine

Fourrita anima? 0Adkemidinfaliibile Qn⸗⸗ erraate?.Rif firmarda olii ron xiiuda ri hweſti ſimili pri A tutta le notteme —— ———

ritorno folo al [ocb vue fori mi prefe' per tenore’ Lifimarriti - ui a loco bf cla id.

bizze cl foci acopeguate i fofpirei

nei |

—— —* 15.

foce La mia ſj

rime

I * edit

duce.inm joue,riea iompfi il ſpen io, CF conforta! (9 animo seni —** fignore ual era Gracderasche al indicio iniolelivo £ ficare: vᷣ⸗ lat ———— coſgeregto nerd geiitriba

| cng'afecretomente fhiandole eo pe rag i Doppoimeag ripido

precipet mente di DA ——

ticala —— ppi testa di mele ke Actotta, tt quanilo accanita cha fegrib alebua⸗ de antoreno) Perri inn ira Are lebitia al. moudo che Ual

raffeneci uedidau la mica demiferi anidti condi —e luido ſguar do de lah ata donna. amor ſe LI femme ui dessinto:tdF-com-resita —— | tnpovenza daltrui.che licentici la metette' le miela⸗ ——2— Facciata & inclindi | attinto st quelle infau iiulleze chela tenera ciatsda baseioni :\ebipakah cioe cdnbilre; fonsre,pallare.Jollazvatehe notte tO me Ide la caſa vaftimtatione «19: ———— fama, & le fueulte emnfroriaua È. —— com

i da me uon fuſſe deuiato & Piro ch bito pira chealla dn me pudicitiade Cencuerd

pipa ipi i bra —*

SELE

more in fre eda elfi: Che delia Î Farc lider mme 55* il pregaree at vano. epr edi,noninie laffre fre

tutto cordoglio. gia rid cuor ‘antonia defi

bellezza quanito ali ochii mei ft offer ſe ifoneſtevila vue feuß

Za rifpetto ii palin —2 *

fio 'iffrredà me

di veitonitui, coni-liche Faccia et rif ea we cbrenteza,Pdoppò fFritraffe. Lo del bee bipecipiao a ringratid per tec favevintercidete de ari amet ma fee sur sci agrãpan afftauumei fauc. Naæutiua vità

aic netvict quale de: ——— era etifà bejet —— la Rie bigpiora ra ai

al giærdixo della conta utcaf e —— —XE fento gaudio imecsprefiilcoree —— —— ne os fprtoet allegro.Venuto ihoru al parlare canmbda aitet⸗

meẽte ime trãsftriſeo e babitationedi ba nirrice Jil'sdinde era

Violdte,ct ch grãdiffima prùtteradi core fili tecettitto: le debile, 5 gio piurfedcimete, 9 ——

li expoſi de la calamitofa mia fitto: Befo p.iopra font

ch dintato sedca de ppinouala nita mitare. calde lachryme et pf pre nate del imiomertyrio facedoidubitata fi vi Le dit mulicbreet mater:

nd pieta fata di me —— me adim

frama eoſi ardẽec pae fia di wodcha querdar dali aſſalti damor qual fonde inonda

A tiii

gente Vergara Spar

PE remi mid 4 peri lodd eapo —— do pe bon pd rale de gi che il tãto Po) pelata da defi ch e hora taccoſti sl repugnano a cui

pp i Minerud.Quefti incentivi fe patofi ouo coloro al cui. dio in terra five V Cerere.

| Nosteafuefare figuere mio a triſtt habiti quali nimsd concreti cum grandi(fima difficalta fe poffano piante Fe, Quanto piu diceua Violante, tanto piu me «n

bechrynsendo © perfiseriidonela mid ardentiſſim ri mepromieffe il poffibite foccorfo,quando con il fi flo ile *

alebramofa uoglia k lingua il petto aperto gli ſcoperſi mio; era che Genpuera de Angiolo: fopra tmtele creature dd imondo imdsia.Andito ilnome sane uioli Ta viole

siii

è

Pr cfr fe me proc

tr il petto Lamori = incendio, al dolore, ——— ene dd coffe

—2 arioae ſe exponeria rana

plate sa Us cymba a procellof ruente S Pero

fe unole confideratamente & ricordarfe di quell. lo che dire Pocho d dura chi ſue facende —— mi

* Intrafti con furore ne reufcirai Ci dolore, 5 di tao pifie

poche nercportarai, ſe più ocultam —— ſan per urde⸗ ff polline, qua car uiua lãticho edio, qual ere

. gra: cafemsia.Perile emai el —2

—— —— ra ron ud tii ucdere la Genelra prioni a alcu⸗

ſcerore umi.patiro uolere quello che ad eſſa pid cera.Ma prime uena di marififtono(tr> concetto , coma

nereceretre per quale he nona Fia E E fia lamare

dif barcha:softra Zaberna⸗

; nto defiriecheferiufli un li} rod nd ile mici ſuie che ſeriuſti malittha font ndni di

fog reg Tri int #32 sb

usolẽdola leggere gli nefaro copia KI fe per la lettura la iedero cSmoffa,Lacédcreson.quelle parole , che al'tépo,alloco, & alla materia mc parerano couencuoli,€9 ſe fortiaia effttto contra rio produceſſe. uog lio perdiamo tépa in lauare terra lateri tia. prendi ſcl te pare il ore ricordo, & da principio 4 loÀ pre contanto.igcguo,ide fe fciagura albaiccite imbfi consre;

Ftaf]c,man mon fato che cauto retirare te pofficoni palucza del

co hansre:Quefta parola con tãta uelremitia anti puũtiata

wẽtro n ferma nelle fantafia,che deliberdi ea fazirce nia 1

tare quello che aritorepateffe in patto wal uvicecitano cofà

alla prefenteSittera diedi quella foru lac canori e'Violazia medafignorone CI fu de flo tenore, |. CQ@ulerzdi |;

Capaterzo a Li Sola confcia.del mio fecretaeffanub limerg mit Dio, () ti preti quella flicita chelfeczat

no quddo nd gremio de Elifa fece fe re il fratel Cu

I pido.Eduftamente PIsorelanacnte prendiil vutmino: ver fo le: mia Signora, qualéufobal monco intendi, €I reiiericemiite cr:

ponendagli dirai, Signora dogni ualore et eccellestie. degna® Vi qu ſta mid inopina' senmeasadmiratione alebunazit cal. 196: te.commoug, perche fe di tanta forza fola bellezza de-ticlenae

Greca, che mmoixxe peteſſe a larme la Aſia €F bor 4,che; marducoligfia.fela tua forma mancho d La ce I lizlag ino homo nato al e eruire. Queſta

o Signora e visa fecreta uirtu dal cicloa 5 dondta , di andra.

cofa zentile, Honeft4,accorta,et bella,come tu,Poro condio quie to O repofato famme degna de una tua liberà,grata.t3 focre,

na lettura,accio che ſem a tua col a Mon.pre matenia ad. altro di crudele I valo mote pare ua 6

A;

PETE RETI 14 La O rifare

dif Apnea Gaeta. don patire che pet dar

sti fior dele tus 'zionincaeinytitimate lic

la Pg —* —— —— irene) rima che

sera il voſtine aati quo et cdebrato P Perf

< Fiamozgnalicradomminò dere di —RX

è.

utcuonan ti ni tia,maper obferzidtit et delenuule più r persia ord

Pei io non puote dio ——

Pico fi qhabte voffetaizeibia vhé per: gran de it Ginbo ah poterai in amore effere peratag

n te ritroni,tartdi madoma, che 5 e Haus pietido us

xrbe u de eui aorett eonoa fta mino⸗

ve uirtu il Socio ro libero donare. Pero Signog, pu pridicenifin laffento ic per: di puri griandezznot von ſer launola uea fermitiodi soli; he fopre dgni —— UP ——— feininaed i ai dare naleto cinogli chesta luce de livelsit bai Nelprimo ed aule Tonga fpirito,i erchrio amor ibinusrerdi.

ð libers arbiteio Trivento princi ddvida 27 fahprecizi,irdo nido retvix: a⸗ —72—

rdtte,il cobfhirità,et-uine (ola carne, letitia lo aban⸗ Anal

atià, bamontuſe dlevhi mai astio, fidaſvin Ei nom conobbe, La gie bibi, al e

* cho lo acconpa e i ——— ie

farai cum perpetitt immortalità ad agui pofterità: deetatarà dl facratomome,la:cui memoria di nona Ietitaa:fenbjire mie, av⸗ sende,Pida mia ſeeretaria fi.come della. tua: ‘opera; accur ata —VV me donfido ſuito ritorva.. Qui 3 *83 —————⏑⏑—— 2 def —— 55 fd i suo tano Juffeld Ù Hterte lattificife. Anatitc, quãdo de el —* —7 ——— li cehii pinta cda * fJo,comeramarieatà di pAfrifimideti cariza drivzo il eg mino fuò uerfo il paletio di Gencrera, dt laquale bimiarnmente . farofalutara; oli parluuenti con certa. —— effanali parole retz J Preso LA certa fe faialf, des Quinta, .

* —— fiele di mole scufidentia | Ro __ilcuormioverfodi te nonne ermafi fed brite ped i LI foneda lequale fan amata t9-blandità ‘non tbaumia

Parise arri nfltee, 0 ole in queſj

antate Gb ——— i —— e lane ———

P. IM | memerenti cafi.alliquali me perfuade per la tua p riti fape) poca is nil A | «per.attimo configlicil iutteecco cimuencarester ilche te pris

> rgroebedenimadleracofe piucfistuofammiofiada te fernif

ra, qua de uno fidile LI perpetuo filério diccio cha tempo al vesenc. ne dénojuc uergagna parturire potefle la prefente match Na Aoime che tanto me fonte rig uftiata,che.mai piume pace | ite —— otcre ritromare,iton fed cr safluoco del ciclone maligna ſtella. ne ſpirito aduerfanteo pec$ . ssttasitio hopgi babbrar privata (lype | fancsici mio coaſueto iaſtitutoeſſenclo tutta. did .

altre parole difcrosamente farla legge⸗ rarc.aecio chedel tutto elatta pofia

- ved noun incẽdio Cade emo ocflimo pe meesfala accis rugofala eta puetta, 7 bona coditione me fano (ecura.Da lal - trocdtomefimeil ſcãdalo che riafufpetto'il mio | pudico CT modefto iiuere.dette le role a giafa de moriente :. con fucia lechrymofa KT m prin exporfea Gencuers quale de filiale amore comolja ria che alla Lettura Rudiafie, |“ ed dolce parole latiforto td e ere di bano & forte animo, PF invittameste refiftcre a gli duoli I frandi del ciecho mondo, _

7 ftia di bono core.Petiche 4 timorata coftientiae affanno, | ne panta gi if. Diostermo permettera a nt off | faimdba,t9 percheiltiooebiewe fidame cotefia littera.della ©

quale per ilmio oracido dia wiuéte maine fara cofapendle, Vi, |

fi caiofedcinefigarelomatoreni per farli dasno,m@

LIBER canti. partita Violãte Cenura [da hr ener Fr —— la livtera. (9: —— | Lanto amore.poi —5* diſſe Fompassto a chi cl ciele tanto nensico.il: 5*— J lo amoroſo cõcetto. oue era, hẽ fufmomorato clmm conobbe il loro de | a dona ma conse credo debbed ſtare, o divicome e. quãts per la HW een waniſt quæeſto miſe a laltrui colha poteria tri in cofa e coſi Vr CP ole Atàtoamor la mẽte —* 4 dona di tito emer felice. fortmato a chi it cid e rinato in fonfloafi Be Fac il tempo conſumo Gcheuera inſino dd venca de olante: quidle.come prefente gli fu fubridentolidiffe: nei te * pecca finta iadeſtria CI maligna mbinta:cim fono degni di uenia.it ſcrittore de la ribronata lietarae ran ta anxicta, chel ritroua ne morte ne aita. per: wr re la fuacxtrema haferitotepri criftimido do i effe capitare nelle man de quella fenza la puale pare refate le. - vita Per peefTo won teeruciare lafcia 4 citfemote ppris paſ⸗ ſiouc. quando ferai richicfta di * men che houcſtã fia in ine faculta de riſpõdere di tacere.Affecurata bormai virbante fattelodebite rifpolte,a mefece ritorno mi còfarto 4 vid re di bono aio erche fperama far tel opra che ſeria dogni mio optato giorio quel giorno con la notte me pafform _cgmo dil —— ẽrrito il pẽſtero in diaerfé PIE «te uagana,dubitaua per la troppo obftradntia portaua Vio⸗ lare a Goncuera,fufpetto me rendeui la forme: bellezza cole tenella ctstula de Goneuera.la geloſia di cafa il cuor memoleA 3 ſtoxi. tra amor, timor ſomno & uigilia pur micèduffealii nic

e

—E resrmiicegni doti nersfrif

'gtorne29 bretermif]o ogni altro. ufficio nie tniisfirni ſecrs ai alla Llicitudine dr iolante quale nrie inftante pre hiere fece ritorno Gwriener a, tT-intrattà , come.c coftunte mulicbre.in diucrfi ragionainitrefficaciffimamnite gli adimã ‘da Geneuera, ſe de quel forittore;fentore alcuno alle orechie gli Fuſſe perucnuto. violate piu col filentio; eatto, geſti. che uo ce gli ſignifico haicrnenotitia, il che uedẽdo Genenra snolto

su fe eccendcira, CI det ſuo futuro male cur ioſu brimil pre ‘ghiera cxoramenon glinegaſſe, qual fuſſo lhomo ehe canto fo “cofamente amaua. Violante foce —* di uolere parlare, 9 ‘poi (e retenne, CO fra quefti dui contrarii;crebbeildifià a Gene ‘mera di ſapere, quello ohe molto meglio era-de non fapere al ſin inclinata Violaate liſſe. feptimo.. - è | Fd Glicuatàraò.Gineuora mia de le donne, & maxima⸗ + Mi mitegionene euale alli oceurrenti caſi poto attẽdeno “ala fuuta ſaperaute lira. o (deg, v fuperchia laacia o p tropo Fidarfe ſucilmente unnunciare tutto quclio che la fantaſia gli pnorta.herho fa miſteri effer bẽ adluertito circõſpetto a 06 cmettere ſecreto alchũo ſotto ittero filetio,delquale poca fede fe ‘ue pole fiedcre. ter cognofetdo re giouine de alto ĩtelletto et x timatiua del'tuo bonore! di te cofifa del mio grade fecreto te faro partecipe, & ſe bene il tutto còfiderarai iudicarai dio ba were pcipua cura dela penfond tua, quale fe da me e amata 69 honorata per te fteffia ne poi ridere teftimonidza . Allbora com ‘grandiffima pritezza:cofi rifpofe Gmnewra,GE.Violate mie vebel muliebre ſtato naturalmẽte per la fua mobilita fia con fernativo delle cofe degnedi alto filétioe cofa notiffima fe non «qudto per cducatione €3-babiti glie aequiftato. 3 fe bene con iuſto iucicio riſguardarai le tus indefeſſe fatiche, & anchede di mci indicatori, & anche alla exatta mia uitu, facilmente.

4

| | . SG EUBR mei @ ide . I i ſſe sr. ali⸗

| —77

—— di mee;€T benche il mon fia il mero,

sforcidro che col fido petto pt

—* ſena ſuſpetto alle orecchie mie cir ff —— 55* più fattæ 5 eta ilo Nor tape me però.

e Lil ia . i danofa ——— one pra tuo fanto €&T poſi —— te. ma (olo per —— cp 1) nor prole Ne fail ripone re, ben erudele chi priuæ altrui di wita. Ma crude pia mo chi poſſendo —— fauori fe retira. ſſo noſtro talmente da natura e inſtituito che a la miſcricor⸗ ‘did & manſuetuline fempre ſe indina . Infelice rg ‘creatura il cui iperioe retto 07 gubernato da ferita, & rezza, Ma come flarebbeno gli cicli 3 la terra * amore cos tras non ——— * | ti ir quefto mondo a gui ſa ed ima ih (7) ona ch dedicare alli fusa & —— seri gaudio (9 prendere compaffio ne de laltrui cordoglio & affanno. La littera che tu veli del piu ardente & bonefto amante che mei uedeſſe il Sole, & me fcorrene la mente dela penatd & angufticna fit vita, & 4 quanti i ftratii amor lbabbia condotto,moro di pete memaranigliocome fenza anima quel corpo tinto in vite feriſerba. Ma cxiftimo linteruenga come a continsi fchrien⸗ ti che fenza —— —* ſoſteg eno pche da lore eradicata gli adsicne a mig

Selanezi adi fica pone cera dere

PRIT M/0!@&.... "Interiore cõmoſſt coſi rifpofe.GE.Hoimte quale in amare heb⸗ be ſi triſta forte" VIO. Fu al frittore della ritrouata littera, GE, EI nome fel te piace: VIO.Dubito.GE.A aſſecura⸗ tit falneza non biſogna. VIO. Eglie il uero. C. Tempo e mt li⸗ beri deſto affinno. FIO. FPu Percgrino di Antonio. GE. Conte f | fapefti.vio.Dirollo, bebbe fortore che dela fua littera toer& ftata inuentrice fuda me conlebraccein croce merce chuoden do, & uolſe morire. Moſſa —7 CI non ſapendo la cad foditàta amaritudine gli ꝓmiſſe posfibile 7 bonefto ſocco⸗ fo,il mifero tdcque €I piangendo ſo ſtrugtua. al fine confeffa dfer winto dal troppo asnare gli adimãdai la dana de chi tare bardeua. mi riſpoſe eſſege la Sencuera di Angiolo quale deſi⸗ deraua fopra tutte le cofe del mondo in matri⸗ monio, quando per me gli fuſſe via alchuna me piaceſſe ‘fan tal opra chel fuoottato perueneſſe alfine. GE. Alonquæe di me rde VIo. de altra.GE.Comie coſiẽ Vio. La luce de Li ochũ eudi te lhamo futto ſeruo. CE. Ben rengratio amor che de me fa farro memore. Vio. Inclinate a qualche piccola rifpofta qua e allatua getilezza & a ſua fede ſi cõuiene. GE. cin mie faculta, Vid. Adonquæ libera non fi GE. Non gid per quefta (fato, VIO.Mita opinione.GE.Che mi faccia. VIO. Scriuc pa ehe parole acioche intéda qual fia la mite tue. GE. Seria gr feiochezza a ſcriuere a cui non (cio . Setànto me amafje per altrà nia dovena tentare. VIO. El non fe fida. GE.Child porto potea parlare. VIO.Dwbitai,GE.Di me. VIO. Si. GE, Perche VIO.L4eta Cla puocha cxperientia mi fece timida, GENI credofufie quello perche in tua facidta cra poftt ogni mia for ttynaeredofuffepernonprendere integra fede di colui il cià. ſeſſo eſempre dilpofito a circouenire &ſupplantare. VIO-xl M fisit nero credo che al mondoil piufidile nion fia, fucilmẽte | Percy. 3

LIBRO”

&i fe fede prendere (i puote. GENE.Violaite o dietnto e difficif / lea reponere fia fpeme in altro. quante dorme per ladulecriita

fedr uanno per il modo miſcre & tappine,repete le antique €37: moderne byfror®da ogni canto —— Sea iglata 9 &iolata fede remaricarfe.folo li falfi & ribaldi dl morido fe odeno. Beato e reputato colui a eui lo ingannare e sarta prom cie⸗

are. Queſta noſtra infelice ſuenbur ara conditione dal ci

b neidonata de ſempre eſſere ſpogli te de bonore,esditione; €. È viit4.Credime che 4 —— fon fauole, fraſche

LI cianze.£9 quella facilitã fe ſcordano con laquale fe pra smcitine Vedi i di e uatid €97 den ces pla de me:tutto il mondo pulula de infidelta ſimulatione, & diffimug latione, a cofa alcuna fi perdona per acommodare smo ſuo piccolo particular pae: Que: erumne,dani,affami,;

itate,ruine;nsorte del corpo & de laĩa, et de la fama fa; serà fe patifcono per il troppo fidarfe.Ma fe tuttoil. mondo de, quefte lubricita fe dole piange & ſtrug ge che poſſo io ſper are

Lio uine fanciulla fenza experientia. non voglio perho cxiſtimi ·

che a noia me ſia leſſere amata da uirtuoſo & gentile. Ma folo pche intendi ‘qual fra. lhumana & uirile conditione. Vio.

Quando altramẽte poteſſe io coprehendere che Peregrino cor dialmente non teamaffeprima morire uonia che. fiznifisare, il falfo.GE.Amore & picta el piu dele uolte ing ãna hi troppo: arede. Vio.De queftone niue ficura, pche fe a huõ del mondo te, amsare fidcle mai douera poftcrite rendere gratit Peregrino; fera quello a cui amor & ogni dewoto amate ſerãno debitori»

Queſto e colui in cui regna pieta,mera ſeruitu ſpar ſa fede &.

integrita.Per te feruire defprezariaire,odii inimici⸗

publice 9 te amare pdonaria a iettura al

coma di tẽpo, de fuculta me della propria vita, Pere ſeruireſc⸗-

sia ſupplice & obſequente ariafchima pefonachea te fiffe vgrata per te cbedie pofiporriail cielo I ilmondo CI. demi | stofa creata, & altro attende ſe nom quanto prociede dal.tuo mers imperio. Da te il recognofse la nica, Mccetta larinortes *- Non patire Genenera chel fia tanto mifero achi il pregbara, lachrymare nulla gioua, non te difpiaccia a copferuare colà: < qual per tua Jalure CT honore con cuore difpofito e lanime ;prompta e prefto di patire ogniextremacco Ceneuera larg ca di la fede, Ecco ga vl cfacilefenonil-trafi” ' lire. piega alquanto quefta tua durezza depone lanimo ferif uo qual non conuene a perſona come dalla natu’ rac comparata quefta uirtute di clementia che fe uediamo nd ſtri publici inimici ne gli extremi caficonftituti fe inclinamea: * a piéta & manfuetudine, Ma ſea liodianti quefto faccia‘ mo,quali debbiamo effere a coloro che de noi fonno fludiofi E‘ feleIachryme del giouine Ronsano che La forelle per troppo pia ta occife puoteno a (ua liberatione , commomerclo comunilitie, che debbo io potere appreffo dite ehe ſummamenie ti amo to

fono dognituo honore & commodo follicita indagatrice® Gel A” ueuera non prinare detua gratia colui, quale per fede. CR: BA feruantia non ciede a perfon& uiuente, & uoglio intendi che foi to la luna dogni coſa e copia fenon de fidcli amici. Mepare conueniente che moftri in quefto atto che tu fei talea chi piag te il raro & politico uinere , & non curare de latrare de glio fciocchi daliguali ogni uilta prociede .GENEVERA, Bert ta tuoi ientiſſimo amoreuole €97 parlare ui refta recreatio ne O leticia, O che difpofita fia ala tua uoglia.Pur còuiene 4; Guifadibuono Marinaio per tale.modo chiudere gli orecchi, al cantode le Syrenc che de la vigilia al profundo fonno nor Reno tradotte. Accio chie per fuggace dolcezza lbonorang, . B_il

t

*

O a EBREO - sita leuata nonne fuſſe, & mentre che Wuomo perfeuera ia

quefta integrita di porpetia beniuoleutia e degno deffire ama io, laltrui languire arguaſſe in perfettione damore ‘perche oue

uirtu e compagnꝰ la tata non Li puo eſſere affamata ui lIxii⸗ da guardo vilanze cheta ——— tua ——— La méte del che ſeria ſegno manifeſtodi idrica Amicitid CI come chiaramente comprebenderè poſſa lanimo di Peregrino eſſer finciero nerfo di me,faro ogni sforzo per ſolarte ur conueneria baucfti commumicatione con li parenti mei nel cui petto fe riferba qual di me babii ad eſſere il fine,ae eio che con piu reputatione 7 [ros noſtro uincu⸗ lo fe gouerna. Vio. Non e il tempo di tale communione. CE.per⸗ che. Nio. Per la ciuile difcordia uertiſſe tra le famiglic. GE. Non e meglior faticha lamar, cha lodiarc? Vio.Si.GE. Mirco ime fiano téptati di noua amicitia deponer ãuo la obſtinuta mi de.Vio.Fa primate ncda difpofita_et del refto fia la cura mia. GE, Sempre fero prefta a tuoicomandamenti. Vio. Se le dolce drole.in qualche parte ali Jffieti fufferno correſpõdẽte ne piu Ficnito homodi Peregrinod modo uinerta, ma dubito e fotto la ſperana nor fia condetto:al labyrinto oue del du⸗ atte filo aiuto non li manchi. ala fiata Le contatione fu lauda⸗ pe LI exiſtimata fi come teftimonianza ne rédeno Roma li ar gonauti ibre Pontico,ma nele cofe amorofela celerita e def gua di laude, quefte tie purole ſiiuiſſ me pit rebbeno falute ad uno morte per eſſere polite malide acre, ſu ime, ugric, elegunte, e, firurate. & pretioſe. Ma pur defideraria chefyfi piu re lot Dire Democrito chel corpo fodo riſtretto più caldo receue O meglid il conferna , perche in cofe tanti uarie fandare non fe puo.Gerienera mia mentre il tempo comartorie eöceſfo poſſi is cal mente ppetuare coteſto facrato amor che ne

PRIMO fortuna ne eaſo aduerſo ne alcima fncftrezza laure nel Qguagriglortofi amori per longa contatione (3 infipi —— dfn

norata ma ſempre ſtano lanima (ufpela 7

e RL

poncfte'couieedere non mi pofjt. Credime perpeonfiante che npa

‘epoffibile ehe exprimere nagliail feercto CO ardente concetto

‘del Peregrino clgual te prega te degni oper prefentia o per ſerit turq ce intendere —— lamp feline dila tua buo⸗ “na gratia,guero deſſere tontenta in qualche luocho ſeercto ſe ̃ fenti.alaltczza tua oue confidentemente te parlara KI feoprig Td quello cheforfi commettere ad altro non e licito , & aprira ‘il cuor obedira & fard ogni tua molunta , Firmara la dubio

miente tua il che fopra ogni tbefauro carote fera. Prouedi ads cha per qual ia te par piu expediente pur fia cellata & cauta «accio chenc ate danno, ne a me wituperio, parturire poteſſe uenuta fua_€T que odi gratia ti adimando, GE- Qual fenon dal yero * ſe non piu che pratico thrace,o ſyr ste potrid penfare. di fer sofa,chea gli effetti fuſſe contraria. Qualmdi noluntariamente defidero quello a chi la mente reg pugna. la von soglio uen dere ad ched comperare a noglia pu firiaiperche colori quali dal ſtudio continuo di ſim⸗ Latione fona occupati non pof]ano copitarane sperare coſa ho⸗ il corpo ſtãed €97 Al fine coni findeno cRi & altri.fe fon dl mio bonore conferua)

tina (cia che non te dgrama perche cofi facendo mi moftraro ©

dimei parenti de la pr enie ueramente ndta «LI da la tua eruclitione de alla quale ſempre ſtudio con frugdlita. €T site pudica —— uo ſprolong ando il tipo fenon per negane quello che mai dare non dliberaf olo intendo de infudaf re allacoiſeruatione del iuſta pudico, & celebrato misere del rqual fe diletto ne prendera Peregrino di pare amore gli cuoio

t tt .

\

oſtri lizaomo LS donfernaremp; 5 quanto perigli tot dit :: ‘mi fai intendere, vorefti commimicare con mi —* ii grane importantia, non ſcio che coft al mondo fia cofi cellate, & ar⸗ cchana che comnſttere non ſi poſſa ad una fidellifftima littera vieero al oraculo dela niente uocc.come e la tua de luquale ogiti Fede prendere fe puole.Quefte fecretezze fon ſtrata gemi damto Ye per ingannare chi e troppo facile al dammofoccredere,il cui hi tio ba a dulterato tante famofe femidée Atigue & moderne qui te per lehiftoric te e aperto. Vio.Goreuera mia fe altro che be 5 welico de parole lontane fra li amatori interceffo non ui fuffe, mai non ferebbono inficine coucnuti, ne anche neceffario ferid il tanto affaticarſe. ĩ eben atto de ſpirito ſenſato il tutto diſcor Tercpenſare, & quadrare, & poi al'penfiere dare opera c expe kliiente, gia che Furio, Fabio, Ordtio ; ne Paulo non hauerebbeno defenſata laloro patria col penfier folo,Tume uai predicando di nirtu, come fe de cofa inconceffa parlaſſe, Turini a guiſu di coloro.a liquali il baftone e guida ta corpo, €9 del int llet⸗ . i ‘to,Turcputiuna ſcelerata difconuenianza dpreftare adiutof . rio ad homo di pretio.dimore & fede. a a qual jcruo, a qual

Libertino,€9 foſſero di terra, qual per gratia di ‘parlare u⸗ niſſe a te, darefti gia refuto? va 7 quelta facillitae conceſſe

“a vili bomini, perche d ferui damor debbe eſſere gia è Forfî che qualche fafpeto il cuore te prende. perche io diffe in loco fe creto xe parole con purita pronunciante non tendenoa uerund mal fine, mad bona conferuatione tanto de lamore; quarito de lhonore. Perhofetu prendeftiil parlare come dal cuore ſince

vamente prociede,non feria miſterio il tanto commentar. Peref

‘grino finccramente & decuratamente ama, quel dite de fidera, che de lanima propria,Perbo di queſta opinione prouedi bloco.& di tẽpo accõmodati ehe communicare te poſſa il fw

nana .

Do i ori re n ar ie iii e e gg een * sole ll ns EI fee

PURI: M.:0 v urdente diſio Hora fami confolata de: nd riſpoſta. qual⸗ conf venga alla mia obferuantia uerſo di re.GENE, Falfa miufta, 7 =dnigiatfualpareremio la fententia di Eseripide. recitata dal ‘a grande Arpinate, qual dice. Sela fede agiugata, violata , per regnare uiolare fe puol .Chi crederia, chel popido Romano di - quella pudiciffima & candidiffima fode,per appetito ſenſua⸗ de baueficcommoffoil crudele ratto. —**—* Sabine. Nog :fTnole fare altro di fe ſignore, ne poffeditore pir fperare , che Di «piufe dobba ſeruare, ſe non quanto ulla iornata ſe uede con -ueere.Et fela figliola di Leda mancho credula fufje fiata, è pene il Cræco il famoſo ilion. pet la Carthagineufe de audientia foſſe rea haueria con lau TT miſeri ſonno quelli, aliquali per: piccolo appetito la fuma glie Aerigrata,ma inflicifimichi Per prjeia colpa di conditio⸗ | smoepriwata.O quanto e ben sonfulto;chi cautamente rifzuary ‘da alleenfefuc:qunto infelice damifelle. & marrone: legiap meo uediamo per troppo credulità inuno tempo del fuo hoy more, patria, & faculta cadere , Ma ſe al ſcſſo noftro il guar⸗ dar⸗ licentioſoc dato a nitio, cheſeria il parlare, quanclo ue⸗ neſſe in cognitione daltri, perho e utile configlio extinguere queſta if. CO tu non te commonere fe non. defcendo al tuo volere Lacta,laimperitig,la incommodita fin per me la ſcu⸗ ſa. cnede chein mie non e tanto imperio ne animo ne fede ni dl dro che a parlamento con bomodi mondormi comduceffe , chi per atto o per preſumptione fuſſe deprehẽſa, aſſai piu ‘dolce me ſeria la morte che la uita. O fe matre e au ficra,ilpadretroppo gloriofo,li fratelli ambitiofi;ti ferui inſtꝗ bili,le Ancille mal file le cafaalta.la nita publica , il giardino xvſito I murato che poffo ife, gdo al tuo ricordo

s LI BRO: l

recoſtare me uoleſſe tatto quello che defideraftti1 debile potere . do impedaria,conuare de * remettert ati K | Seroprene poffono attriftare, perche uana e indicata quella me . dicina che al nafstudinario ſalute non prefta. attendiãmo acon gꝛæe a piu ſalutiferi exevcitũ, Et non wolere de terra aridaraf “coglicre rofe freſche, pur per non effere ingrata al tanto amore Jc faculta alaama fe me oſſerira ſers de lui memore quale uirtus ſamente come la propria uita mia amo; vIO. Se.la ficonde «Grecia cofi devera hiftoria, come di fituole & fitte imentione bꝛendaſſe.il regno del aielo appellare fe poteria. Ma tanto fon ‘ben conglutinate © incatorate le falfe con le vere che a mol⸗ ti dotti 9 occulati lettori e di fecile la cognitione, alquanto “Gencara nia amara me qufte Mia tergiuerfara rifbofle ‘tuale niente di fermezza conticne. Anci di manifefti conuitiî. & parlandola lingua di buon fentimento dil cuore non poffo altroiudicare fenonma tua mala opinione mer fo di me, Nome perba coftume de gentil madonna con tanta, coſi exquiſ⸗ ta ingratitucine guidardosdre uno fuo fidel fernitore. Org confidera oue il miforo per te amare econdotto.Tufeifatto «lticra della fia ruina, puoi che chiaramente confideri chefon | Z4 te refpirare non puo, O morte o pin dolce forte il mifchino te adimnda,altramente owe te ritrouara in publico profrate alli piedi tuoi con la propria man fe priuaratdi uita, de laꝰ Quale effendo tu gener a doppo tene dolera, fol con la: tua uif Ria di tanto affunno il puoi liberare . Cymon dal. natural fenfo alienato per il uedere Lui bella & toa doma fu al perfetto ſenſo reſtituito non feria difficile d credere che wedendofe il ta⸗ piso dalla tua bona gratia alirnato chel fe occupaffe de qual

2e umore malancorico che contra a fua voglia ammmciare di fuceffe la cauſa del tanto martyrio . guarda Genciara che .

i PRE Audivea —E—————⏑— ſeona fopra di teE pexpetut penitrntia non questi il remaricato mante 4 dolerfe,conto tveftatoligatol, incarnato, DI udi miferdigente Die mid quartdo ne a dio dl —— | to alcuno, Almencho confidera fat Fragola gf È prendere habiti coſi altie 5 Cexeiara quel che ref. —— tu de Mer exantusdro corpo. Tula fedia pa me crude pian cuore fenza cauſa di (tracùare. ſus uite, che per formitu e f al tc amare, ſeruire (9 obedire. Qualcoſi crude, nemico paterie tanta infoumanita? Merita quefto prestio la indefe Re Fic : pequefta la mereede di contuemi «fumi? E quefto il luera de: ilie? Finge Geueuera di uedcre le. calde laebryme | —— Tila * lo iaferno. * È ae I Lumina ontentia ne laquale si pat dela si Crt coccio 7 uedenti cdl rasi tiffimo Peregrino iso acerbo fine. GENEQuando unlfero gli fi glididela terra per frrealinondo monftruofi, contendere ‘colgrandé Love fuprima:laguesed. extinta che principio fi cheradicede quelli piu non farittmt.tome perſuado def pe mont poſſa nerina: ſunulata menziona. nf chera che del uero haux ſſi faccia cofî ſotno di ——* si bici siftitutd.Io ſcio ben checofd promonsiata per furore one, man «ha de autorita, Perho fe per: cgura de: qu ff bud ‘mare fuſſe predominano il mifera amante , piu pr efto alla pee⸗ contendtura che al 5 la mia uirtu la spa aferiue | mi pur sara fpecie de homini al mondo cofi malaneonio

63 fAignofi diccamelecofenoaglifueedanoficano

RT i : q̃⸗ eſta aurieta fu reputato

doi

“n 'DEBRO |

integri. cui officio caeffere fiudiofo tanto de laltrui Hone lara gli cederia in molto mag giore uergogna che a mie prov

"rit per nos efferela ingiuritdechila fofkhe; madi chi de A fa:Non ſcio con qual faccia ne core ſeria temerario mal'dicente i ‘O Salufticinfinsal ciel dano il oonſule arpinate., & ano de piccola lautura. & de

bnbonſt ante ingegno, bin me perfiedo; nomzorra; deniar da. lg J orta narra pl fimpre fante, modefta, ae. ‘toftimara, prudente.Scio ben che fumiFuilta.con quella sar

vu habitare non poteria,ma commiferata alla rodente peffioite amoroſa li perdono. Amor. piu del achito il fperona moglie il era fportu oue il difio crefce da una darli ſua diy Znita (9 virile expericntia egilie debitorede riſguardare alla * © €667 alla conditione molto piv cha dlano fuguce & deuio app petiro,ʒkt uanco —— * uero couſiglio, ſempre atui. faria ricorſo. Violãte mia Liana see ni il tempo ſuo detormiaatdito mon fort di tal porere ———

aſpetrare uogli quella mercecle che honcſto amore a foi feguaci

. > fol bparare.Et credi che zi fuge che p ipatittiada (efipar Da peg foloe —— * —8 dim. Cual homo faro deſicera mercede 9 ——— pose pur atepar il curico di panfio amore effergti infuppory © #abile,comeper fanta ſia gliiniro,con fapientia rie poredfeira. . perche a coſi ſubit o uoloro non poffo medieare ‘per la eoncitforie

occorrer poſſa atalrichieftà tua aetu fci tata paciatia ehe

RR I na N E e SA a

_PRIMO | iqll.na bene chele cofe orig inate da bon confiztio fogliono hauere ‘dl fin per fetto.Et mira che a furente marinato uento alcuno sn gi e profpero.Te prego ormai u li ceffare da quefta inquieta dwine, perdareripofo alla mia de ile vita. Vip, Gencuerd mid ‘non e humana ma diuina quella uirtu che bg poff ad mio "interno €T exuifcerato amore, 23 ton e coſi ta. patientia, che “da fuperchio affumo alla fiata uinta fe conſeſſa. Vedi Cato Vrticeſe, & Mitbridate perpetuo nemico de komani.Cõſideru «ilifiero Hanibale con il fpietato Nerone, Riſguarda Heliſa, So iphonisba,phyllis. Medea, beianira , Phedra , 3 Sapphd quale per liberarfe di molefti afamti di wita fi prinarno. to che com * Sprendo qual ſi il tato de-Peregrino , nudo dogni ottata fpcran Fza,pritio de debita mercede nere non poteria,ilche guado ben ka deraffe non ftaria nel potere ſuo per haucr troppo obligatæ lad alle ardente paffione. Ma poî che a te piace de confolarlo di queſta Jener atione dimorte, deſideratamente la acccttura. Et fi che quello ha potuto il uiuẽte corpo,lo examinato cada Vere operara.Lenatochel fia de nita, tu de naturale cipaffide —— piangerai,t9 la inlgatrice fama di cofi fferata mor Fe maculara il nometwo;t2 4 noce publica ſerai cridata dicen s do:eco quella crudele che per troppo dureza a morte condufle 2" pin fidale amãte chemainafeefle fotto la lina. Et tu da ranta relifiseratione agitata te donarai la morte.Mafe amore non te n * te ſteſſa co cõſidera. che nata ſci di ſangue n⸗ biliſſimo et queftadinine bellez a alla quale clemétie €9 hu nMmanita fon sirtu peculiare, Mafcucroe che laia fegua la com + 3 plexcione del corpo,come poi tu ufdre quefta ingratitridine, qual mai comusticrid dl uno petto ferino.Et wogli È fapi,ch: fe per 7 talora della ritrouata littera te baneffe comprefa inchi rnaru allo dmore,uon vie ſaria con tante: parole T faticizxp

-

J

| =LIBR@ © evcibditi per procware ate faftidio, a me fiuimo.t9 a Pe regrino la,morte,NeccBario fera fe niuere deliberi de metene pinione, I mentre la fortuna te ba preuiſta de cofi altopria eipionon la ſpwciare. accio non te intrauenga quello che Lote : lupa ſe ſcriic. che fempre al piutriftofe acoftà. Sceu perdiil. | fiore della prima bellepza,gemiti fingulté & pianti (era ilne ſto di la tua vita, 9 iaſino a lanima te dolerai del perduto tei posqual par potentia di natura recperare non fi puo. Voleſſe idio che quefta.tua forma fuſſe in me o la mente mia fuffc în te. perche ceffaria ogui contentione. Adonque cara Geneuera hab⸗ Lai ragion del fug: dee tempo,t3 accetta per ſeruo perpetuo co lui che in terra per dio eterno te adora.GE.O quanto e ben méf | ffiochiconlamortecerca mitigare li affitmi fioj, CO fe cofì. baneeno fatti Fabio & Coriolano. non feria fata roma trist. | phante.Nui legiamo pur de loue uarie tranfi mutatione.per dio. re fatte, ma non mai de morte elettione alcima. golo li frenetici

I puocho confiderati con queſti extremi foglieno Te paffione | pari medicare, Dhe vati mid non. egli delie : impropri la uirtu de la vera magnanimita efortezza di ani .. mo confondere,il volere per fenfuale laſciare la nitd;e: «tto di pufillanimita,per non cſſere lhumant uirtu coſi erdi cati che defendere fe poſſa da li adurſi accidenti . ché: cofa fi; graue conduce Pcregrino a mortrꝰ Tu me rifi ponderai eglica more. Md fe amore di fua natura letifica & conforta.. come >

; poloperar cofi diuerſi effettiꝰ To exiftimo nor interucuga quel. . lo che fece alla matrona Romana, quale poffondo per. doglie. | del mmciato morto figliolo lafciare la mita » doppo per prefengî tid come lhebbe fcarto per letitia fe examino Corfirterando Red. ‘regrino in me hauere ogni fuoimperio,fe barecato tanta con)

folatione dl core,che li par'infupportabile pero defidera. La mor .

î | PRIMO. È rwx. Crede. Vio. chel corpo perdechi lafcinamente uine.El piu de : Serolteeatto decrudelta leſſere piatofa, & pur che di meſteſ⸗ ſa non preſti materia, che incritamente detrabere ſi pof}a da Li maligni obloquettti, per cura non ne tengo credo che cofa al⸗ chuna che acluer ſare mi poteſſe, tu mai non la confentirefti.Per bo ſopra dite nelaquale ho repoſto ogni mia fperanza me aſſe ‘stro, & coltempote mõſtraro nella tua faculta eſſer poſto lho ‘more & la fuma. VIO. Geneuerd mid ſe li occhii de Ioue furo⸗ nao uigilauti alla ſalute di colui chel paccato mondo refie anni - “cinpndafei exiſtimo uerfo di me eſſere men clementi. Qud “che mai non cogito cofa fe non honeſta, non debbe effcre iniufta ;: mente piosito. perche la divina infticia al fin ne faria uendetta. Et perche uedo confumare il tempo in darno & Phebo ſtamro *ritormare a cafa,imporro fin al tato faftidirte,fempre pregã do come tua preda redempta,bumile, & cattiua,che habii

e: paßion⸗ alla tara ſeruitu. Dhe Geneuera habbi merce del mife

Tro;per la luce degli ochii tuoi. Mercede per quel tuo diuind ſu⸗ percilio degno ornamento de tuoi celefti lumi. Mercede per-que . fiecrifpante CX couneniente chioma. Mercede per queſta diuig na fuccia Mercede per queftatua facra boccula.. Mercede ps queto per fulato nd fo.Mercede per quefti labri di coralli. mer cede per li denti auolio. - ercede per quefta divina agillita, - Mercede per la dinefcha gentilezza. Mercede per tutto quello che fecreto & manifeſto. Mercede per quel che brufa il mifero amante,Col manfueto penfiero,€T mente ripofata 'rifquarda al deuoto fupplicante , & credi che minor fpettasulo Lala inclinato Mitbridatea Romani, Maffini[a a Carthaginefi, Hannibale a Fabio & Gilippo a Nicia Degnate Gencuerd du ro piccolo aucditorio, aſcoltà li tanti affitnni.Intendi li caldi ſu⸗ fpirii.vedelamefta faccia.Confidera il mutato colore. Atten⸗

| | LIBERO F 4 dial meffocusre.Mirae corpo, o l auima diſpoſitæ a tifo’ © | uire. Dhe Gencuera fe ben di nu mercede n te pare Era | gno, attendi gf tuo gran ualore,€9 non alla piccola Te condi È r̃ione. ma come fola patrona fignora CT regina fii liberale, : Qui fia la tua gloria.Quiconfifte ogni tua immortalita.:cre |’ di Gonenera,che felfole riſguardaſſe a lhumana miferia, nom luſtraria infinite trifte piaghe & luochi fetidi,ma con la rif a luce ſe conſeruaria ne diuino albergo.Pur per dare f@ uore a miferi mortali fenza diminutione di fua ‘clarita ne pre a il radio fuo.che fia a te Genieuera di contentarlo de uia ſo⸗ a audientia.che damno, che infamia, che coſa tribidata occur rere te puol. lãᷣ caſa e grande,la ferua e buona.la notte.c buia, io Lon uicina CI follicita.Peregrino e notrurno excubitorc, intreꝰ ;pido gladiatore, magnasimo deſideroſo, qual tua durezza qual infipidezza, quali laidi pen ſieri interrumpeno d tanto ar “dere None cofa che a maggiore commendatione renda. lh⸗ m⸗ quãto e lhumanita. De quefta ogni diferta Lingua, ognt fps crito pròpto,ogni cclefte ingegno.ogni cofa beata ne penfa,raf . igione.dict & fcrime.Gouewera nel tuo neolere confrfte ogni fua preſente & futura contentezza CI calamita (9 fe ala tia bo“ na gratia fera accettato uiuera uita felice. Sealtramentedifpo ». nerai,fubito cedera al uiuere. Non effere di minore conditione che fiano (tate le antique femidce, quale prima di bonore €3 ſta to fe fono priuate,cha fruftrare lardente defio de loro amaro⸗ ri,Geneuera Peregrino e tuo pregione.lo cofeffa.te adimada il riuere, quale a fupplicante nemico iuſtamente negarenò ſe può. tutto ramaricato afpetta per me fud oratrice de intendere, qual fia uerfo di fe la tua ultima nolbta.fecondo laquale dare: incipio,o alla uita, o alla marte, GE.Nonteafflittarei violi, Ve msid.Che beato e quello affiumo che al fuo optato finelbome: |

3. | PRI MO

sendic. Senici\ilimorale piu alla laboriofa & chmmofascht.. *. alla licentiof4ota debitorefcconfeffa , Dalla primamirtuttc: , paticntia,fortezz4,) magnanimita-Da laltra morte delo. cuore de lanima., & denigratione della. fama ſt acquiftano.. Quando tuoi ditti afcolto, mi pare dieffere com Peregriaò,t- con più liberta parlo tecosion farid in fua prefentiasoue in tue. to muta ne reſtaria, come poteria Persgrino il rande cordo⸗ Lio ſoſtenere. qu indo piccola paſſione cofi lo e more chel moftra , lo indico di poche animo ., Sceglie fe. mulato , adencha a fraudi. I duoli il'ftudia , quali alli beri buomini non conuenrono . Doueria alquanto confiderai ne Andromecde intorre n. Medea in colchi tlelen⸗ dt Mycena, & puoi usdere foli trattti damore fontio cifi ſaci⸗ Bdobbecffere chi uuol fequire amore nirile,pariente,e@ tollefi _.... fante,€7 ekercitar cin * su —— n - gloriofo fine, perche.ad huomo prudente I fauio glic-meglio. il continzo combattere, chel Sempre oriare, per non patire que. fiifomenti, I cofiardenti Dassi ne procedeno fi& i fridii,affanni, defidia, I confumptione del tutto €T non bafta, ° ‘laquerc il corpo pudico fel core, lolocchio, la lingua non fones + fatto debita cuftodia Se uuole ferrarelo audito alle damnoſe fa» bae & fermare il ſpirito a megliori ufi,perche poſta in oblia qufta mortal pas ſione ogni puoi fe (corda Ottima: cofae.ilmpriredella' propria, © non daltrui morte.. Linquefi ſta prefente,chi ra il crucia ,6T chi loccide femae, famedemi8 queſio procede dalliuaui penſicri, & noie par A: Fansalmondo in colpa; fe non was. inconfiderata paffiode quel «fua toglicuine epena viuore. Violante mia uattencin: pas.

cache indifperata aura conditrala debil cymba a meglior pori. Paes be cf pas remi ir prim

x

i A abi nengaro d'lfiatofin fa fidi ſiuce poi tate foce < . sette. Ordinatamente adonque fe uuol apperere, perche il pro⸗ prio del uero amore e ſempre de aſcẽdere & non infir mare. de tento in abfentia vee ama che piu poteria in prefentin2che for fi allhera li feria men tenerlo deuiuto in que⸗ P perpetuo amoredelibero alpinme ſia poffibile che di me | | 13 lont ano con fermo non fraudarlo della ſux de ite mercede, a quel tempo cheal moderatore dd eiel piacere,

O diglinon dub a ſtare fermo in campo perchè a —* cf

<> babtitoregranfperanza glie de uittoria Va ia pace.

TT 0 Cepitolo. van

‘TN Tonfamainaue di nochier uela. & themon tra prof -T cellofi nenti abbandonati coſi agitata, come era le 1 mente mia per la defiderata cxpittatione di Violan⸗ te.Amor,timor,fperanza, O gelofia,al debil cuore haucuun po ſto il campo quando con fàecia demiffa la edo ritornare - Fat toli inconira gli adimando che noue mereca sepali ed wi reſponce, ã ſſettati CI il tutto racontaro. Tutto pim'ding derta | peranza come cane fferato cofi dico, erudel mia forf |

: bero fpichati cieli.obeatò quel ſeme wirile che mai non ha conce

° Puto,oper beato a cui il matterno latte fu ueneno. o boutiſſin

a enilucana fu ſepoltura. O fopra il ciel fliciffimo che da fiã

- maamorofa fu fequeftrato. Del mio viver incerto, & de perda

‘recertiffiimo,nò ſcio ove il peficr me iuolta. Lanima da tte an

xieta occupata bor ina, hor unaltra cofa excogitando Yiet'

æ allæ ſabte ſua riparo aleuo. & Dio fe riore fia la mix morte farce ma.Se cofr mino amaritridine, dolire,affiumio, più poter + «teche aſpera morte di dai Paine doi : Rinore” figuor,sedo ogni tua poeti defere 9 coletnc preprie deg - me fei proflizari.0 folucite ae" VA '

VE an co en a ce ao

PRIMO

Tanteporoimediuto Vio.A piaga difpertra ld medicina e i⸗ —* ————— ilconfiliotEglie qefta uera fentéris,che chi maluiue fempre incomencia a uiuere pet effcre ogni fua mita imperfetta. Vuityrbe dmamanti , anci'de amrtisroftra uita fenza falutiforo ricordo diſponete, nela par te.infenficale,€T uincte a guiſa di natãti in rapidi torrenti. one riamente non andate ma fiate oltra moglia tranfporte

ti. alchuo dalacquae retenuto,altro al litto gittato. quale fubmerfo,qual la uita femimorto retiene . Altro il fpirito lang

‘guido fopra dila rina ripofa.Tali fono licorfi de miſeri amar ti. vu merone prima manchate de utuere,cha princif piate.Gime che flexibile, mutabile fugace I uaria, Quãto e il mulichre amo re, ijuale ſempre ſenda raggion difcorre,PER.Violante mia fe natuna;fortima & il mio fatal diftino malignamite fon ope⸗ ratiinme;sche pofto int Quando a cia ſchuno bono dal ciel fin ſorte e data. Qual mai fu tanto faniv, & circonfpetto che de

© "queftafidma tiperare/e pote ſſee Quefta malitia de indufiria

prendere fe puo, ma laſſare no. Lafcia mifchino, qual fon nato, tal morire conuicne. Vio.o ineptia puerile. O fabulofo.comeng

to.Ma come ſcreſſemo noſtri fignori,feLuolere fuſſe libero im

nui, come meritaffimo il nome del ucrorationale quado ragio ne il loco fuo non tcneffc.Eglie pur ima certa uoftra pufillanime

ta,quale alogni triſtitia ui fottomettete.Cotefte blanditie con

- le dolce fcrittura le mendace €9 artificiofe meſſagiere, in icf me le adulatione & fperanze ingucherate fe u- mo alla mente uoftra,fotto ſpecie di airtu & di pieta, & qu æxcõ tutto il core uele ſtrẽgete. Vui abracciate il reo per il bi J la temerita per forteza la ignauia pmoderatòe la timidità

p <ofdtarazionela dcſidia per ſuaue ripoſo. Coteſte ſon le arte -G.

Pereg.

r

ge il dico, non e coſa al mondo tanto tenera,

dita foglie la mente,con laquale coſa creatà defidera ilfuo bene, qual per.qualinche nia cercag

| © I:BIR O A.li ingegni offri Cotefti:fon li lacci,owe di cõtinuo fiati

gi.Mon cnaturanò fortima, che accio uc ſtrẽga eglic pur laso fira ibeciltita.Soccorriati J a quella tua peritu ra mita, Siegue nerura quale t'ha conceſſo fitcile lege, dolce da feguitare,con certi nani & infommniati comenti tu ti rende infa ame nigro, obſcuro, & il politico iuſto fanto uiuere confundi,té ra adonchatua uita quando nel principio fia. malto meglio

DL: emendar( chain fine.PER. Violante tu me affligge,che ter mino debbo io imporre al tanto ra quella faci⸗ ligaſti. PERE. Violante ogni

re feunole.Chiaro cõprendo che per la falute mia conuiene che fra crudele mora per mane mie, altramente ali mia liberta me poſſo reſtituire. Vio. O Peregrino infeliciffimo e quftoil tanto amore che porti a Geneuera.Quefta parolla non refona

honoratamente in boccha de huomo wirile.Perche fpirito gen

tile a feminile wendetta non attende. kxcuſi altro && derma te

ſteſſo, che a tua uog lia teimefcafti.Ben fon certa che non potre

»

fa ditanta ferita armare la tua md de effndrl in parte alp suna. Perbo per tuo bonore fi cofi parco dele parole werg fescome del triſto & feclerato fatto. PERE. Violãte fu ſu

da ſua rifpofca. Vio.Nò anzifu modefra €T degna de laude. e dfjai quufto,che uoliitiera & patiẽtemẽte habbi di te audito parole,che e pur fegno mani todenò hauer il fuo amor ad al tro oblig ato & fe la rifpofta al tuo indicio e ſtata ſobria, la fa

‘cia futato Sparta QI lieta. hauédola tu ueduta facilmente bauereſti tu indicato la mina moce dal cor eſſere molto differen

te. Et oltra a queſto e coftume de dina ſauia cofi legiermite fcoprire il fuo còcetto.Forfi di me fe fida. & a fatisfareal

-&mo intéto mora ufare lopra de altri mediatori, p Gftoné te def

nl La —*

RAMIIM O fporere, follicit bor permalera uia. Adyftati alla ferud ſus Aſtãaa. gcriuegli rivi iu chiaro ſtar durone chftiata, il coftume mulichee e de par prare,fela uede che lami,te por "gera [obraccie aperte. Eglie giouine, & belin concetta di car⸗ melo di ſangue come tu & anchora il fio piettofo aſpetto ꝓ⸗ mereede. per queſto tu bai ragione di cõfor stante, Vidi hoi feti coſi ĩatiẽti & importumi, & in queſte uofî ſtre laſciuie coſi fubmerfi che fenza altro lume di rag gione

debonfta prima uolete la exccutione,che la femtetia.Che oblĩ atione?che cõtratta amicitia? Che ftretta beniuolcntia tiene Torueru od te?ꝰ perohe cofi facilmite debba cõdeſcẽere a toi dileti? Quãdo equita re accdpaz naſſe, non dourcfti pho per Satiare nio tuo appetito ———— —2 denigrare mato finotabile famiglia. Qual ſcelerato nemico, qual agi famofoPredò depopulatore, €I incediarionò ba rifpetto al sil ginal honorcẽ icB(ulto, icõfider ato tépera il tuo furore perche al fidcl ſeruire te fara del tãto amore degno CI bẽ Pere preno che la fama mia ſia integra appſſo Cencuera I ditus sala cafa,di poteretutto quello che uozlioniuoria perho per “la froquetata follicitudine cadereinfufpitide di la matre, que tedilafazliola e molto obferuaciffima.Et anchara che tia reg mota femf fcro wigildniffima 4 to: bencficii cõmodi Et ac⸗

ciotton mãchi di corinua te ligaro in amicitia Aftina ſua ſecretaria, domane a bona hora uerrai qua dame ct fia la uenuta cofa (coreta_che non prefti matcria de fufpitione a ucen ‘no, & rechardi teco la fcritta littera, 9 quando fcrai in pre⸗ fesria interrogato da me,refpode fobriamente, parla modella | mente,tccio cheefla intenda qual buomo tufci, per potere del La tua fumma modeftia CT integrita eſſere fida relatrice con fortato dale efficace O admor cuule ione dela Violãte,

Cii

e; cai bl: o MPA LU! tuca dignita fe richiede. Tufei fublimie & io-infir

Poi

DL

| | DUB:IRO: | me diſpoſi alla uogt⸗ fut. Quantinehe a udicuditià rise ed) i —— pocho gioua. Pur fuoi ricordi. | Gofifcrifi. 0

da Capitulo.3X. sE Sa ;Tgnesa mia, doppo che Dio, fortuna, & la tua vir tua te m fatto feruo,exiffima quello, che alla

PI

Misna: mo. Tu figuora, O io feryo.Altro adaucha pin te cõuiene, che ad una fudele ſeruitu rendore mercede. lo c5 tit tele forze mi fon diſpoſto, & obligato.alla tua altezza, 9 fe ben fon poco precto,nott come mia cittadina, ma come fi guof rate prego mi guidardoni,fela fatica e teme lardore deters uiroe g rãde, qual piu che altta cola da te debbeefkr uppretia toTo dela tua bona gratia uiuo, chĩ quãdo mi macafje pu gra to me feria il morirechal tutto penare.se la mia pregiena. dp

preffodite ha loco alcino, fame degno d'una piccolatua audit -

tua qual fera di fonima-conteritezza alla debil uita, al mante⸗

mere dellaqual te pgbone fi ſallicita. Scritta © fignata la re “—— comeco$7albora defignana me recõduco dla caſa di Vialãte.

Giacrafpéto fora del loco fu il carro hhabco, prima che Aftã

nafe prefentaffe.Et come mihebbe fcorto,wolfe dare le {palle fe

ro che fu retenuta da Violdte fotto frexto di uolergli cõmette refacede.Stiamo ſena lingua,loro di uergogna & io de affã no carico, al fin Violate la bocha feiolfe.Vio.Percgrino non e 00 Rsstize di giouine cofi ociofa stare, ben chel filentiva ciaſchuno fia arnamento,pier:fe uuol ſtar licto per non fare babis to a lhumore melancholico, qual del corpo noſtro e diſſpatiuo. Allbora rifpondo io. PERE. Violante mia incominetaindia cus lt 4 dare nutrimento de tal cibo al mifero corpo qual mi dura

ra fino allo extremo.Vio.Perche tanta noglia.PERE.Non:fcio. e rio. Qual luomo pate & non fel fente PERE, Bur troppo me

I (I

. o. 5 Li i ůJ————————————— ———

F ——

PIRSIFM @ accord. VIO.Eame partiripe ·de queſto affunmo.Bà quando Li i -svomonte poſſa foccorrere; radi te decomqpagnera “PERE.Ne (ci obligata, quando dal primandfcimento in que,me reputo fabricato per le tuemune. VIOLOr (OPERE.Amo.VIO Coſi ardentemente. PERE.Molto piu che dir on poffo. VLO.tR vi PERE. Dubito. VIO.Adomcha: rlisreron fidif PER pus VIO.-Horeme liberi:PE.Di Centurra ardo: VIO. De quala: PE RE. quella di Angiolo. VIO. Perche doſi. PERE. fonema fit bellezza ra ſe me ha fatto forno. v IO. Cime guardie came parli per eſſere quefte donna frei fidele peRE.Chi a · qallaferg we. me fora patrona, ne per quefto:eredo.offinderla. Althora roltæta Violante ad Aftanna coßi glidiffà.Per-queftb nonterò pereseglie coſtomc de gioueni ls amarfeinficme sote conforteg riu, quando potefti con tu commedita:fernire a luno 9 104 - Xeroperefkreloconditione de wi fersente incerte hor quebor Lust quando cadefticu gnalche ſcieguta. ſempre potreſti ha⸗ aere ricorſo da Peregrino come da tofatua, boneſta & falnezza del ceco bonorete prego a dart fuuore a

mmoroſa impreſa. Aſtama cofti perfi —** AST. Diffeibe me ſeria iltentare fimile cofe:camprendondo natura :di: Gad nerlerat effcre-difpofta alivoue.PER.Owede altro ambre:farfià AST. Cæteſto non iico io. Mtende a quello ccnfe: che alle gentale

donne fono honoreuole: PER Se tu intendeſti il formuma ter © fapiu cara eſſere te potric. AST. Sempre ſuro diſpoſta a toe co⸗ mavdamenti CF quanto me fera hnpoſto rautd ficdelmoite exc⸗ uiro. Allhora riſp ſe io. PERECare Affitta nel tuo nolere con sfifte La erifia alma mia;babi di mie quela compaffione dedsfi derareſti per te ſteſſa, quando fafhi si ſimili incedii de ws cofit fiipregazadiricomandarmi a Geneuera,€9 fidlmenteconfi quarli qufta littera conogni ſollieitueliue curare la rifpof

Lee i dr : utid 7.12 .

È PBIR O

Ria ion quelle amoreuole parole. che al tanto ardore uederd cos mesire.Et pet memoria dela noua amicitia, prende con fuccia lieta il piccol dono diguefto anello. Partita da me con la prof miſſa fede, ella d caſa & iv alla mia mi riconduſſe, O fequef firato li arbitri dirottamente cridando diceua.Preta o cicli, pie⸗ ea chi pail cor nic ar de come ficho' ardente, tutto me ſtrugge ome piombo in fornace. Pieta che piu non poſſo (tare in uita.

Picta crudele a chi pieta e nimita. Da quefti diuerfa ſtimuli era tranag liato il penficr. Dabinaia della ferua,o per negligentia, v infirea:che non prendefje deltemipo la commodita, o uero che Gencuéra d'altro corrotta al dolce amante, quefta mia littere non mandaſſe, ouer d'altro infortusio;che tato amore in smo fia bito non teruunaſſe. Cofi tribulato mid vita mendua . Gionta aſtanna a caſa, con fuccia bumana & licta da Genenera fu adi

a, da qual cagion impedita tanto tempo al ritorno hdf

Jeff dato.Fingendo Afiama fciochezza con prudentia cofi rig

fpofe.ASTANN.Gencnera fecordialmente non te amaſſe, Ria |

me libereria dalla tua fernitu.pereulfa Genenera , cime di

GENE .Perche.chenoglia da me mai receucfti che cofi inſipicle mente cerchi la partita,e ſtata tra nuè uma continua couſerua⸗ tidne non feruile ma fororia,ne credo che altrove con tanta beni Wolentia mai eccommodare te poteffe,€3 fe pur a la tua neceſi ta nulla ti mancha,rendeme certa,che tanto per il mio bonore,

to per il tuo commodo,te fatiffitro.ASTAN. Gescuera te

* produſſe la natura, chel consi che ſempre ferua; he mai me reputaro eſſere Rata appreſſo di te in ſeruitio, quando di li⸗ Berta fon ſtata patrona, & de tuoi berieficii tanto referta, quat toeftatala pronezza.dell’adimadare,ma pche non uoria fen Zemia colpa eſſere anguftiata de quello ome non mai bebbi fini ſiri penſieri. her ho bo deliberata la partita. GENEV. Non te in tendo.ché coſa coſi cd dalofa po effere nata che ſenda ucnia della

—————_6 mt Pr _

(tp S

vu: PRIMO cafetenogli partire, fe la adimandi te ferd negidta. fe be ne fifa gi, ferai fufpetta.et dche la tua uita men che tutta;et decio pro medere fe pofja laffate intidere.AST.NG me ne curo.GE.La tag: citurnita cofi po procedere da parte maligne come da uirtufè mol effere feereta a loco et tẽpo. ĩ quelle cofe che poffano pſta rematrria aleima, o de bonore,o ſcanclalo, et fc pur la mite tua ede liberarti de fto carico de feruitumonera neceffita il cdicat mieco qual anchord era edutta in luce, quando ueniſti a noſtri feruitũ et ſe in qualche parte da me offifa te ritroui, coſi apta mẽte expone il pettotuo.come patiftemite amoreiolmẽte te dndiro ctexandiro:Semf poteſti con me il tuo volere, €9 per tel che ad ogni mia cofa ne hai potuta difpenere per il tuo arbò trato.ASt.Gencuera ogni mia attione di gratia che te' rédeffe; in cõparatione di luſata hũanita, uerſo di me,fcria nulla, o pica la perhoe il meglio il tacere, che indebitamẽte pricipiare.Ma pur pria da temi fepari,fecretamente te dirò le cd, qual credo exiftimarai —* Scio che per la ſablimita del tuo ingè quo abondantemite conofci la natura di tai parẽti, como fon fu ** lira tãto pcipitofi,che uerfo di foi ſeruitori facilmeng tefe inerudelifemo,to uoria, per laltrui audacia darte imme rite pene.Perho mentre la cofac faliat uoglio ciedere al tempay quatnche me fia una morte il penfare deſſere privata di la tua bona eon ne.Pur oue la ſorte me baleftrara, ſempre te ſero fidde,ct ſottopoſta Hora uog lio che uedi come fortũa ria m'hig tnfidiata.CE.Per dite prego me foglie de queſto auditorio:co | minore tempoferia narrata la biftoria Troiuna. AST. incomen cio.GENE Or fu.AST.Efjendo per gratia de nifitatione gira cafa de mia cufina Lend.non ritrouãdola, mi puofi a ſederc, ta to per lesfitudine. quanto plaudere alla (ua fanciulla mata de anni fetti.. quale fol falla, tn queſto mio ſtare con C iiii

bri art ii

grende himenitafe i i * antivercifa Pavdrk nenit ‘4 altro moto fare entr vtrafacp node Antonio carichi valere parlare con Lomt.gli' al abſentia, diſſchauere facende.Per il che gl cra neceſſario

tare. Et coſi intrq in ciuer ſi ragionamenti me & dla vria conditione. & feruitu,come intefe efferetua creatura. ſuſpi rando diffe o felice ſeruiru V ſopra de vᷣgui liberta exaltaia. Ne piu parole fece che poſto a ſcdere perfemolefJe abãdonare la antima .Et pos coftmariamite me iterrogo di tua cödititione fempre landittofopra ogni altra creaturo, la tut bellezza, ma deſtit xt bumanita al fin conchufe non cognoſcere ne in ciclone

| da terna altro.dio,fe non te, O me fece ima’ tale offerta: ,chcad | dui dinadime piu reputata feria ampliffimo patri

rinitonio, qua

sioleffe condefeandere alla fua moglia, —— cimelaf ſe & te cõſignaſſe una (ua littrra. & della mente ruafe lani a no.lorendefti certo audita ld propeſta uſci del proprio ſenti⸗ mento, & cridandowolfi fugire,come da publico rattore et vio latore di pudiciti.pur timore de can. dlolo,me ritenne nei termini de lalto filantia,t9: per: ct rane:

Satisfarlo ct oltra le parole,me (trinfe ad inramento, fi che per. perdizione de mid e *. chel tutto te referifca,accio che intendi tenserariamente ‘non eſſere moſſa di uolerme abfentare da ti,con laquale ſtando compren⸗

bd de non potere reſiſtere alla cõtinua fua pugno, €7 anche qui

do ucreffc in cognitione dela cafa pecderia la. penitentit il peeft meglio conſulto, Sade flicentia demi mo eſſere abfente,che tato periculo fare pente. Eb. Aſtanna me narri cofanoma,par uadi per niole,mai cognobbi cotefta bomo, che uol da me. ASTA. Aſſai lo intendi, GE: Non poſſo ne debbo. ASTA. Nom te prego,ne te sforzo.GEN.Con che fucciæa-

le,

cà.

o: ici te o a ic ei a na

(98-20 d baro deti.AST Belen Tinta CEKEhĩ parole: Funreni quæu dedi mordzioneni:ASTUMIOL60 bonordte:GE: Ghedti ASTA

| Nunili GE· Che promefkiAST:Lerghe: Ge.Credichel men⸗ AA. oun credo ja:GE.PerchesK$T.:E gentilhomo, CO inelà

}uero alamore GR:Chemefui:ast.Ooghi cofa-infe dimofira; amore:GE:Che facifti della confignara littera.AST .La kit +

7

peſi ia cafa di Lana GEN:Futriffoconfiglio iltuo.. Et perche,

fori ron La reetafti;AST.Per non te offindere.GE-Off ſa fans .. alafferta.berche ſe fortima permetteſſe che 4 le man de qual⸗ she maliuolo perueneſſe che fe diraiẽ õ dio de quãti mali e cau fa quefta ſeruile ignorintia. Va ſuito & reccala. (fa quela lia fecreteza che comic in fimelè cofe, I formia la mente tua: deripoffi te in pace, & depati ogui fufpetto, perche achi fu. delrente fertc,ueruno affiwino gh pooccorore, non ſolamente

se di parole ma de atti;gefti, & imominrenti. SL uole efferefobria,:

I cofi facendo le icofe haueranyo bono fine.Credo.che lt lite: te: contenga qualche frati Seo laqual gli pra: roogni opera.accio babbia locola follicita Aſtannu paren⸗ dolî il tempo poſe La mane ad wai fina conſerua, fore cxtrat⸗ pala littera la preſecto. Cap.x. cio

Ps Gencnera la lictera,, ſola in camera fe nando ; oue”

pofta federe , con la manefotto la. uermiglia. quani. cia congliochit in terra fori longanteate ; prima che la Littera fog lieſſẽ cog itabonda un ſtotte. Amore, & paura agita⸗ aano quello fue inexperto fuo prtufento;; CI non. fapcua'in qual parte animo indinaffe 20 fra femedoma diccua. Sela ‘accerta ta littera da me fera letta.anò refpodere fera grã uillania qual

° scapitalucmico poteria tenere filétio quando tanta bumanid

“td, conftantia foſſe rechicſto. ſe ben fra mi iatercedeſſ qual

“cheodio,forfe fera cagion ilnoftroamor di cõuertirlo in heni⸗

n SR RTS MERA e a rg e ——

LIBRO iolintid. vedi con qualta forza tra libomini regud. 09 domisà @imore,che luliq ne ne per le potente perfuafione del grã Catone; mai non fe apertamite difcauenire höpeio & Ceſare, quãtinche corel loro cori radeffe,quati hoĩ uerliamo mediãtẽ quefta fanta fiamg sha recöciliati. & piu amici chepria,Noti credo Peregrinome

eBfortaffca coſa alchuna inconceffa. men che dibita.Perche |

amore c'uirtu peculiare d fpiriti ingenui, da liquili ogni triftiA tia e fpenta.Ora meglio e legere la libtera perche la lettura nom materia di deuenire pim feclerato de quel che lbuò uoglia. Doppo li molti tra fe rag ionamenti, amare gli. preſento la fede mid nel core. pian pian diede privipio quella pueritia in qual: ebc amorofo fentore.Letta la liteera.rimafe piu cha prima and, xiofa,et dubiofa,o del refcriuere.o per prefentia. Fari ufitre loperà de lãcilla xt dicea. Il ſeriucre e fempre ma teftimo, sanza, qual negare non fi po,quefta ſeria uma' bypothecd de le sia rca feria uma Sententia diffinitiua della tua. cong rata uita,de laquale ne nafce esa indelebile infamia, bo pur ins parato dalla dottrina di ſauii bamini,che e atto di perfona egre Zia per fe ſteſſo curare le fue facẽde. Aloncha tanta licẽtia chce derai alla tua giouinile cha,de imitare sm giouine incognito fut 0 nemico.a toi parlamenti. Q ual dana, fe ſtituta 4 queftt infidfa paria condefcenderia. O quinto e piu fecreto per

Aftama ringratiarlo Rifzuarda Gencuera al fine fempre le ſer

ve mon [anno ad seno feruitio come quelle che di natura fon nag rie, iuſtabile, deſdegnoſe, I audre & de co fi piccolo ſentimen⸗ to,che poco gl ole a fargli vamp 3 licare, & commen tare quello,che mai non penforono,€9 fe de le pprie fue facende fon fparfe anmiarciatrice come feranno de le altrui parce, ma fe

de quefti partiti uerimo fe me accoſta, ehe debba io fare, che con

are, o put, i

. a

| rmMOo Frane fifa La rgente ncceRlita. Oimelchel principio del tut

65 (îe le potiRima parte.bedto e reputato che d'ogni fue ditio alia ni le si pane

‘per liberarfi di mei faſti i. fe'e3fidto de feriggre, & fila ferie Cap.xc.

tura di queſta continentia. |

2 Valtu ſei falute, amore per quanto legiamo e me paffione a lanima;qual non ft nel potere noftro di acottare,ne licentiare, ben fi ouerna con prudentia,

fe modera con ingegno , uinceſe per fatica, & per altri ho⸗

reſti exercitũ. Vedi & auertiffe per tal modo lo aſſumpto inm⸗

peto inte regere chel non te conduca a quella fua antiqua 9 fueta infelicita, fotto laquale tutto il mondo piange, grida, & firide, 3 fel principio te par dolce,te fia in È amaro. Et bedto feraitu predicato fe per Li altrui exéplarita te remettera a più miodefti termini, quando io pur per la mid eta doucfti poncr pie di in quefta faticoſa paleftra.fempre te anteporria a tutti li al⸗ tri di quefta noftra citta, Ma per il preſente delibero deffere lon tana da fe di dardi, quali indi ſcretamente crudelmente offen⸗ deno & tu a mio cxemplo correzi CI caftizala tua uita qual me pare comprendere per lo iaſupportabile carico damor ⸗ſſer

“piu angufriata O afflitta de quello che a ſauio homo fe consen

ga, prego idioti doni ripofo & fclic quietesPrefentata queſtæ Raimi? —— Firaecia DE grior eſſere non poteria. Si che prefi per ultimo mio conforto, e E; parrigodi uita priudrme. M4 auanti chal tanto extrono mi conducefSe deliberai far proua fe coftante & ferma crude tain petto di giouene delicata long amente durar potetc. Desa a mie preghiere fucontenta de riportare quefta dl tra mia qual préghai Dioo fuße principiatrice del uero amo⸗ Cip

repurofiralla vita mia, XU

po 0 7

ſon certo che eſſendo tu ſomma gentilezza & fora

via eſſere conceſſo.

6 TBR:O

0 pes (Ignora mia; levofe divino da noi mosti on fe piffi MM alrramente, ne aecettare, ne

ffeder t, fenon come pidae WI d Wii Ulti cui faculta e di art “mutatre,commigare CT alterare,Ben cognofco per la tua deg

rezza quefto pefo fermarfe con tanta moleftie nel cor mio ;che

fera cagion di lenarmedi terra.Doler mi. pofja, foccorrerc uo. Ma poi che la crudel mia forte: sn’ ha defimato a perpetuo lan guarcalquanto mi conforto per eſſere in potcfta di ci non po⸗

terua ſe non con modeftia & clementia indicare, (9 fe pur de lultimo miogiorno il penficr te afferra. prima che cofi infili

cemente concedd alla natura,te prego per quella tua diuina bel leda mi facii degno de una brene audietia , quale uiuo I

morto ine fera eterna contentezza,per qual ſciagura non me 3 ceſſo il fecreto mio concetto intua prefentia cxprimercì perche

| dela try ba della uulgar gente te commouereſti a com ffrane.to non te adim ando cofa,che al concedere fia impoffibile,ma folo la mer cede di tãta fatica quale confifte in ma audientia.Ma qual'me donna in dmar fu maitanto ritroſa, che alla prefentia fint non admettef]e il ſeruitore. Il camindre conli altrui exempli none dato d uitia, quante antique & moderne Madonne di alta me⸗

“dioera & bafja conditione forno fiate diferete amoreuole ſeruitoriẽ Anchora che non me amafti, per quantorichiede la fe

de mia douereftirifguardare & bauere rifetto altuo ſplen⸗ doro. quello che per debito nom merito , per gratia me' doue

È de quefta imprefa il piede upi ‘go per tuo bonore mia faluezza non uogli uſare lopera de perfone niuente fenon de ti fteffa , accio che per tal modo poffa refrigerare lardente petto,chel non paia che prendi diletto dll

7

la morte mia.Piu cofe uolendo ſcriuerc la debil ian dale debi ,

\

s . x DE EA È ng A - e J siii ——

ty Pg e - 7 ar

BRM d seforze abandonara me laſcia, Stãte in pace fior di gentiled

gala fida ferua con accurata diligentia alla receputa littera diede il fuso dsbito LI conucniente porto.Amor. che anchora lo vin ſipido cuor di Gencuera lo anratotralc nohauea cõmoſſo

r far piu proua di mela laſſcua gire oue il ſentimento gioue Fl la Aire para con tante —— è) du per

nia di oceulta inuẽtione ſoglierſe accio che per nie ſteſſo conſi⸗

Pa i LI

ì

1

ſo dal nono amor me abdicaſſe. Fece prendere im Lucerto uiuo —V

al collo delqual ui puoſe un fcritto de ſte parole.impara la uia. Foa.

—— tipo nero moderg, Collocatolo în una ſcato⸗ sla de auolio ligata & ſugellata per rifpofta dela ſcritta litte ra mela fece ridere.Admiraro la tãta magnificitia acccptai

-bumanamite, 7 ringratiai pfufamete & a ppetua memqg⸗

ria me offero cõſcruare il celeſte don exiſtimãdo fuſſe coſa del

ufo amor ueramẽte principiatrice.Miro la ligatura artificio famente fitta ne.cò maggior dignita era adernata larcula di Dario, oue la Homerica 1liade cõſeruata teneua Alexãdro ma guio.da mirabile letitia profuſa rendo gratie al ſignor amor, chede tanta madonna m,babbia fatto degno fermtore, perche e cofa al modo piu demoſtt atiua di ſecreto cõcepto, quato e dda ꝓpria facidta eſſer munifico:mi recòduco in camera , fie de applaudo al celefte dõ. Il uolfe reporre conte ſacrata cofa &T degna degrà ſpẽto da gran difio dextramen

te amoreuolmèẽte il foglio. Vedo tra hedera ligato quel aia

si letto.gual con li denti accuti & membri bicolori , con la fuga

pcurãua la falute ſua, ſpauẽtome il minacenol afpettone altra menterimafiisbigottito che fe da vencfico ferpete tra lherba

? LS fot ‘e = dai PASS "a ?

n

latẽre fuſſe ftato offefo duro mi fuil pfagio,durifima la fig ficatide,0 quafiifupportabile la inuétione. Difcarre qualfit |.

difquefti aialetti la fua confmtudine,qual e uaria incerta, int

° LIBRO ne €9 folitaria,Non fcio fe accomodatamente mole. GEN®, la coftoro natura referire a me. ouer perfmaderme deſſere tale. oner fignificarmolamore muliebre eſſere di tal conditione.Mi rola Fiazion fil crafredia & arrida & gia il manto de la terra di biãcho rewcftito per il che troppo ſcura me era fatta | Teinterfitatione.1ra & (degno il cor me armorno.il fanzue ed tãta ablidantia CT ue hemẽtia me ritpi le parte exteriore , che " quafimeconobitrasformare.Rifzuardoil (corno, notola mu⸗ ebre callidita, dano la mia nuda pratica,il cdicar e nerzogno fo.tltacerce danofo.Priuo de pe bebbi refugio alla mia Violãte de tutto el mio fecreto cocetto fidelifjrma conferuatti ce del tutto fata cõſcia. ſubridẽdo diffe.O Percgrio.Poco frutto ‘bai tu racolto del tuo ſtndio naturale. Lauro, Hedera. Baxi, & Simile herbe, per quefta ftagion fon habitaculi & recetti defa mili ataletti.pr.ti cura di ucdere & cofiderare,fe al palatio di | Ge.li còtinua 0 muro,o cafulula di quefte herbule —— derato il loco ſauiamẽte potrai ſuo fignificato enucleare. Ouri co de ſollicite 9 anxic cure peruẽgo a hhabitatiõedi Ge.driio to alagiid era uma uincula cõtinuã al prio muro de lãt iqua ter ra, & era in rãta defuctudine.che a pprii babitatori cra co guita.feria ſtata ĩ fümia ad di prio lefier ſtato meduco la ol tra.Cofiderddo lãtiquo pfetto ini era abõdãtia de ſimile her be fra laltreuna edera uerda folta quat copria da ter ra iſino al tetto uma ca ſulula nella quale erã celati uno boftisto CT una fincftrulla ſenda ben eficio alcimo de la caſa de Ge. exi ſtimo fuſſe gia cõperata da perfona libertina her priuarſe de ſimile cöſortio. Fatto (tupido dela inéerde fcdatarogni triftitia CT gia alquato fatta certa dell'amore de Ge.ritorno da Vio⸗

> Larc,cò laqualcoperai di potere parlare Atãna per intédere

qual fun doueſſe cRercale cofemin | - «Capitmo XL

È

®Ryf=M Q |

i Mamone gi dea molte Phebo il Zodiaco; ftrato : pri A mst:che amore dund piccola accoglianza di Goncued Ena me dignaſſe, ienuta al luoco defignato Aſtanna me Ue la caſulula effer luoco atto per purgæeli drappi. oue allafiata come ſeria queſta fera allã teręa migilia di la notte r gratia di ſolatio ona Ceneucra inficme co P altre Lu di caſa, el pis dele uolte conſiumauano il tempo infr 4 mezza notte inwarii mulichri ragionamenti , nc più parole . fatte con quefte ſobrieta me lafcio, Venuta * bora foprale al ere beata CI fata parendome pur troppo uer dimorato, ſen Za altro drappo prendere in fur ſeto con la iguuda ſpada in me no;prendo il caminonerfoil defitto loco , Accoftato alquanto dl

muro conla fagace man uo remufuando quelloche bed dera latitaſſe riĩtrouando lhoſtiolo non mancho fa udator di ingegno di Ceneuera che adoratore della potentia del fignore ide quiui penfando la mia filicita,me pofi 4 —*** do che la mia fignora 4 me dafcendeffe.Fortina del cieco mon⸗ «do fatta dea,la cui rota fempre a laltrui beni & commodi fu in frabile permiffe che un gionane a qual bora cBendo 4 parlami ‘toconla fua amata dal riuale infidiante incautamente fu tran fucrberato,€9 cade mortoli ftridi per la contratta comencior⸗ noa mudtiplicareil flagitio del perpetrato homicidio, peruẽ⸗ - mesallo auditorio del monarcha di la citta , le guardie notturte fon mãdata p cõtare & luftraretutta la terra con ſtretta cõ⸗ miſſtone che ouc fuſſe il nephario hõ, & turbatore dela quiete pizliato fenz4 altro indugio di capitale ſentẽtia fuffe punito. lo del tato infcio come caciata fert iaceua fera l herba ct lufcio gici freddo ne loſſe intrato fi che bauea fuperato [bumidore ical es tata forza che de me ſteſſonulla fentiua, quando fotto piccol murmuro intendo dire Aftanna,andiamo che le tempo

Mi | e

ee» cato, quanto per. il monarcha era ſtato impetrato la fra:

LIBRO

ila atoſa ſperãgeæ obfortato. penro dora E poter mio-de rivi

care li fpiritizzia p lo ĩtẽſo freddo redotti al corcim quefde fon

todprire la defueta foncftra & eredédofigfe alla mia aucien

tiaeletradieno@ capo per uedere che nona cofa fuſſt apparu⸗ ta. uedo per il bugio una ombra qualo gna Ja er

te CT pace fade; principio, & era aſtanna appoziata ala fey.

cftra tencndo uno caldaroinin man pieno di caldo lefciuo qual

icðõſideratamente contante uchementla enzero fopra il ca

-. © mioschetutto bagnato credette offorein naufragio, CI in tàte

dgronia;che potend ne mddare me reccuere lo anhelito, ſi che ãdonato reftai come exnimatoradauere, fonto in sn conf texto giongere Aſtanna a lboftiolo.€T le notewrne uigrilie,qua +,

le aucupando in quello angiparto alchamo piecol murmuro for

fi credendo l’auttore del comm'ffo homicidio eſſere quella en⸗ trorno dentro da terra proftracome lemrmo.ilche aldendo

Aſtanna, quale per nimciarme alchuna ſecrete a era minuta,

con la fuga ſe leus il terrore & io tinto fui per'cfjere adiudi⸗

nuta paura con il ſtordimẽto exteriore m'hraucua coſi dal ſeu⸗ timento alicnato, che da me ſteſſo non era conſcio. il littore per

comandamento gia il collo col capeſtro, mhauea circonlig ato.

quado il Centurione della ducal guardia per lantiqua obfcrudi tia hauea in me, fatto pictofo me ſciolſe, & feceme difpofitare

n quel loco che ali rci delalefa maieſta p ultimo fupplicio e

feruato.Dopo algudto di tépo refentito comentio fra me ſteſſo

marauigliarme & interrogarmi,fe era te: on⸗.Non vedo: ciel ne luce,ne ftridor alcrero fento,le piedi legati. le bracie inca,

tenate me perſuadcua che nom fuſſe quello. Crido (trido mugio

tanto,chel guardiano della porta furore uociferando uerfo. di me uien diccndo,O Peregrino qual finiftra €37" inimica farp 0 I t

ua tha

PREMO

tun tira balefiratto que oltra. Non pote per dl eStetto dolore nef fpondere,ma tranfi ciato I affitto tremude noce comi cio 4 dire vime ſeria io tranfmutato in altra forma,fe worrié pPhebo de me ufdicare per amar cofa pin de@ha di ſe.Seria lo⸗ ve fattome rial,per roperc il tantoamor,scria Cupido penti to per hauer pin dato che retenuto +14y maledelto fpezato fue: il tuo —— tua potétia,€9 «xecrato il tuo furore, o quantoe ben mifcro che inte fede ripone , O Peregrino tardi

conoſci le infidiede amor.oimentore di te.e di tua conditione, fon quefte le primitie, ſon queſti li doni fono quefte le fatiche de

«ani tuoi, que ſto p r cõforto mddarai aluechio padre.Hay me: tre ſconſolata, perche prima ali cani ſpargeſti il reccpiao ſe

me, ſi che mai cõceputo fuſſe ſtato, o ventre 4 mei damni fr⸗ eundo.perche fi nerzognofa ſareina al mõdo portafti,o infeu Flituoue mefi.o obftetrice crudele perche ato non me occidefti; . quadlofinza infamia potea icanta nfeiri.o ingrata eta une»

—* uoi parenti. cieli. terta,o corpi fuperiori, o ſpiriti waghi,o die irrequiete perche nel mionafcime: to.ft Papa pi forelle,perchetanto tipo banc: conferuatoil filo lerale, della mifera mia uita,o Charon,perg: . che ceſſa la tua barcha a leuarme de quefta rippa & portar⸗. mec alla tuæ, qual me fia aſſai piu doli e babitatione,o fortune piu inhumana che lydra,piu mobile chotygre piu miolente che aufiro piu acerbashe arpia piu icerta che londa.Hora cogne» fcotuoi fraudi €T duoli, che poteria al mio infelice fiato piùe: re foccorfoalcuno, qual bamo al mõdo piu sfortunato di me rif Frifenza cauſa fenza colpa fon dãnato o Dio in qual terra vif

miamso.one Aſtrea del tutto e poftà in bando.altro in cupreſſeti c

rap imc popwle altro in uerda fclua altro. Gnopdc4s delettevolcombra fuoi Rratii amorofi fol cantare.: Per eg. D

D >-BIR:04 |

Briodi ferrea 9 dfenra:prigimia mia erudel 63 dfpra forte | pistugo.Stommorettore reſſo del qual de guenti fon dote peculiare, con quel occhio rifguardala. mia in nocentid col qual Bberalti la innocente bebrca dd -preparato.in cerdio fato che per tua bonita non permetterai la purita eſſer ſu perata da malitia. in quefti cridori mi paffo quella amara & letata notte. . Cap. XIUI. .. FE cuftode del rincreſceuol carcere de pictoſe Lachryme I medccompagnana, quando daltro foccorrere non mi pos «IR: tea. la cagion della cattura mi fece manifefta.. I p _ cheil era brcue:mi conforta,o patente alla morte,o ga⸗ | gliardoalla defenfrone,mi parſe alhora in uera eſſentia uedere Goneuera,che confortando me diaſſe. Ne loco, ne aff nno, ne pe⸗ da cxquiſita da te mai me fepararano,€9 ditta queſto ſparue, perche nelle cofemmeiate nivna a piu efficaccia de quel che vusngbano dallo oraculo perſuadendome fuſſe noce diuina, la ri al coſi dicendo. Signora mia ogni extreme aſfamo picco, à me fia, & per la tua falueziza CI. beata uiſione me difhonA ro con drimo.inuitto patiro & tollerarcentto quello a che pen arte foro:diterminato,La fiola di Terco un atrice, gia baue era fparfe lale per la citta: del eõmiſſo omicidio .€T.delle mia entturd. Reſtituita la luce al nomo giorno,congregato ib populo cittatili magiftrati,uinto O ligato da publici miniftri & lit tori circondato,con extrema difplicentia della citta ſon prefen

tuto al monarcha, qual commof o dd interna pieta cofî.uerfo di.

—— a a lim erio, ne e adminiſtratione de pu ce 4 | cede dele P

efjere alcino iudicato, ſt non excelle tuttè

A ⏑⏑⏑——————

——— ———————— «i i 0 sd

3.

P_REE MIO toda fini dmici neceſſarii, qual doppo ſe inftitdfte ditanne —— adi —— ma guardo a figlioli del regno ueri fucedffori gli antepof - ne une femegliore. Perbo fe dice per inditittel divino Platof me, beate effore quelle cofeche dafeniit9 dediti alla fapinzo | Joh gubernate;rette,t3 confergate.tit che heceſſario a chi per dimna.cimiferatione veletto eli altruire immi. Aleramento iltuttoxon infamia di regenti & dino delli retti coni cofe tõfvnde, e molto meglio leſſere eaſtig ato derigtre.chedete a manſuetuine, luno ne procede lo accoſtumato uiuere [ir licentiofo RS continuo peccare, iodefemdoemeraue cordoglio dl crintinal'inditio, da lun canto tuo priuato amof$ la pieta de lachrymeddi aſtãti li ſingid⸗ ti deli familiari;da laltro il debito alqual iuftitiaforaftretto; . & la miſer anda calamita delfparfo fangue. me commoncno⸗ Non poffone debbo fur ultro, che de quello che volmtariamere : temerariamente hai commiffo de fimileivolimttrio <3 fa « sente ſii pimitii. quando alla tua defenfione n3 habii riparo'att. ehiimo.quel cõuien fia per te ſteſſo & in prefentia. Accio cheme', glio intendi con equanimite afcolti del tuo aduerſario la inftà.. verellaa. > Capituloxvi: >. Edoo ſũmo Monarrhæ, & nui afanti li vchii mftré eſſere riuoltati in mae, alqual'infto dolore, 9 cordiat: Vafanno binofattoforza de conſrendere quefto ſubli me loco confueto deffere dato d confumati vratori,€9 civali de nfori,€I fe ben il mio inucterato coſtume fafempre effere da: quefto officia alicno,forfi chela mutata opinione admiratione: & non iudgare ui prendera che dal quicto honeſto ociofo mine: re.fia alcriminare mutato. Coſi uuole la mia rea fortuna,gli: ſeælſti hvini ka cod libidine crudelta, & ſupba diatione di: - ES . ki D ti

N

E LUoBRO: : | wente il tatto irruupe di/fipa CI. confonde . O:DD' aitdmi

ccio noa periſca trduia,qual copia di orare offerire fi rire: po I ee ;

tria qual lingua diferta narrare, dual bomo udire, qual

tia ſoſtenere Tori la tanta fat; erat 8 1 al tuo cõſpetto portàto per pa: erna comiferatione, per fole per miſericor dia, per affecio de bona exemplarita per iiſtituro del

ke legge, Mnto bumane, quanto diuinc, per tud reputabione au torita, 9 dignit4.Scio ché dd miferando cafo minore affi

pl petto non afferra,che fitci ilomo.oime diffi

ailc me il pricipio,lahoriofo il me 7 morte il forire.Q: maximo rettore ddl —— inhumano che di pt

ta non me foccorra® Chi de lachryme non medccompaznà, I

di fauore non me profequa vedola citta dishoneſta il liberò vl

uere tolto.il colteilo per lo arbitrato nagare, per li innodgri pet

ti,effendoil pericolo comnaune debbeefferold d ffe- ſie par

diculare.Ecco 0 monarcha, cittàlm,patritio €97 plebco.utnto:

- lizato al confpetto uoſtro lo werfor dela uoftra Libertasgraa di maligna natura e futcriore a-Sylla, mario, Catilina 9. Ne , ronc.Quefta notte infidiando alle uite noſtre armato catralor dine dela citta, & ltra ad ogni debito de Dumanita, non profe nocato,non lacceffito,ha tra+fierberato quefto mio mico fig Liolo, & privato de uita. Guarda ſig nore il crudele ſpettacu o qual de mirare ſofrire non potria ta ob(tinata mente dim ca pital nimico.O faceîa mia nea in paradiſo, one tata tug pollidc a. O uita ottimaniente inftituita come ĩmmatiramẽ teetolta ia flarida eta. Monurcha dhe non patira che privata’. myrannia poſſa il tuo (tato denizrare . Vedi la cattura nota il: eolorc buffto ; ta faccia demiſſa, il uergognofo:filentio babi? to,la fpada,il leoco,il tempo del commifjo bomizidio e rerde*

mesbuareteflimohionza,cmnfidera monrché, cheindicio ſe

© E .

. LO n

| ! -

BRA BIO: . piol fare de la ſua peſſata vita, credi che fimili babiti noefe . prosdenoin queſta eta, quanti bomicidii feceeti, quanti furti «2 incondii.crediamo habii conmoffo quefta fpurci[fima cruq⸗ pa beftia CO perche non dio, non la tua riuerditia , non la equitu mon læmieitia, nou la fede, non la piata,non:henore dela patria lhanuo potuto retrahere dal: ſcecrato homicidio Iuſta code ehelmoiz.come e uinuto. Monarcha apprefadil (celerato piu po uale una trifta molupta sea ogni fondata ragion. Perho fe uolimtarianiente ba peccato, centra ſua uoglia fia puurito,eF —— fe nn de uva piotto; glie piece puri von effere la morte ordinata per cauſa de fupplitit, ma per sefjita dinatura per quiete de noſtre faticht CT miferiei Re⸗ cuarcilflagitrofocontenterza de li favi affini del ſuo wal uiuere, O cofifera fatiffatto a firmedemo a loffficio dl tun-bod nore & al ſymms Dio qual prego longamente il ſtato ti confer ua.Comoprima hebbe loudaerfario le parete pronimeiatà,tutg pala famiglia del morto ai. confpeeto del: monarcha cridando dicene,O Dio one fiamonoi come siviamo ché magiftrato hab - biamo,commandamonareha oche inftitia hubii Iuooho ; o rhe dd pacfe fiamo cxdati.Le molto meglio con | ace trarignilit tira de animod, eſſere pallame; checiale habitatore con tante amaritudine,one fuffe quefto perpetuo nimico di paee. V tur⸗ Batore dilfanto sinere,mon fe poreria findare ne deæure la sita « bon camino. Perbo per tuo bonore , CI conferuatione deld la patria commanda,che infticia habbii il fuo luoco. AT fi pe fio inflebile filentio le amaricate parolle cofi rifpofi io. 2 T On pote il fummo pittore,oprimo morarchig,con ar⸗ | telatanta acerbita didolore exprimere.Pivbotiten

A N dui fatine gonennio, mio ta

eee 4.

L:T18 RSO tscifrimando, nelle eoſe cofi lurtuofe & cxtremeredi Filkentio che demonferatione procedere, Al che ‘tanto —— di mente me ua ne cognofceffè udro chti snatore delli boi Fiutori dell ua uirtu «conferniatore di iuftitia; indubitato exterminat are di uit ii.Perho meritamente alla

integrita & amplitudine è commifja la cura et

diſpoſitione ooh alo na cofe darai ale aci beato <T' feliciffama,che ſotto al:tuo inip rele cofe U * ſe vanno extirpare eradicate, & quello chel furore vinaim | puriſſuma ombra di bomo.ceratdiffpare per la tut avttorita CI fapientia fe fe la miæ apologia fera tenue,

dagmerna,la diuind sufsitià dl tnò confetto la fara accetta, ne baxera la ruſtied ſ. qualidascinesdcata,abic Ed itria incompa ſeœdnſana, faſtidioſa, odifa Fendg ari declamatione del ſi nalato mio adierfanio tanto de vigore, che accendere ne in di vnare offer uerſo dime la tud dea il grade dio quando apertamente fe comprende;il ſuo parktre noe eſſo re LL lachrymofa erfitia.callida iuusatione, & com⸗ poſita r nou eſſere fimile indicato, reprimero

uoglia, I E che a ragion allo er me U pin per non faftidire auditorio alqual font fp

intendere l’altriai biafmo. Pero contento: prato]

feredamnato d’honefto filentio.cha ts.Sio bi che glie iatura de cani alli gia lar dere exifcimando con la noce forza effuti exterrire alerui. EE BE in prima laudo il pref * ritia il tuo ſtato talmente conferuare,che fl magifbrato, cha il —— tal modo tépcràne if con clem votato dica iii I

*

| EREMO tytaruso, perehe fra le dotte del corpo Vde lanima quefta ſele propria. 3 pecsdiaree afcritta a Ccſare, de laqual per eSming fuslicio tu fei auemplare. & da quefta moſſo Antonio philofa pho CT imperatore grauiffimo, ferincndo® Pauſtina diccua, Nulla altra coſa pote piu cimendare il Roman'impiratere, na pisi gratificarlo a populi ſuoi, uãto e la clementia.Pero ſno⸗

i Vemperaiuflitia conmafuceudine LI ritrouarai laimore tuoin

me collocato,non eſſere uano ne le noce del fparfo ſangue uerſa -dimecridare,Summo monarcha cofi come la imocentia rerti grandi diftinti deſcende da lhuomo rendelo magnani mo l3 intrepido,me le coſe graue O maxime cofi la negnites ilfatimido<9 pufillanimo:Perho di quftifondantenti cafid fonon dubitorli coneulcaredd mio aduerfario la iniqua & md ligna infinuaticne. grande argumenio in tutte le voſc e la cxau t@uita de lbomo,per laquale ſe arzuire elicito; intrepidamind tir poffosche. maicofa alfa. perdita flazioiofa vᷣnpi⸗ che da ſimil flagitis debbo eſſer infemulato? Vedi Morargi «ba chi di dolc ſa hd piu iuſta cagione jo il facinorofo-mor too⸗ lo innocente uiuo.a lio la uba debitamente eleuita. a alga tro contra il debito la condizione e des poncſta »Hor:confidef ra quanto prefto lano a laliro, qual-affentîto graue, I occut “Lato buoma puo negare, che ſantamente trucidato non fia ſta⸗ Coscome quetlo che d ogui iaconce/fa luxuria era preguftatop xo dudientiffino, haueua folliaitato la pullicitia di cass ho uefta fanciulla, fera, ftato: deprebenfo ; (O occifo.Che ne poſ⸗ ſoiæchi gliba preſtato piu fæculta di prenottare armato, che a.meé Non cella legge commune, ſe la contradisione- del: compmandamento emarto, non era cfforcbdlo? coli cffeng: slo,de che ſelamenta⸗ Sp.noucper-ezenfane le ſua mala, O

D iäiii

LIBRO | Uprauta uita, con balevuii mia, fiv mai udite la piu cin ia, flolida iaſula, & inconfrderata cofe . & da ognipenfato —— homo me occideffe si vc ost ergumenti, 9 de anto amditorio indegni.tale e la inſinuatio⸗ ne, quale uomo, addice il miferando per prowe del 33 bomicidio.la faccia, qual huomo fe non priuato di fenfo moftra via de levitia figruo alchunto,in tante frequétia per fimil cafe? ni filentio e uergoguofaper fintir quel ehe a dire commme inf mia.Lbabito al tempo fac comæniente. La fpata per fe mani⸗ Feftd i fo chemiti uiſte coltello sno occifore (enza fd que?Non crederia ma infta CI librata cenfura a fimili commi D.C mal fondati iulitũ quali fomo dimoftratimi piude map ignita che di confidta ragione.Pocho aiainti dicefti, per piu de sendcre il monarcha,e9 lo aftante populo alli dãni meî, che non leeſſito ne prouocato haueua commiffo il erudd nottwrn mricidio. Ma qual huomo al mondo( ſc non Diomede 1a Bufiri) per induftria prenderia diletto de laltrui mort? 0 del gionine dle sita funEto non ho ragionc de ueruna ll, quando demi nima generatione di ingiuria mi 25 È ne de amicitiæ sue. confuettdine comcnientia fu tra nui. ne paſſione damor 4, dser rione commoffe,ne anche livore de publice, & priuute faee- de,tra nd puofi defidio. Non fcio per qual infonio cofi ardita sente orafti uerfo di me, fd notturno excibatore fuſſe ſta⸗ topiu con fiderato prudentemente ſeria proceſſo alla mia cattu me.Ma glie pur rota fpecie de hoomii cvſi temorarü, che now perdonano cofewerma inconetffa. Pur ittofftraro ‘de fare .. fcende.Le atto de chi wuole altrui gubcrnare.eon gran pridoe tia auamci ſe procieda, LT maximantente nele coli criminale,

ibemtro degerire & benrimare. Vedi come la pocba confidera ———— 'dda.ce:

reggere -1°gy,; ra ; È È ero x TRA ga .

Cei

iu, PAPMO | Uefa viita.ziotine che più la fortibia' che td uerite del commdfà remi ii i uedo digradato del mio pe javo bortare. Quale quanto fia de extimiatione degno per bre⸗ ne exemplo i poi compreberdere, Achille fueper la matre achno hito, che fel uendicaua La ing iuria del occifo compagno · ſſere de propinquofitura Rifpofeil femideo. Molto meg glioeffir morte boworatia:che wita nergognofa. Cognofco mot sarcha il mio extremo exitio, quando Ila indebita captura,ct —— ui ste me regioni & bonefta:Tu che ſai & poi,iudica per iltuo arbitrato piu di NPeſto ſemp ine ritronai al obedire,che dl uiuere, Cap. XVII- duſcioo amplisfimo monarcha, fe da ragione nin⸗ to da uehemẽte perſua ſione cõmoſſo, o da ſupchiæ N beniuolentic affetto.o da focata oratione circõuenitto, 6 dal penſiero da ſaeiare d chi iuſt amente fe lamenta & dole, © di prgare la terra de hoĩ felefti.il taoto filentio titengha vecupato.il chemi pare figriificatino più deinconfiderata clei mentia, che d’ sara dotta & debita inftitia. Etfeben te pareffe che le artificiofe dofenfione haue ſſerno faccia de ucrita , non fe suol cofi fucilmente in tanta cofapreftare fede , per non effere mio coſi obſturo. Ne anche nato di querce ne de faffs be occultare fe debba la iuſta mendetta . Et quandod fenon fe baue ſſe riſpetto. rigu eda almancho a lhowr dela citta. Acp rioche în terra libera.il uiuere honeſto a ciafchaduno conceſſo fia. Monarcha la contatione e uergog noſa, perche appreſſo di fignori lenti. more.La troppa mifericordia e dAnofa, quale fempre procie c.c da pufillanimita., o da auari- Bia; quale foto partein principe odioftsfime . Eſſendo la mente tetta & fincera: per modo tale confultare fe debe che cofi bafifpicione come dele colpa fe dlina.Et perche coprebendere

LEIRR:0 we pare o Monarch wolerfa darciprinehpio dI dfputarefal

pꝓra da certi indicii,che fori. uma! confiimare: di, tempo di lug

setaderetringeresni voglio quello che segare ne terziver /

Jarefc po. Ma pepppria uirtu tiene la parata exccutione.che * le Wii atuto,a lequale contnadirent elicito,Ec fog rerto che eſſendo tu integerramo,(3.in ogni tua attione confif deratiſſimo piu appreſſo di te ualera.sa candida uerita. ch⸗ mille Palliate monzogne, Non te commoua.o Monarcha il licé tioſo uiuere il depr auato coftume lamala confuctudine delle citta.Ma rifzuarda latua fublime, emditione €I.ricordate

sheper.fangue materno, per cducitione , €I per nong affinità

tutto fci regio:alqualt il ucro iudicio e uirtu naturalene le cof fe civile fc nale procedere ſecondo. la terra. Ne le civide fo la pura inftitia fe uole fequirc;intrepidamente comand,o Mo harcha che la ragione habbia loco, quale non ſolamẽte to. ma il publice commodo ixda.at guatrda per diffitto di core non perdere in una bora quello che per molti feculi per gli tuoi antiani uirtuofamete & laboriofamente e requiftato.Tré cofe «principale fanno cfferrare uno populo la inedia.la molta licei

, tia le altrui done, & la negata.iuftitia, fe de queſte cofe (A

rai diligite confernatore meriramete folto ferai minumero de li dei, Tutto commoffo 4 mei danni uidi in faccia il Monarcha, quado animofamente 67 intrepidamente cofi Cifpoftsvon poté il fabrodd cielo inuittis ſimo monarcha ai dinidere la uolu pra dal dolore. fi che in fine de uno non foſſe principio a lalted Pocho quanti fui ſummamẽte anguftiato per la falſa & com⸗ mẽtata accufetione( opera pia preſto de liuare cha de conſide⸗ rato iudicio )bora Dio operante da quella liberato, refto.conf ſolato, hon tanto per ſaluca de la uita vua, quanta per hono⸗

re del neſtro patriciato ordine, LT per boa: reputdFiare, acriq

LI | i » ——

—— ai ei ii Ao

n ue ii e dr se

00 RIM... ‘ee ciafiiaro intenda che tu domini a huoĩ uirtuoſt. & non fa gitioſi 0 in prima gratieimortale d dio rendo per il'tdto cd. lato beneficio, rratia a te monarchia la cui honcſta & prudot tiffima contatione ba faluata la mia inttoc@ntid. Gratie al mig uduerſario, quale confufo da ragione, ha reconoſciuto il fuo errò ‘re.Hormai monarcha fogliere fe puo la affamata contione, poi chel iudicio e finito. ecco ladier ario confeſſa la colpa eſſ la mia.ma adimanda chel ſtatuto in ſimile cafo fia exequifito, Alla cui interpretatione piu tépo fiera miftiero.1l ponero homo cho confiderato non intende la forza di quello.ma a guiſa chi uia dubiofa caualca alla piu trita(ben che trifta )fe acco) Paco ha imitato le infipide merice , quale prima piangente frncisdlo acramente percoteno,che intendanola caufa del pidtò contocchiò precurforio , & con la mente alicnata ‘ha difcorfo quelle che non intende, qual como enodato fia,fe a ragiõe me fot tomerrerò piangentemẽte ſuſtenero quello che la forte mia mié preſtara. ma bẽ te prezo che in parte alcuna non te anoglia mig ragione afcoltare quella tria cõſucta clemitia & prudentia erche in parte alcuma dal sero nori deutiaro. Et ſe mentiro vive do ogni luce inimica me ſia, & morendo refti il corpo inbumid topafto di cane & de fiere,il (piritoinfelice per pidggia obfew ra fempre uagãte fenza requie fia.sciabée Inon e afficio de fpirito magnanimole piecole colpe taxare li, cafi extrenji,; quali a frcinorofi uolũtarii fon ciuenitci I debiti. Vna honcſtæ rotezza un cor uirtuofo & gagliardo,uno atto €9 fatto, fe’ en parchte alquanto reprebenfibile,excufare fe uuole ſecõdo la: valira delle perfone.Et piu prefto peccare in manſuetigline che an crudelta. qual a dio 4 vali ſempre fu adiofa & fe com tra dl mioinftituto fero longo nel parlare , perdona alla ata, O& excuſa il caſo, manifeſta cofde ro fiigrmo mondrcha;, qual ,

LIBRO:

agio intereeda tra li Bentiwoli,(9 Camuetuli da nologne.:l ehe teſtimonio ne rendeno il fparfo pallaci cuerſi, le diſſt faculta.li ultimi extermini, ſe continue perfecutione tanto

| fr ua manifefte fi & intal modo, chel luoco tutto per i cãneruli non ſe ritroua Noncafa,yon tẽpio, uon penetrale ogni coſa glie inſidioſa. kEſſendo io in ferma opinione de uolere amd

phare il mio patrimonio.iIl che grato cftre debbe a ciaſchuno prio conciue pofi fanta ſia al podere de todne cametdo,quale ha bita in uilla con tanto fufpetto che fempre glipare bauere la ta în compromeffo tacitamente conlittere inſteme fe convencſſe mo che quefta matina alla prima porta “perta per celebrare il gontratto ritrouare fc SI quefta terra in cafa de Petrof nio concime, €T fidcl mercadante. Vcnuta bora eviftimatina ef fendo alquanto il tempa caliginofo,t9 obfcuro dubitàdo de qual che fini —* accidér:(‘béche giorno fuſſe Jorcfi la ſpada in mat nozin quello habito ché me ritrouai.me inaai ne gionfe. a.mezio del camino che da ima pera fineſtra contanta ichementia

fu euacuaro imo maſtello

in terra, Si che fornire non poti il principato €9-defiato camino In qucllo i ni ſopragionſe la tua meritoria famiglia , qual come tu uedi me captiuo.€9 condufje.Tutto furente, €9 dfferato il mio aduerſario in tal parole prorupe.O impio & crudel ani⸗ m0,0 feclerata opinione,o nephanda audacia,o beftia truculenf tifftma.o fuperbo ardire,che faria che diria che penfaria ilfce lerato,fcla caprura fuffe (tata occulta, quado cof mania la uẽne palliãdo. O diopotera piu ma sfacciata audittia , che ma chiara æerita. O mi narcha uma affrettata mézognit doucria hauere tato fuuore. Seio ehe non fri coſi exoerdate, che difcan ni la luce dale tencbre,aly bocha ipudite faccia miritricia,r n “tre uina ligua uaria,Rifpondi fe glicra gioruo,come ddafiii fico

acqua calda, che proſtrato caderti

———— ae a n ii

fi gliera notte.come intro.il contrafti fa. Momarcha ult huomo il «affi wi Lie capitale, queg fia debbe effere una collettione de Idi,qugle a tempo di not te fe conuiene, per fcelcrare rioftra citta. O Dio auerti È caſo, Monarcha fui prudente il domeftico inimicde in forza.eò ogni induſtria ſe uuol cercare il uero. Me par cõprendere det ta importantia la preſente materia, che del (tato tuo & della uita noſtra fc po trattare lultimo cxterminio, Maligna e la vat Fura,iafidiofa cla uenuta de quelto altro,che da altrone,che pi le mura exiftimare non fc puo fomile paſſare quato ſpiaceſſe al èsditore de Roma t:frimbione réda ilfraverno ſangue. Que⸗ fea ambitiofa ctit ſole perdonare a pcriculo alcuno per faciat re fia uoglia. Due coft 8 conofcono,ne fede,ne Bcipitio. Appeté bo de regnare, & comodita de libidme. Guarda Monarca ché le troppo clemitianò te cre tal modo mediãte iuſtitia)

PRTMO ri

fe uuol incrudelire chd paffi inextplarita a tutta la città ae cio che ciafchumoimpari de cõtener ſe ĩ li termani del honeſtd. Torquato cõſule Romano per minor delitto priuo dl fizliolo de seta.€T Traiancimperatore inftiffimo a poucra femindia il: filiclodedico, per cxeplificare il populo, Monarcha lhora fe ne uæ. il popidoe faftidito,il magiftrato e admiratimo,il proprio del reo de fugire.perche chi ericco de tempo. e poucro de partito.Guarda che Clandefrina'cò|piratione interròpa il: tito bonefto penfiero.Altro piu A Cefare che nelle cofe ſue cilerita <I pfrezza.Manifefta e la captura,chiara e la le gc.Solarefta la exeeutide. Alhora refpido io.0 raptore de lal tri honore, o inido della forte mia.o ſitiete il fanzueiufto,cru' dele, fiiperbo, temerario, prerno,almidonato fempre per mal Fare,inird monarcha, qual giovine fia ſtato quefta mnbra de. bò,qual fopra cha demi ſ ſanta fe rgogna prossnciare .

| | apro. wello ehe della boecha d'una impuriffima beftia honeſt anen⸗ fe ufcire non poteria. Vedi come callidamite fe sforza de ama Feliratua'uerfo queſta tua fideliffima cialita,a laquale unole vmpingere la lubricita della fede.Chiaro eche per me (ufficioa fe non feria a tanta imprefa,fe da altro aiutato non fiffc,chè convien che fiamo conterranei,o mei concimi , che ceffidf ti,cecoil (celerato,inueterato ne li nitii tutti traditori ue appel la.Ferro,fuoche,faxi gli ſian riſpoſta. Cacciate & extermina, be que a ſentiua de uitii, accio chel non corrompa con li ſuoi Mtrii la noſtra ficlelta. Monarcha ala fiata fimile exprobatio⸗ ne funno naſcere noui pẽſieri, & cogitare de quello ove la ming temaindfudifi pt Qufofi i guol condure in odio del populo, qual come caprebendeffe che È fpetto te foſſe mai piva te ſeria. Merita queflofe che uella perfida & garrula lingua ĩeontinẽte gli fia tagliata. Monarcha il perdonare a fimili fpurciffimie accreſciment⸗ ali feclerati audacia.Ma per non eſſer fimila afe.uoglié che, razione & malignitala mia innocitia defenda, & per nd a chclufisca toi queſiti rifpendero,che la qualita, deltépocra y natura che honeſtamente poti andare in queſto abito pche a quella hora rutti gli notturni adulteri, mechi. & rattori( come futuofiglio )fmza fufpetto della notturne,

uardia,fanoritorno a cafa.QuAl de foi pe fieri mal ſatis fato-

Wale pil ſupoo piacere iattabiido, qual de pda carico.il più:

dele fiace fe icrudelifcono,one e colpa et può cer temerdria..

mẽte offeſo ſauiamẽte, & cautamẽte cofi andai.1 4 venuta de

ioãne fu la porta.quale in tépo cõgruo ſia aperta per beneficio. ì forafteri,et neo liquali nnt... ſino.O fe de quello beneficio ne dudenofimitimi, & lontani: - dle priuati reſta monarchæ

deli agrice pes qual ragione in debidmomi

atore con aſtuto tot |

PREMO O © re dial perfido delhi fiat nequatia fieipmlito; 9 io pet. infliffcario ———— atte decorrofponde, & prima fe cxamini della captura: & poi ddl bivemita de isanno ſe induirira,MO.Contulione.GE. Sor mid; MO:Confeffil ucro.GE. Negure nol poffo nol fcio, nel uoglis. MO:Che hora craiquando prendifti Peregrino. GE. Alguanto pin dda fettima. MO. in che utto lo ritrona(ti:GE.Profiratot * terra.MQ.tn qual loco. GE. Ia smo certo dugipotto.MO.Conte. liuncaſti. CE ber cercare lomicida.MO.Chi te mando. GEY. NE.IL clamore de la contnata. MO. Oue cri tu. GENEVERAA

la bord in caſa. MO- perche cofiper tépo. GE. Alhoræ ceſ

la guarila.mO.£ cofi il'coftame.GE.Cofi me pare eſſere ch feruato. MO. Guarda non falire.GE.Informare te ne poi.MO. Or ua, tu Piregrino come capitafti in quello deſueto cantone, credo faccti a guifa de fera cacciata, che nel primo latibrdo fe afconde.PE.Nor fu cofi.M4 per andare piu fecreto.AOVE. Mo: narchia. queftenon fon de ſubſtantia, la porta aperta, Ril ripoſ. fo de centurione, perche liato LI. laltro po ſtar infieme;che:tutg ta la notte ba porta ſtia aperta il centurione cei dala guar⸗ da pur fera de notte natura nol faria che lora fettia i pri⸗ sirodi de magio fe debba deſignar il giorno, poi chelte cofta de bu cattura fiat de [hora de l’arme fia punito. Littore fa loſ⸗ | ficio.Eccolacxarata peciania.PE.Téponò me parue de a

Pe nd quafi cxaminato coſi diffi.MO.Nerone crudele fu hᷣgato | fatale fattoferivere ad una fententia capitale. Riffofe che de - fideraria non fapere littere per confentirene: laltreî morte, ma felimpio bebbe tato de clemẽtia Otle pieta che de farcil fi: Qhiolo de manfuetudine & diferetie in fimile cauſ vio MA: a Sibari detardita:cha de celeritã. forza ed e ſabdato. Alex4udro Priameoin quello iudicio uoler uedere fe

LIBRO ma Pia ag ſentẽtia. Se dubio alcinmola mẽte te us alte) | do, Non te fia lia helle cofe legale 4 prebendere ricordo. Non fe ** platone a cedere alla profisfione de Euclide, & fe ben ſauio fci,molto piu ſerai per [alerui comuni eatioue, ſe a raggion fero dãnabo de uerimo me lamẽtaro, qua Pf pur de alto ingegno 7 di . nui per raggione de confene. bano _deternainre che [ao lose Maria Ristinaldo &7 ntmiod denti,Fa retare lo ftatuto, & ĩtẽderai bona dda captura mia mons eſſere notturnã. Et quando la elettione allo cel. fuſſe ſu ſpetta, eg lie Felino Sandeo, & Alexandro da Imola della cui in tegrita & ſcientia tutta italia ne fa feſta Senza iuſtantia fu recato il muoricipale le cui parole fonotale.Che de notte arme to ſera deprebenjo,finza indugia fia impichato. Alhora il Ma | sstrchi umanamente conueriò co 1 bf. Tu lodne maria Rifſ⸗ del tu Antonto * di uinole ai --dereti.M: pare ch: ozni difficulta confifta in - Selbord . fiptima —* cf ala o da giorno sO he ° &urnircfletonoli ori, (9 manto me parfe. nedef. æc doi het quando delatircda fanno pui aa ciaf ſchuno locchio,€I fupercilio inalz4.il dẽte moftra 1a coda an⸗ wo la. il picde damantiexpone.Il campo prende.T co1rdpido,: €9 violente corfo di petto danfe a limo CI laltro parewa il ſta⸗ “tuto indereficio del principale effere chiaro . Redwtri tutti sn. sorona,defiznati li luochi furonui comadati che incontinette. fue ragione dicffrmo.ttad Antonio lẽto per effere attore fu de: tola prima prowincia quale cofi difputando principiando diffe Ne prima hebbe la boccha al parlare ſciolta chel mio aduerg : —**

3

ſario diede uno crido maggiore di quello,che

P.R1-M 6- | alati ferpenti, & coſi diſſe Facile fu la colchida nauigationei. —7 Larchitettura cretenfe.Indotta la.intellig ẽtia de anima immortale,a rifpetto de quefto legale intrigo In cõpa⸗

rationc e Futto quello che imagiære fe potria.te

tue ui che diſputãdo feafpetti quello,che mai ingegno ritroua

re non Me alli drei i che fe bene ampunciati foffero fiati (enza dubio,era degno quel fio bomicita de la capital pena.ma exiftimando che refoluera. te douefti alla nuda cxecutione,me remiffi alle parole del ſtatu to quale eſſendo piu chiare,che la luce meridiana, piu fe intrif

caura, cha li penctrali del laberyntho. Queftoe uno ritrouate

per expillare Li altrui beni Voltare il biancho in nero, & per⸗ uertere la debita iuftitia.Che coſa e leg ge, Se non fraude, duo⸗ lirapine, & tradimenti? & dotto e reputato, a chi cl mentire @I lo ingãnare e piu pronro.Et tãtoſe fi quato fe dona & offa

riſce, prãa ſe guarda le mani cha li piedi.to fon povero uechio, | —— mio nimico vibo, ——

che non folo Li buot,ma le legge me fono ſuſpettiſſime. O noftra . infclicita.O beata eta del puro ingegno contenta,fe pur fure levi elettione,che in cofa cofì sula indicare doueſſe. laſcie re. doucui quefti legulei rattori, mẽdaci cauilloſi, et auari, Mo

to piu laudato ſerid il iuditio de fornaro, qual deponer potri .

felbora feptima e giorno o notte. Mifero me che fatto fon tra⸗

fiullo a tutti li aftanti morto c il figliolo quale de la vira mbe ceramico refrigerio & hora disfipare me conuengo le facultæ quale me feruana per refugio dela mia uechieza.Ma pol chie . uedo il two wolere eſſer tale chetacere me conuicne.In deteſtatio me de la iufta uendetta appello Acharõte, Minos,€9 le tre Sorel le,il cui iuditio fera icorruttibile.Et cofi dicendo come exaĩato eadetic in terra,o fofBe per iduftria,o per dolore fuperate atte | Pereg. È

o - CEPBRO Rpopido fe patſe aſſai commouere. Del che anidricata me ne re fiai.Pur aquietato cofî diffe antonio lento. Doppo il de rerentia(ottimo Monarcha )fu exorato Cicerone che în cale fa extemporanei orare uolcſſe. Riſpoſe il cõſultiſimo oratore fere tre giorni che uacaua dala lettira de libri io ftancho feſſ laſſo gia uno meſe uagabũdo & dogni libraria faculta pri soin tanta acerba & luctoſa caufa faro parole, Ma qual pme - ditato bi, qualizegno Viyxeo,quale exper'ientia Neftorea, qual i maticinio di Calcas ſpauẽtaria il cõſpetto de tãti ſemidei ct «Aodgreff: di colui a chi la * cederia. Et crcaffe difpiag rgere,quando del ſeruire, & obedire fon uagho, refutariala.co | sala iprefa.Pur cõfixo in colui che ſtarete nel cõſpetto d: Re. pfidenti wi curati di quel babiate a direi quel hora ue fera datotutto quello che al parlare fera miſte⸗ - rio & expediéte.Perho al fponere faro principio, perfuadendo mecdreuero.la cattura eſſer nella,perle parole del ſtatuto, qua nl ſono copulatiuc, cioe che fera depienfo di notte. ct armato fia Lul fene concede, tTlaltra fenegra,cioc chel fuſſe not ——*8* li tẽpi.dap

tc, et per fon damento dico coſi, coloro che la meza notte hãno deſig nato il ziorno,nel nuortero de liqua li ui fon Marco Varrone, Macrobio. Quintò Mutio, & Pardo , iurifedfulti.Cofi nel titulo de le ferie ſcriſſeno, et ſecondo quella + braditide,como Colonia Romana gubernare fe debbe gue cit ta, & che cofi ſia ingenuamẽte it cõfeſſa Cicerone nelle Phylip » picc €9 il Pocta Cordubenfe nel primo della (ua decantata hy⸗ x —* irrefragabile e la cofirmatione della orthodoſa madre + noftra,quale nel uero architetto celeſte funclate, errare non po. Amoniſſe lo euãgelico pese,che pafjato il tpo dela mera notte » lesearefe debbeno le virzinelle,€9 occorrere al uenicnte ſpoſo. nie quando giorno fuſſe per la cõtraditione che dice chi ca⸗

cpr

PRIMO mina de notte ha la luce in odio. & odiare la luce e atto de def

prauata conſcientia quale habita coloro che al regno del ‘ciclo ſollicitamẽte tencleno. Apprefjo nella celeberima matutine votatise cofi fe lege. Degnate fignore de cuftodiibune quefto gior ‘no fenza peccato, ilche apertamente fi diria, quando'di notte ‘foffe.Corroborare fe puo il detto per la auttorita del gemente poeta, qual dice doppo la mega notte me leuai a c6feffare il tuo

| =SAromome,come crediamo nui quefti hoĩ afflati del diuino nde

daueſſerno ditto coſa men cha uera ? Hor notd oltra ‘alli ditti da pontificia fantione quale di tépi ſcriuen do cofi determina, fe mo i parlitmo de collatione de ordini . dalla mattina al ucſper⸗ fe coprende uno giorno fe de iudicii,da loorto Phebeo allo oce@ ſo. xe de Treuga,dalla mattina alla ſera. Se de abftinentia cord porale, da ueſpero, Se de contratti, da mezza notte a ‘meza notte.I che non fpiacque a Pardo ne a quello che Bologna ‘onora Sedggionge;effendo la lege bonofta ĩuſta, & fanta cõ⸗ pillata ditta, 9 feritta in beneficio dels phibiria al com

‘modo fisone concederia cofa alchuna nepharia. Ma potendofe

rontrabere ogni cotratto doppo la mezza notte e da concedere ‘quella bora piu diurna cha notturna.Nò e filétio ptermittẽ pa quello che la infallibile ſapiẽtia ne infegna.Audite la uoce di nina che intonando dice, Ve annũcio un gra gaudio, che hoggie nato it Selnatore del mõdo. Et quella bora era matutiale.Adon cha ueramite per'diurna e reputata.Coferma la sétttia dire | tranfinigratione del dinino concetto figliolo , come baueriala. ‘eterna fapientid admonito iluechio maritale cuftode che folo uecompaznato da una nelle altrui terre de notte fafle * forſe le legale & contemplatiue razgione non * te fatisfano, prendiamo quello uero ſolare moto quale mai de ingamare non imparo.Phebo in queftomefe, giorno ſopræ E ii

LIBRO

ME punto de le quattro bore de notte ne lultima parve dela lince Li ficoi anbelanti camalli ſtabulãdo ripofa, & quella e lhora che

appilo di mortali ogni mouimento fe ripofa. Tempo ali oraculi

€3 facre uiſioſ deditiſſimo. In quefto loco linear de

nettare alquãto pabulato gradiffirina ueloeita uer ſo il no

ſtro Hemiſperio —*8 a quella fedia che nei mortali gallicinio fi appella co per fr il gallo di tẽpi indubitato p merciatore e chiamato.doppo alquanto uerfo de nuiil camino

matura lhumido caciddo 9 feringendo,€9 quefta parte coni ticinio fe adimada per il freddo più intẽſo lhõ piu quictamine

feripofa.Neguari appropinqua al capo dela linea,che e fu lho ra fetima.albora lc altre fpere receueno unotanto luſtro che n tutto fepara la luce da le tenebre.Et prima chel tutto ſpẽgæ affetta il carro,a dextra li caualli & di nowo cibo gli rinfreg * Ica, per compire il camino nerfo l’occafo.In queſta hord rnnone defizna Irin allimortali dicendo.Che alli negotiofi non e cong menicnte cofa de afpettare Phebo in camera . In quello forniſſe le altre quatro hore, quale delle prime ſouno piu breue, pare che cofine teſtifica il dantuano Homero, quãdo nella diuina fexta Eneade coſi ſcriuẽdo cãta, Lbumida notte aftreng geamezioil corfo, quando il grande Oriente con li anhelanti caualli incomenza afflare foi raggi, & poi feguendo piu chia ro cofi (crive.La notte a gran fretta fe ne ua,CT nui piangenf do conteremo lhora. Ecco come teftifica loraculo deli poetantî lultima bora delle prime piu ueloce. il che piace allo imrifesfid to quale nel uechio libro,nella verbale fiznificatione cofi ferit to ne lafcio. Adoncha fecuramente concludere pofjiamo queſtæ ra non eſſere comprebenfa nel ſtatuco. Summa Monarcha, fe natori ampliſſimi. uui pientiffimi aftanti,maturamite fe

sosole attedere piu alla mite che alle parole. Ferma opinione fis: -

lia a n

P.RTMO: | | | del ftatutario de reprimere li inſolenti, & Lafciuienti buominie: Accio che ciafcuno fe contermeffe ne li termini de honeſta et mo deftia che quando cofi fuſſe mifterio non feria de legge ne fraga tuti. Ma effendo Peregrino fempre irreprehen fa Imente sente - to per sno dubioſo errore( quando errore fuſſe Inon ſe doueria punire con la ſerita del ſtatuto, quale ſolo abbraccia li cattia ribaldi & ſcelcſti buomuini.il diuino Platone caminando per le citta ribrowo wo gionine,qudl fori per ſ cioglierele cura ages : uolmente giocaua,come conofciuto l'bebbe afpramente il caſti⸗ gro.il modefto gionine leuato dal delettenole gioco rifpofe, non cf fere degno de quella acerba €3 [cuera monitione. Per. cffer quelſ4 la la prima fiata che al gioco pofe le mani et fenza penfiero de- perfeserare.Albara Platone , per quefto non me turbo diffe dio. Ma dubitaus che in fimili cxercitii non gli faeſti babito, bor: sedi Monarcha fe und prima, 9 debile colpa con proponimento:

mai piu non ricafedre in tal cafo merita tanta pena quale al.

lo euerforedella propria republica (cria exiftimata graviftig. ma. ccioglie Monarcha la r̃anta moltitudine, libera lo innocen⸗ tegionene . ilche ſon certo fera con. uniuerſale ſatiſfatione, & con ſumma contrntezza del mio patre maiſtro et in quefta par. te collega, ho ditto. Alquanto fopraftato .colui chel tratto ruina.» Todgme Maria Riminaldo pr ente cofi rifpofe. Apelle» ottimo pittore inuittiſſimo Monarcha per la clegantia della. Forma exortato 4 pingere uma meretrice ad Alexandro me» cedonico che forfi non enza ſud calumnia, per hauere dip:

* fponfatode ſimile cxercitio iarie ſcultture regie & decanta⸗ te. Ma perche coſi uolſe la regia auttorita, acandendoli la: rarita della bellezza non umolfe ne puote ſe non obbedire . To: che (tatuito baueua ini caufe maligne odiofe , CT criminale piu von fare parale. Male me poſſo temperare. per La interna come.

LIBRO:

miferatione del iacentridefinto. Nerefiftere poffeatti ‘alti cod mandamenti.Pur per adria —* per molto, me parcho dire —— te cognoſco conſu⸗ matifimo confyltore,€7 tanto piu a lopra —— quan toche uedo in deletteuole arviculo la difficulta uerfare.Et map: ximamenteintercedendo el mio leuto alquale de Amphion Org! beo & Apollole lire farebbeno reuerentia. Et per fatiffire alfi bud expettatione.O mio monarcha, con aperta ragione cond: tradiro,€9 per non faftidire al tanto auditorio eßendo hormai lhora inclinata,non me curaro de repilogare, ma rifpondendo. moſtraro il uero cere nebaltezza parte collocato, & al primo motiuo dico,che la ingenioſa altezza de Varrone con Punto & li altri fcribenti di quefta diftintione de tempi ba introdutto ilcoſtume Romano differente dalli externi, cioe da Atbonieafi,

Babilonii, Vmbri, C Egyptii.Li primi hãno computato il gior» nb de occaſo ad occaſo. i fecondi da ortdadorto,, li-tertii de: meridiano al meridiano. li quarti dal prircipio della notte.. li Romani da mezza notte a mezza notte, cxiftimando hauere il pento piu nero, cofroro hanno parlato de‘un giorno naturale ? quale pa finiſſe in ore uintiquatro,€9 in tutto queftotempo e li⸗ cito & conceſſo a lbomo,il uirtuofo operare fecondo la: fua neg: cefica.Ilche fe fa de confentimento del leg uleo, eo del eaſtiga⸗ to dottore Aquinato ; & de quefta quantita hore uintigna$ trofene fama difeributione debita conveniente tI neeeſſa⸗ rid alle quale fpecificamente fe intende la prima 4 Dio.. la (eg conda al negociare. la terza alla refettione corporale. lulti na che la notte quanto dura el ripofo tanto del sn quan⸗ to della mente aſꝛgnata. Negare non fe ‘puo , che [huomo in ni tempo & hora operare non poffa quello che glie de hone francia Perche ufo cla mor lanima delle leggo:

| PRIMO : peturule & ſeritta. dl piu chefe puo conferuiarelo-indinidno, . I quando due cofe consurreno inſieme, ſe nd fe concicde , lal⸗ trefenega. Sd negociare da ogni tempo e permefto, il portar. del’arme e interditto per eßer atto fempre odisſo· Et fe ben la legge. commima coricedefje ſe puo per la municipale reſtringe⸗ re 23 msoderare, medita la qualita della terra. li coftumi & li periculisalli orientali per e/fcr il clima caldo &3 aduftoe uctap: to Pufodel vino per non li accendere maggiore aduftione..-. Beocarilo quefta.citta in bumore collenico . fe gli iule leuar le arme CT manimastentca quel tempo , quando (enza ar. bitri:piu. licentiaſamente · ſe puole peccare , ilche fe intende difino a tanto chel Sole non È ſopra il noſtro Hemifperio dal qualcera diftanteper molti gr i, qutudo Peregrino fupreA fo.Nonte pere cofa degna che chi ‘manebadi tto, manchi dinome.tEpropriodella notte e la teucbra, <del giorno la lu de. Orme i eome poſeno compatire ĩnſieme. fel giorno co⸗ inenza a mezza notte , donerefta laltra mezza.ilche quan⸗ do-cofi fufepareria chel grande Architettonon haue ſſe cre toogni cofa psrfita,come dice la facra Ceneſis. Al fecondo; feben con, uoce preconid furno chiamate le Vergene a douer oc⸗ ewrrere al ſpoſo, ditto gli fu che portaſſeno le lampade ach renſe, & per longhezza della notte non fufferno fenza oliox Hlibe è fegno che non cragiorno. AL terzoxffendomu: niord tali gi tutti li tempi proclivi al peccare , cofi:debhiamo «ht ſere folliciti per. le noftre colpe a pregare . perche quo foro atto (€ fc allo apoftolafe crede Yehe fare fe. debbe fmza intermiffione,eccio che la mrentenagha da malitia prenome: ta non occupi in coſe damnoſe che privar la poßino delle divina fruitione , per quefto nn fe conclude’ eſſere giorno, wai fr ali ieri dall iui cf meglio (ud E ilii

———— ——⏑ * si bai na PE lesa A

\ |

LIBRO. © “— drare il tempo del naturale giorno al pito de sete volte pir: il ſilẽt moto,cha da altra hora. erho abpricipio de La now lu ceferende gratia 4 Dio che condutto ne babia . AL quinto non e. coriditione che fimodendo la neceftita operare mon fe pofta. Pasto. li altri della materia ſcriuendo hano extremi per rendere piu occulati li tabellioni, perche il primo extremo che at alla mezza notte fe attribuifce al giorno quafi compito. Pur înfino a quello punto duru. Laltroextremo e del ſequente, per queſto nou hanno determinato quefti extremi in ftretta.fignifi catione cere del giorno.Al fexto la divina natiuita fu amui⸗ ciata ne lbora delli meri oraculi, & quandofimile uoce piu ſo⸗ briamente audire fefoglieno, & fu tempo atto 4 fimile ifintuatio Ne.Al fettinso non fu la tranfmigravione forza iſteri⸗

an 896 Accio che atutto il mondo fue cellato quello che folo alle tre

perfone diuine era manifefto.Perbo in carne uenendo Dio €9- bo. mofattoficondo le opere humane fe exercito,accio che de l'buf manit moſtraſſe il fpoglio.A chi e dubio,che fe del uetre fenze aperituraufci,che fenza uiſta humana trafmigrarefe potea? quefto non nolfe.Accio che hord uerima tranquallanon gli fuffe moflrare a lboimo aĩale nel modo efiere debut A virimo.Se piu fatiche e lo afcendere,che il defcendere, come * re.atteftare il mantuano,per quale rag ione fono piu breue le ulti mie bore della notte cha le prime ne eguale el sole che tutto per natura m il rogge ba st dica lbumida TA te ftrenge a mezzoilcorfa. Il diftingue delli tẽpi notturni le to il ſole li * großiexhæ ando aſcencleno. el reſta La terra piu calda & a nui rcuenenclo leon quello Leti gli caccia al baBowerfo la ter⸗ ra, & per quelloquella parte notturna pare unfrigidarfe eꝰ

pin'inbimidirfe ; @ anchelalma più in fe reftretta rendé

——— —— -

RMB maggiore birmido, & ben chel para lamentarſe, oue il dice, l@ motte afretta fene na.Quefto e per und tranfparentia di Phebò quale a nui ritornando illufera li ii ‘inferiori diaftmi © © - tranfparonti atti CT nati a reccuere il lume (Merc . Non perho chie in quefto Hemtifperio fia giorno artificiale . chiara cofd e; e per appellatione del giorno cl ghe uenne la notte quale de? ba Luce e originata. Perbo concludere fe puo la cattura de Perc: regrino efter iuridica & obligata alla pena ſtatutaria. monar cha la legge nelle coſe licite,conceRe, & honeſte fi empre debbe efBcrefrsuorenole , & nelle triſte, ſtelerate, CT odioſe reſtretta quanto fe puo.Et fe li animali irrationabili fe nelli ſoi ergaſtuli infino a lalba. Che dhebbe far lhuno de raxione ca pia. Non ſe uuole coſi amplamente privilegiare uno ui to - Accio chel molto fauore non fia caufadel proprio precipitio. » pl piu dele volte dalla clementia la licentia.Da la licen ria la infolentia.paleinfolentia,l calummia. Da le calummis,:

. Blmal dire.Dal mal dire la pugna.Da la pugna, il ferire. Dal ferirela morte. Da la morte il facbegiare delle terre. Et quefi te e la infremia de ſignori. Si come nel principato Romd . pigiare fecomprebende.etbeatoe chi per laltrui exem⸗ plo ſe correge.Perbo quanto ſcio tI pof3o uirilmente te confor to a.non perdonare a fimili delinquenti , tanto per tuo honore,: quanto per faluezza de La terra tua.Alle nebemente perfuafio? medelRiminaldoconobbi tutto anguftiato il Monarchasper li occhii delquæle nidi ufcire pietà & iufritia.Et in tanta nariete dle opinione conforto Felino Sandeo chel fio noto dicefte , quale al fimeftocafomiferato coficomineio.Difceptando Mario, tI" -

atulo della gloria del tropheo Monarcha modeftiftimo fra ta turba de molti excellenti homini furono letti oratori più

camenfi,non per ſaprema ſufficiẽtia. Ma per lottima opinione de

LIBRO

loro fe fuxua. Reſtorno contenti, chel indicato în loro fuffe libeff ro.Io non fon ignaro de quanta integrita & dottrina fiano qu fu mei padri confcritti.a liquali ogni difficilliffima penitiſ fina cofa ſeria ſacile non per arrogantiayie per conf. fidentia.Ma per fatiffare a quello che di me puole quello chel, sesole fnza iniuria cofi me pare determinitre. Naturale inſtitu toed ciaſchimo per medii piu convenienti gli pare di tendengi al fuo deftato finc.Ilche quando fe friccia [enza altrui ruina ne: calamita fe uuole attribuire ad atti uirtuofi, per le cofe ditte ventilate, & difputate,me pare la mita de Peregrino ieiuna del. l'homicidio de Cefare,€9 fobriffima de laltrui defenfione. Ma, inuaghito come e coftume de quella eta) dal piacre del nous aduerti alla qualita de tempi quale potrebbe ingan nare pix aßentito huomo di lui per eſſere queſta citta ſituata in luoco bumido © baffo. Et tanto piu e degno de uenia quaie to lo excufala porta aperta, & la abfentia del Centurione della guardia,chee manififto inditio eſſere piu preftogiorno cha notte.Quefto e il mio iudicio, dal qual credo che mon diff Senta ma ragionesole honeſta. Comelo adierfario mio le pa. role intefe. Qual fei tu che de fcientifico inzegno armato wefi nifti a difipare lecofe mie. © inbumanifBino Felino ben mo⸗ ſtri piu della fortuma,cha del nero eRere amico, qualeragia” * ne patiffe quale honcſta unole, quale pictd comanda , quale defcrittione il conforta , quale confcientia.il ditta , quale leg ga il configlia , che uma tanta ingiuria imdta paffa . Guardala fpecie ſidera la qualita debtempo. gel te pare me ritare tale reſolutione. FELI.Now fu Felino.Ma la legge che iudico cofi intrauenne a chi e malé confiderato, Gia fc comĩ ciaua nouo tumulto , quando uediamo uenire una donna Strof

pheata con babito adulterino alla pfintia del monarcha,ci fate

si ian Rai Repair lee adi AE

'

PURIM O ‘esgli propingua poche parole nella orecchia gli diſſe. in quello ——— —— Ca land mente condufje Polidoro de Bramamonte occifore de Cefare de Nicolo,quale doppo il cõmiſſo homicidio cona Talpa uagãdo entro nel loco ſtabulario de queſta déna propingua alla wiazone ‘i ddlittoera perpetrato.tnterrogato il mifero quello chel ſa⸗ pes della morte de Cefare,Rifpole eßere ftato l’auttore,la fa⸗ ma de ogni cofa wdgatrice fparfe la nouclla, come Polidoro per homicidio era prezione adaltro.nò fe attendena, fe nos alla capitale & cxtrema ſentẽria. Il padre con li parenti con Ihabi stolachrymofo & mefto pre mein per il polero bumiliana, promettena larghe rettribueione per la uita del fi⸗ gliolo.1nfixo al cuore del momarcha frana iuftitia , per. lag quale tanto difcettato fera chiamato in meg gio Polidoro, deli tempo, de Inora, del luoco, de l'arme, della caufa,del bomicidio de Cefare cofi depofe.Fu la itotte antecedéte ad bore fei jin vid! ica nella contrata de San Michele con una fpada arma⸗ to,con mente maligna & difpofita per caufa de gelofia incru deli nella uita de Ceftre,alqual piu frate haueua inſidiato, ma tal coſa eſſo non temendo incautamitelo occifi,quefta e la ſum ma del ucro.Fa tuiltuo parere. Inteſo feritto & notato fu per: il monarcha fententiato Polidoro publico (9 uoluntario hog: micida CO fpantancamente cofi confeſſo, iudico effere degno de capitale fententia.L’atto repentino fpauentola citta, & diver famente fe parlaua quale diccua,oue conduce amore chi lifer4. sia.Altri diceua con modeftia fe uole amave.Fra queſti diuerfi: nagiomenti illittore difponema il luocn. & preparaua la ar⸗ tigliaria 4 quello cxercitio attiffima.In quello in preuen mela fama a Briſeida di Pompeo, per laquale lhomici lio era:

commiffaa guiſa di facerdoref]a de Baccho poftergato.l pu⸗

LT.BR.O: doreuirginal & la ſua imata modeftia , furente con La ueſte lecerata audato il petto,con la chioma inornata, complicate le. palme piangendo folacan paſſo uclociſſimo piuche rabida ur fancla folta ſehara fe cacio. Dicédo. Perdona wenarcha al la erudelta, Perdona al fangueiufto.Pérdona al cafoneceffario.. Perdona alla canta celerita,il mifero c pufillanimo piu de lal⸗ trui,che della propria witd exti matiuo.ha cofeffato fonza tor sento, quello che non poteua ne doucua. Deponila ita fua cong eedi tempo libero a potere. parlare,Pericu ofamente c cxanuf nato. ha depofta per infanciudlezza quelloche non intende , cor, quella facilita reuocara con lagual ba cififfao Stupido,atto. mito,€97 come ſtatua marmorca reſtette il monar⸗ cha per la tanta admiratione che na fanciulla de ami diceſct ti formofa,t9 bella gentile accoftumata,de celebrata fama, CI alta progenie che fufje deuennta a quello ſummo de audere. tia,che in una proflituita facia difficilmente fe patiria,Ma co fi piacque alloantiquifimo Dio, clquale del cielo & della ter⸗ rd ogni cternita e per le ſue legge altera, mo⸗ dera, tranſmuta li bumani cuori, preſta l’ingegio quã doil uole ne priud. fa magnanimo & pufillanimo Ricco et po uero.Fidele & disliale.Mendace & ucridico.Superbo & hu⸗ mano. Ecllo & laido. Morto & uiuo, Al tanto confpetto tutto if | mabronato LI uirginale ordine( come a comitie Romane )xe⸗ cerudramite correu4.Mo una coſa, mo maltra barbotddo, Pow. peo inſicme cali amici ſe offer ſe al coftctto del monarcha - gandololocxorana haueſſe ragiò de lhonor fuo €9 della figlio. a,quale eredena *c qualche bumore melãconico cõmoſſa hſſe ufetta de ſe, bumanamente adimadana gli fuſſe reftituita,: Brunamõte attamente contradiſſe & nego dowerfe fare fe pri. mui rendeua la cauſa dela fua uenta, guclla potrebbecffere.

di tãta fficacia che al figliolo la uita, & alla dama contiteg a pa —* iuſto ——— fu cõtẽto de aſcoltare le par te. & cofi chiamati a fe Polidoro & Briſoida, in quefto modo bimanamente parlo.N5 fete de eta coft imaditio gioueni sfor timati ne de experientra priui che in quelle coft,che la uita LT © honor uoftro concerne, neceſſario ui fia il mio ricordo. Quanp do quafi per induftria a quefto criminale iudicio ue fiati offer ri. Ma non me pofo fe non de te grandemente admirare, o pudi cifima Brifcida che un tato conflitto & uergognofa pua ni | neceffaria ye bonefta uogli fire, 9 fe in qualche cofa atefe tisfaceffe,non bai perbo a reportare fe non ma perpetua male. contentezza. ra muliebre conditione debbe effere cofi candide che dc ogni piccola fufpitione libera fia. quado iuédo a rd. faticha cuftodire fe pu.Da la natura al fexo uoftro mag ore . L'ono non ce ato fia honeſta, & filétio,da laguale co ſa hogi te nedodlieniffima,0 quato cxiflimo nephario Tide guo che gitile & innocente fanciulla diîna fe, per excufare alp -. tro,corripela fama denigra la cafa,cracia li parẽti. affligge Li neccſſarii, & refta fabula dell populo. Ma poi che dele primi msorimenti non fiamo fignori.te conforto a remettere a pin ho nefti gradi, & impari Lun piu ſobriamẽte. Et fe bi ala fis ta de qualche puerile amore abrufiafti.il tempo il loco te ne do: meria liberare,eglie coftume alle giouine de amar,ma de im pecire no il chee piu proprio de donna publica —2 pro ruita æpp̃ſſo della quale piu po uno libidinofo ardore,che uno honeſto amore, & ſe ben la forte del cielo a uo. donne ba dõnato sno co: - re in amore peliuo, mai perbo da uoi honeſta conligiadria fco ſtare fe debbeno.Hor mai del ha pẽtita donefcamite accò. pagnata ritorna a caſa, & ſia laudata piu confolata alli caf' ri meſti parenti,chenò fula partita.Polidoro apprefjo del

f

t

o LIBRO iaditio reſtara, alquale fe bauera piu rifpetto,che ragione, Boncfta I dio Andit Kirby Lu corte & dezne de fignori bumaniffime parole,intrepidamite cofi rifpofe.Era ſanti tumulti bellacifjimi anfratti de mente, piſſione de corpo,iattura de tépo, còfumptrione de roba. uarieta iuſtiſſimo. O monarcha fapientiffimo , a tant ſedia referuato non te haueria, ſe —— non haueſſe «òprefo Hercule in Hercuileldelquale tanto ſei differente, quante pi de bumanita fei ceccllente,tn te e fcientia litterale & mili tare,confcientia iuſta. & liberata,occulato piu cha Argo,migi ante piu che Plocbo,follicito piu che marte,benigno piu che to ue, diſerto piu che mercurio amatiuo piu che Venere herctito non feria,chi per Diote adoraffe.O beato & per beato populo, alquale tale monarcha c prefidite.Quefto e quello iuditio, He fide quella cenfura, quale boggi di perpetua immortalita fre altre tue disane & peculiare uirtu, tu po far beato ma bẽ te pg o,che non me degni de piu ingrata audintia che faceſ fe Enea a Didone. Scio che enucleatamente il tutto inteſo quello che da altro lafciuia e reputato. Appreffo di te fera prudentia: exiſtimata, p eſſere de tutti li altri immortale confiderato, €97 pratico.lo ton uengo al tuo confpetto Per defendere de polido⸗ ro,per uoluttuofa affertione,ne per ardore ĩcõceſſo ne de quelle fiàma accenfa,delaquale gia myrra, Biblis & Cleopatra, ma: de quella di Lucretia,Porti4, & Cornelia fempre uiſſerno. Bot mi lamẽto della iniufta iniuria,ne dãnata effere debbo, ſe diofa miente bo propulſata la petulantia de queftoipudico morto . EE. tanto piu wolunticra [ho fatto,accio che piu occultamente: intẽ da la pofterita,quale in core iuuenile fia fata la cõſtãcia. amo re, fede, mano, core, & petto.Gia fono molti anni( o famolo mo narcha )che da fecrete fidma coretti uirtuoſamente Polidore:

TARE & to ſiamo perfenerati, & in quella dolcemente uolenamo rist do morire & morendo uiuere.Se quefto arrogãtiſſimo md cho nephario che impudico( dico Li morto Ccfare )impudeẽte ‘mente la mia tenaci ima uirginita con uic diuer ſe importune, Faftidiofe O rinercfcencole a Déo & al mondo follicitato noe haucſſe, O Monarcha d ciclo fe gode, la terra inbila,amor fe ne ride,ogni amante fc allegra,il vicinato a Dio rẽde gratic,chel uitio morto fia.O impurita de homo feelefto, © can rabido &T efferato, piu non latrara piu non infidiara , libero fera lo amaf re. per una mano muliebre(come troncho inutile giacere te ue do interra, )Non e al mondo generatione de morte che ſpauen tarene annogliare me porefje,poi che una fiata ho fincerato il mio amore.Fu tanta o monarcha la coftui importimita,che im

| fatta, receuetti Polidoro a li mei notturni colloqui, quæ

de la lubricita della amorofa fede parcua dubitare, date & receuute le debite CO amoreuole falute.Alquanto fopraftato co

fimedifi.Brifeida mianon men pudico, che fidd amatore

femprete fui, & fe ben follicitamente bo curato de condurme alla prefentia tua, non e per mal concetto alchuuo de animo,nee

icon a lulterata opinione,ma folo per fatifftre alla fincerita del

cori mio, qual oltra Dio altro non brama, fe non la tua bona gra più, de laquale per quãto eõprehẽdo famp mene fei frata ſpar ſæ donatrice.ma perchedubito che lardẽte foco fharga que

che fauilla. che quando per la materna in uppor tabile natura fercfti referritta,che molto peggio me feria’che la inorte €9 per affegurarela prefente & futura paura,te p⸗ go fii còtenta per parole de prefente,9 con l’amulare Subara tione dccettarme per marito.Et quando del inarito il rome non te piaccia, pur che feruo te fia,de ogni fortuna me contentaro, et guandola adimandata richiefia menezafti me per ſuade⸗

bia Li +

. LIBRO i ria che ad altro haveſti obliʒ ato la fede tua, che ſe coſi foffe» fito uorria morire,ſto pur alquanto anxioſo della continme prattica de Ceſare de icolo. Ec (e ben de te me fido pur La for matua da moltigefiderata me rende fufpetto,alquale te pre⸗ goper queſta uia & liʒ ame matrimoniale te degni occorre Pe.Et ditte le parole cadette in gran uarcho di lachryme, alle quale compaſſionato feria ſtato ogni crudele & capitale’ inif mico.lo Fincsalaamane crete to ardente non gli puotî negare quello,che contanta fede & mãſuetucdine me rechiedef ud. Ma con pronto cuore, & con la mano expofita a lui in mad trimonio me dedicai, Fornita lopera, tempo me parue de alqui to cercare la cafa,per uedere fe perſona inſidioſa ui fuffe.Gia il gallo della paffara mezza notte fegno manifefto me diede. com

|. piecolomurmureuno certo ftrepito paura il cuoreme affalta,

MNeguari ftetti,che mdi la tefta de imo che con fchala tentana intrare nella camcra mia.Fatta piu dela neceſſita, che dala no lonta gagliarda (tetti , & ceco iL rattore de laltrui nirginite col petto appogiato fu la feaeſtra ſta rail nela mẽte me PARA ma certa arma quale in camera portata be ueud uno mio fratello la in mano & gli dondi tere eolpo quale piu per dirino inditio che per fcientia mia al cuore Li entro, & a trabucone ifieme con la ſcala morto interra ca d. vari pẽſicri in quello mometo me affaltorno,con quale fel. cia uoce, & cuore potefic parlare con Polidoro,che de me mal non fufpicaffe.chi crederia,che homo al mondo fenza confulta * delle dome ad tanto periculo fe appſentaſſe & forfi excufande me me dccufaro,Se diroeffer (tara fola a lopera,nò lo credera. fe accõpagnata. ſuſpicara. hor ſi e meglio iltacere.In queftome zo alcim wicini per la grã caduta ſentirno il moto, & fatto al Le fineſtre uideno al mezo dela nia il morto giacere, & tal cofa, | | wituperddo *

are, ma del tutto fece certo Polidoro qual tutto im

e. I PRIMO: I nntcuperaudou ciafebino Buent il fentore. NS me —5—

felice fia il matrimonio, quale uoria she daltro holocauſio, che da bumano bonorato foſſe. Queſto era il giorto de coronare le foncftre & mure de fiori de fronce, & rami,non de mortal fan guæ. Briſeida mia non fonole tue polite && candide mani nate sofi uile,tT crudele exercitio.Ma poi che occorſo e con profan da taciturnita fcordare fe uole. Hora perche dubito del clamo⸗ redella contrata,per il poftico del giardmone ufcirno infieme eaminando, pia morto che uiuo il conobbi, €9 che cofi foſſe To ef fettol’ba dimonftrato ſe fido deloco ficuro.Et po fe credet tein caſa di quefta femina meritoria ct libertina,che p_im'que trino uenderebbe il patre. Partito ilsfortunato, di me alquanto

medolfe de avere molti anni penata per acquiſtare tro buof

so depoco ardire. & poi difti. La pufillanimita per doi modé puo cofiderar Se È cuni È e ——* bomo.se

er pieta,quefto c naturalifSimo a chi boneftamente wine de efere picto;

fo,forfi il mifero fe dole,che giouene fpofa prenda ta le babito. Et frale reni fin 3/1; a quella bora chel me fo nunciato Polidoro occifore de Cefare,per pprie

ie bl deputato alle morte. me parendo nelle cofe bumd

ne la piu peftifera nota quanto ela ingratitudine: quafi contra miauoglia,fpenta della mia interna confeientia per rendere te / frimonioalla uerita,mon me fon potuta contenere de uenire qua oltra,accio che fatto certo muti fententia & uada come puo ele debbe.Quefta e la ſumma del cimiffo bomicidio, ne piu fincera mente,ne piu eneruatamente Dio recitare la potria. Tu ſigno⸗ ne non mancho modefto che ſauio. iudicu quello che alla inftitia. convenire te pare.Dettole parole la bocca în filitio pofe.MO.DE

pereg. | E

ta 3 & fpiuentato doppo alchuni fifpiri cofi diſſe. o dio,faufto

)

LTBRO.

ferta I comoda e tara la tua narratione O a me ſatisfato⸗ nia, pur che la credeße. BRI. Se non le parole,alli effetti credere fe uole. MO. Certa e la morte, a dubio e la.autore. Ba 1.Chia ro quanto baſta, he cofa e piu efficace, quãto fia la propria © mera cõfeſſione. MON. Superch io amore te fa parlare, non fisdio de ucrita perche (e accufaria Polidoro quando la confciy entiat quello non lo ftrenzeffe.BRI.Ilfcuergognain cauſa cri minale nominare ma fanciulla .MONA.EÎ none fenzia rag ione: perche fimile prontezze non fogliono regnare in timide dami⸗ gclle.8RI.Nezo la prima, & La feconda concedo. Che cofa e ca S——— inſana, & allaquale il mulichre furo⸗ renna fc preponc Myrra il padreoccife.Progne il figliola. Me dea il fratello eo figlioli Clytemneftra il marito. Infunita e la

rurba de fimile audentie. l cui coftume e paffato nella poſteri⸗ ta weroc che quando timide fofjerno,che non fe exponerebbeno a queſti cafifpaventenoli & extremi.Mo.Eglic molto piu fentianco,che piu de Polidoro ,che tua fia fate opera. BRISE.AL la frata dorme Achille, & Ther ſite combatte, per il tempo del ba militia Arragona, pe delia Genoue(4 , FloA ventina, & Veneta. non nedefti mai imo pufillanimo fare oper& de uno magnanimo? Non te nego, ne te confeffo,che polidoro al be fiata non fia ſtato bomicida.Ma de magofa certa fono, la morte de Cefare eſſcre opera mia.Fq recercarela forittura del La confeffione de polidoro,ritrouarai cere il uero quello chedi co: MONA. Notario lege. NOTA. Queſta notte proxima ad ho pe ſei in ia publica con ima ſpada per caufa de geloſia occife Ceſare de Nicolo. BKISE.Hor uedi monarcha puerile infipideze za agloriarfe de quello che mainon fece,fallo deponere delle eonditione dela ſpida, & ucderai come apertamente il men te.MON:Palidoro;po.Signore.MO.Che fpada fu la tug.POx

PRIMO : © «BpiroticsTonz-d,grande,con ma ponta largha MONAR Ole ella. PO. Pcr paura la gettai nellit finmmara, MON.Et perche ‘te dfeondefti:Po.Dubitai della cattura. Bi I. Confidcrare paè «o Monarcha de queftomagnanimo:gionine , We ghi foffririale mente de occidere uno, quando de portarele arme non ba arde. astento, puoi dice che ad hore fei commiſſe il manchamento,: Adimaunda o monarcha alla donna a che tempo glientro in cag ‘fa.MO.Albertina.ALB.Son qua.MO.Iura deffere fidele rceig tatrice. & ehe bora intro Polidoro incafa tua. ALBE.Anduti le ‘quinta, MONAR.Che arme hauca. ALBE. Nulla. MO. Che pg/ role te diffe ello. ALBER. Sufpirando piangena & mofiraue ‘dubitare della cattura per banere fatto lite. BRISEI. M onere cha fa reccare il corpo morto & uedi de che arme ela morg ‘tal ferita, quale non fu opera ne de fpada ,ne delanzai, made ‘dardi decuto , qual i infanguinato in camera mia ritronef rai, la fincftra de ſangue refparfa teftimorione rende.Fatg ta la diligente inquifitione, & informato l’uffitio,altronon.re | fiaua che lidtima fententia, quale alla morte damnaua Brifeif tta,li ſtridi, le uoce lamentenole. del feffo muliebre rompeuano laere follicito era ciafchimo per la ſalute ſua, quando ronuerſæ al Monarcha coſi diſſe, luſtitia a ſignore, gratia non recogno ſce non permette chel feminile clamore in parte alcuna terome pa.Sta falda come torre . Lo molta piu difbofta fon al morire, che pregare che quando con fimili mezi faluaffi la vita midi: me tudicaria indegna della Patria 9 della progenie mia. .

ucfto piu CT mancho uiuere, e uno certo d ppetito quale dp

ss pref de buoi affentiti non e molto appreciato . per tuo honore

be te ricordo che in caufa dubiofa uogli determinavamente

ſentẽtiare, ſe prima il tutto e ben diſcuſſo, kt fe ben confidert

che —— fobriamente andarai retenuto. MO. Brig: E ii

é

LIBRO *‘’° “feida.poi che dio & natura te bano dotata de buon i Lei federe in queftafedia,€9 per iufticia indica —* | ente.BRI.Signore una grande bumanitafe uole recompenfare scon debita diſcætione. Molto piu mi contento de efjer damnata per il teo iudicio,che Liberata per il mio, quale non poteria eſſer reputato fe non iniuſto. Sel edefie il mio beneficio, feria ſuſpetto. Se contra di me,temerario fe diria,per il tuo mezzo fera puro iuſto, & mondo.Fidelmente te ricordo talmente indicare. che in parte alchima la inftitia leſa non fia,to fono offefa nello hono re. & finza mia colpa, & coftui nella uita iuridicamite, Cuar da che mezzo commutatino tra nui intertecedere gli porragiò uol,il ſtatuto il comanda,la bonefta ilfuadc,la bona exéplarita cofi admoniffe,che anchora che morto fia al faci per iu fna uergogna. O prima per eſſer ritrouato la ſcala que arguiſſe furto. Secondo per uirtu del ſtatuto. Tertio per haue re tentato con uiolẽtia la nirginale pudicitia, per la cia defenfio ' memeftatolicitoil doucrlooccidere.Per il che io merito cõmen datione. Se a Ciccrone homo aduntitiofa datoumo tanto tribai to de eſſere chiamato patre della patria per hauer proflizato Catilina, Che debboio meritare per hæauere exterminato und molto piu feclerato deefjoè © monarcha fel fanto nome dela uir ginita în cafa oropria nclli penetrali non c ficuro, come fera nia publicaẽ precipua cura debbe eſſere la tua, de reprimere li in ſolenti, & non folamente delli effitti, ma delle parole ipudiche. sufra cõmutatione me pareria che la iniuria mia per doi modi me fufje recpenfata.Il primo farlo ipichar,come ladro,ct poi la teſta, come rattore, il fecondo hypothecarme la roba fut quale per legittima & trebelliana leuar non fi po. NG per mia nexfita.ma per bonore del ſeuero iudicio, per —* caufe dtal natura, che altro fin merita.Ditte le parole di

PRIMO: nanitteipatiente fa: Nicolo, che fuſſe Achille quando del cere amico la morte intefe.qua & la diuerfi mouimiti guarda⸗ ua a guifa de che per ſuperãte humore melancolico dl e⸗ ro ſerſo naturale ufcito fuſſe, & al fit cofi paalo. Sẽpre firi cer 10 teni per cõſtãte o maximo monarcha il ſeſſo mulicbre ef fer denotifima temerita, & fe in cofa alchund mai fu ambi⸗ guo,il pfente atto mene rẽde chiaro. Vedo quato î fedlerata fe ‘mind puo pri wr cia * ſe gt friua fefortifica,appreffo de laquale ogni confi libidi noſa —— a lito di fpumd .telibidine 0 mifera ucrgogna one dãnata fio pdigiofa noui taoinfelicifftma forte de pariti,come gencrafti fimil mõſtro. me confondo a repetere l'horribile caſo. & difjimulare poſ⸗ fo che una Gnciila per ſaluare l’adidtero fe cofeſſa rea de sno ‘motturito bomicidio,€F dal semereo ipeto e coſi ſpenta, che pria di uita, che delfornicario priuar fe wole.Defideraria per dono celeſte effere cieco 09 ſ ra per non wedere ne audirela noftra inodttu fepedlea nel pfindo della tanta fpurcitia. M onarcha fe vole attẽdere a quelle cofeche al uero fono più propinque,quale perfuadere fc poteria che giouene mode(to —* amãto fenza bona uenia della ſua döna con tanta ſollicitudine ſca⸗ La arme accinto ſe exponeſſe al manififto periculo della ui⸗ ta per diafpiacere Cxuddo amore non fia altro che smo comu me diletto. Se inuitato fu da te, perche loccidefti? ſe come cofi PRivil coprebidefti* perche col incõſueta CI nona fucle fpané tare.Sclatrocinio dibitai con una fola uocelo potevi fugare. Ma prima fu trãſuerberato, che ueduto, che c pur un ſegno de apertotradimento. Molte cofe te fanno fufpetto tu fola c{}cr ru colpa & meritamente degna delle extrema fententia.i adulte to sn cafalafeiarlo olo,f udtensite ritronarte albor4, quant F iii

i . FIBRO EsCcfare g'ionfe;le feneſtra aperta, larmẽ in cdmera , 1 tinte Pilcatio;che pur parlando, o cacciare , 0 admettere il doueui. Quella fu una certa rabia de spa quale per gra⸗ tificarc il nouo @mante,te fria diuenire olto piu crudele che Medea, ne Mirrha ne la moglie de Amphiarao.che cofa al doe piu crudele, inhumana , I infupportabile, quanto fia ma: pr immer fa in quefta uolutta libidinofa . Catilina diede a mortt al figliolo per copularfe con la feconda femmina.Et tu. leuaſti de nta il uero dmante,per gratificare ’adultero,ma fe: ruil defideraui per marito perdonare doucui al giouene morg t0:9 conla uita fua faluare il tuo honore. Non fai tu che la not te il luocho fcercto, (enza arbitri fanno fufpettoil matrimonio. Forfi che privata fei de perfone , con lequale communicare non

oteui il tuo concetto. Conueniente.cofa e fi come uoluntaria, & del mal fare glorioſa & iattabunda hai peccato, coſi inuoliaiꝰ taritmente fii punita. Stand il Monarcha come Minos rigido eonſtante, & fermo, & pareua con mouimenti inclinarfe alla fencra iuftitia. quando Brifeida in:quefto qu sini dana naturd,ofummo Monarcha, ſe teſ ſo con a per eſſere detutti nui madre uniuerfale.Sel ſeſſo noſtro e di manifefta cle mentia, che fene puo, quando tale nel mondo e produtto. Non e

E ché mancholbuomo affanni,che fia il male miverfale, & per

uefto pocho me doglio effere con tutto il Roda te uomo ing dotto aftico, e fauallido; dilacerata . Eglie pur ma forte de- buomini cofi infolenti & beſtiali, che doue ragione: manchia per” refugio corréno alle uillanic, & iniurie, 9 fonno a fimilitudig | ne debaleftreri uidl gari, che prima laſciano la ſactta, che ud dano il fegno.A te pare chel prorumpere in conuitii fit una grã Jatiffrattrone.In molte cofe rimpertinente te (forci de excufare

chi per femanifeftamente ſe accuſa, ma pocho dubito per cReg

ta at: Di "> A PETRI *

PREMO I I 7 re. halicio appreſſo di per ſona. oue le ierit tal mente libera⸗ ta ſera, che pocho te gioueranole tue. declamatione. Ricord.tre. Le douereſti —— ſcrißi semiramis al Re Indiano. che

* la pugna confi enella artu non in parola, Non hauemad - contendere de quello che altro 2 con che animofe

| faccia, ne de quello che fare fe doueria. Made quello ſe e fitto, Vito Sopra de quello feformara il iudicio . Le preſum⸗ | ptione fuccedeno alli caft ſecreti. Ma quando fono manifefti,mt ‘no eil procedere per uirtu de quello. Non c permiſſo da Dio, ne I dalla naturane da ragione chelbuomoin cefa [ud fia offeſo, i quale a ciafebimo debbo eſſere ſecuro refugio. chel marito mio me fia o piuo mancho legittimode quello che dica l4 pòtificia | conſtitutione, de quefto credo che tua cura non ſia Reſpondi pur | per quale regione tu puoi che tuo figliolo nor fia obligato.Prig *. sd alla forchha.Doppo alla amputatione del capo, & puoi alla ) - confrfeatione de quelli boni iu fentontia eclarati efferfuoi.Difeuffale prefente difficulta fera il finc a tanta lite, “NICOLO. Monarcha la fufficientia:molto piu che la cta fr parangone, qua in prefentia diciamo noftre razione. Brifcida: | perfe,C9 ioper Cefare morto. chi perdera fubito fia fottog pofto alla pena.Lando il monarcha tale determinatione, 7 co fi allo argumeatare fe dette principio. Briſeida intende pro mare comelicito glie ftato (enza pena occidere Cefare,€9 diede al parlare tale principio. Chiamato in indicio o Monarcha iuf ſtihimo, Cicerone da Clodio per la morte de Catilina, piu f(to eleße con grande erubefcentia pregare altro, CI puoi de patire: duro,€9 acerbo exilio,cha in propria caufa uolerc orare, | Par che natura (cipaurifca a parlare de fe medemo.Ferho dir ſe ſuole nella propria caufa cercha aduocato , quale (m7a paſ⸗ i fionedefinderepoffailfuoclicntnlo. Mapur confifa della tue. e

‘dati

o i)

< ta: * 3

E'T-:B:R 0 | Wababitegrita,anchiira ce foncidla CS indotta fià, I Tindo

aduerſario callidiffimo come meglio informata faro 03 nb tato per fauore de legge, quanto perfplédore de vera e$ ſciẽtia. ſpero in Mo me aiutera. Dico eſſerme fiato licito 7 con. æeniente lo baucre morto Cefare per le ragionegnale in mezio adduto,La prima.Nella lege diuina ogni comddamento e ing Sto, bonefto, Licito 3" in quella comdida che occidere fe poffa CI fc debbali peccatori ſcelerati. adoncha hauere dato la morte a Cefare e fitto debito. La prima fe proua nel Exodo,Le feconda e manifefta per eſſere armato di ferro & di fcala, to a tẽpo notturno.La —* lhõ peccante,e ſimile a una beſtia. Mead occidere uma beſtia non e pecedto . Adoncha iuſtamente e fiato morto Cefare.la prima fe proua per il pfalmographo, La feconda e chiara.La terza. Ciafcuno priuato po Fenza pe⸗ n operare quelle cofe,che fono alla republica utile, bonoreg Ma apurgarela terra de cattiui e eõmime beneficio.Ad8

cha e ſtato ſalaifero la morte di Cefare.a quarta.L.e divine

operatione fono per noftra imitatione. Ma Dio in un giorno oe⸗ cife uintitre millia perfone.Adoncha e ſtata licita la homici⸗

diale immitatione, de ma & de laltra ne teftifica Paulo La quinta.Per faluarela fua pudicitia e permiffo occidere fe ſteſſo

‘© dtri.cofi ne infegno o iuri ſcõſulto oue de li adulterii fa pa

role.Ma effendo Cefare in quello numero, iuſta e ſtata la morte ſia. La fexta.La morte del notturno ladro e conceſſa. Cofi de termina chi criue delli bomicidit,e(fendo Cefare quato per la fedla fe compréde in quefto memero, utilmente e fiato morto. La fettima.Per defenfione della propria vita ſeuga pena corpo vale altri occidere fe puo. arguire e conceffo che quefto nepha⸗ rio uenito fuffe per eõmettere fimile atto. Adscha e fato debi : #0 CT heceffario fenza alcima penitentia occiderlo. Infinite fono

Ì

| PRIMO —_—_Oo_«© Lera⸗ione che me oceurreno, ma per fuſtidire tanto audi 2 breuita me le propofite ragione ls aduerfarioimpetrata la'uenia cofi rifpofe .'Iuftaffimo monaré cha non delibero deffere imitatore de quelli, aMignali mengre. , ne paruenno damnofo exilio,chela ppria definfione.. 1lche ar Zuiße ama deprauata co(cittia,allaquale ogni cofa pare {part teuole & timoroſa. & chi per li altrui mezi le fue =} tratta, il piu de le fiate ingamato fe ritrona,quale per pf quimita, quale per auaritia, quale per maligna natura, quale per poche experittie, quale da diuerfi rifpetti & ſuſpetti cimoffo dice,ta ce, 9 fa piu e macho de quello che fia comadato & cõuenien⸗ te.Perbo p me iſteſſo men inftamente,che audacemẽte le te mie defendero.Béche ſuperf luo fia in coft cofi manift il tãto difputare Pur per meglio dimaftrare il uero,fra tatana rieta, diro la fentétia mia.Et ragibe aperta reſpõdẽdo cofu taroliappariti (yllogifi mi.Al dico eſſer conceſſo per la legge divina a ciafcunoloccidere lo mal fattore.ilche fe inten de iuftificatamete,cioe a quelli liquali per il fignor delaterra talecofaecimif]a,matwnonfei perfona,che per pprianeper . domandata faculta fare il poffi.Adonque fegue,che de la pena monfei excufata. Al ſecõdo. Ab ſolutamete e il uero che oeci dere fe poffa una beſtia ſe lansfufjefdluatica & dannofa ma domeftica no, per il dauo del pximo, Mo lhuõ anchora che pee catore fia non c in tutto deftituito dali boni, & in uolere indie ree neceſſario de hauere uno determinato iuditio, qual pertie⸗ me alli regenti della terra,nd numero deliquali per diffitto del feffo tu non li fei annumerate. Adique iniufta e (tata la morte. Al:terzo.Ciafcino puo fare tutto quello che alla republica fud cognofce eſſer conducibile , ma quelloe officio de colui alquale Bcifamite tal cura e cõmiſſa per coferatione dele coft cõmu⸗

x

| tEBROO | htc: ben che uno medico ſia. glie perho lieito, ſel uede mode fermo de tagliar il putrido membro ſel glie comandato 9 effendotu de tal conditione,a chi la prowifione fia denegata non. eftatolicito l’oLidcre.. Al quarto. Dio in ogni cofa fi come frà gore uniuerſale, puo operare tut to quello chel uole, & quando 8

al uole,ne De quefto fe cõcicde che de tuttele fue operatite gli deb

biamo efferermmitatori fe non in quello , che fpecificamente ne commifjo.Or uedife dal cicl tal.còmifsione e fatta, 9 poi agie - molmente potrai defendercil commiffo bomicidio.AL quinto. Ne Gratiano unole ne l> Aquinate il conciede,che per ſeruar pudi eitia fia coneefjoil preprio,ne lo alicno bomicidio,:€3 fe ben ad

altri pare chela legge delli adulteri gli conda la morte, fe in⸗ sede E ti rattori reali.Ma mu fiamoneli prefumpti,perche an

chora non e manififto, quale fuffela nolonta fua quando iluére a te. Al ſexto il ladronotturnofemf fe ocride, ſe non difting

tione,o che exportata la robba, o n0,0 che rchamer la potrui ſen⸗ ⁊a homicidio o no,fe con clamore foceorre fe po non fe debbe de seenir alla cfafione del ſangue. Bẽ᷑ poi exiftimar che per furare

| menuto non era, ne anche per altra iniuria , Ma folo per ſatiar

la bramoſa voglia de laqual doueni effere cdpaftionesale, conte ad altroftata fci.Ma la natura mulichre diabolica fem al pe gio fe acceſta. ihor uediamo chè coſa eſſere poſſt che merita pri matione de uita,iti ita I in morte eſſer desboneftata.nò röſta efjcr furto ratto,nò homicidio.Adscha atorto cmorto. €7 tu al talione fci oblig ata. Al ſettimo. Ingenwantente ogni legge il cõfeſſa, & io nol nego, che per cuitare le morte ho deffedone doſe po occidere altruũ, quãdo altramẽte far non fe poſſa la leg Ze in coſa ulc huna te ſerue. per che e cõmiſſo cofa alchila p laqual uinédo Ecſare meritaſſe, ne ddno.neifamia ne anchea morte danato cẽr debba. Sol uno tuo apetito del ſatiſfar al aſtet

Loi —— ic lita —— a.

———

- degna fci della pena capita

xe a mm. Vv © < Pd) 4Ò-+>\;,3à66 ÈD04Ò_&@&@LDY VO R&KVO- E

BRIMO Midate Gerico te ba fpentaa il tãto f lagitio per tãto .Monarcha poi chic piu per orna⸗ vomẽto che per necesfita e refpofto a quefta pucrile dicacita , & che cõfuſa refta comanda chela pena téga id proprio auttore. Era il monarcha p dare fine alla cxecutide,quado Brifcida uol : fereplicar.Ne pria la boccha alla pnicia diede che Nicolo ad alta woce diffe. Monarcha il nò.c al mõdo co ſi perfetto iregno, mne cofi cõſtãte auditor,chela mulicbre similia ni fa 47 ca

«Sc dare uorai opera alle tãte parole, non te fatisfara la pfente

et:1.Hor mai e cõcluſo il cafo. Determinato e iliuditio oltra la

pena altro refta.tn quello ĩſtãte fu chiamato il littore,quale

‘ancòtintte fe prefento.Parcua a vedere una ibra infernale mal purgata quellabelleza per la uenuta del miniftro iuftitiario rimafta pallida, ſmarrita, O fcolorata a guiſa de rofa giail quarto giorno colta, Pian pian fu condutta al loco oue li danati per Li fupmai ſuoi delitti [dfciare foleno il capo Paffando con loc «chio fr fe Polidoro, quale anchora uintto et ligato cra .ct dol cemẽte cofi gli diſſe. Gia fui rofa uermiglia,ct prefto arida ſti pula. Reata nacqui, felice moro, amore fedele ĩſieme ne cõgiõſe, in pace uado.Varia Lain de iuftitia a te fanno Querra, dio ultore chel tutto uede il tuo benificio appello, €7 (enza altro stioto fare de ueruna mala còtenterza il cddido collo al littore expole, La tata cöſtãtia a picta il populo eõmoſſe quale di qua quale di la, cri lando fe affrettaua per la falute ſua, me parfe ue * Hettore quando alle nauc grecane il foco portaua.Ditto fo & acramite,che Brifcida cra degna de noua defenfione rl mo narch4 per fatisfare al ani populo, recõſolata Brifci dala fece recõdure al loco oue ragione fe rende. & alquanto fo

praftata leuati li occhii dl cielo , CT bumilmente abaffati coſi

diffe,Forfi monarcha te parſe de uedere Gneo carbone, qual per:

/

- LIBRO

‘comandamento dal gran Pompeio eſſcudo deportato in Cieibht per il fuo fupplitio, non fe de adimandare tempo ad exoncrare il ucntre, per cupiduta de ma breuc nita, quale e mol to piu infelice, ciſt fit ma honorata morte, creditu Monareba che fe ardito fui a cõmettere lo homicidio, che fufficiente now fa alla diffefa?Hora non te rõpere, non te cruciare ſenda lione fia cauſa. Sia la ira tarda, la audicntia preſta, il iudicio libero, il eõſiglio maturo la pafsione da cãto. la inftitia preſente. Et puoi de quello che fequira la cura fia a Dio, qual con occhio apert>. 9 conla fhada ignuda,cognofce tutte le noftre opera⸗ tionc.Hora attende chi po, & afcolti chi uole. Scritto felegge rel titulo deli sro foloil ratto wiolente ma il tétare e pena capitale, La uiolentia confiftein atto, in fatto, in parole,

mal coftumi quale tutte inficmie, comprehendere fi poffono

in quefto fricinorofo,1l gionine morto fu Pra slicentiofo , & armato, con quelli babiti che fonno dimoftrativi de uma conſus matiffima (celerita.si che quftoaffetto,c piu confiderado,che non fia lo «fitto, perche per lui non e reftato di fornire il ſuo ĩ⸗ pio & fcelerato concetto, queſto atto mon e de minore peeca to,che fia il fatto reale. Pice lo aduer ſario, che col clamore pro - wederdoueua, loinfenfato non confidera a che periculo era la uita mia, & de pollidoro. Il uoleud che prima fuffe des honeſta ta della uita, & del, honcre, & poi me defendeffe.Se ben fe con fidera,apprefjo de homini grawaffimi piu commedata e Dido ne che Luerctia,luna per feruare pudicitia con focho la uita ni,laltro doppola uiolata fede marital il coltello la termino. Sc immitatrice fon (tata delle famofe Viraginc debbe efjere paunita. Et quando ogni cofa mancaſſe, quello terrore della conse ta inopina da ogni pena faluare me debbe , Perche non e coſi coſtãte hi, quale con laltrui morte alla falute non fe affiticaſ⸗

tai po? pag E LG

BRRIMO “00. fee fe al nochicro della palude ſtygia fu terrore il uedere Pe

mato Traoiano.che debbo eſſere a me fanciulla per natura time da, & dc ogni uiril cxercitio inexperta , Ma dimi fignore per

gortefia,che per tempo di notte coft armatꝰ tentaſſe una tue roecha( id che munitiſſima fuße )che penfarefti,che di reſti. cho furcſti. Non creditu che tanta extim atiud fia ima dot va fanciulla del ſuo honore, quanto tue del ſtato tuo. Ogni cof4

a reftituire fe po.Corr utta uirgimita mai, qual de tut obferiantia contiene che fia, che da lo atto allo fatto nulla differenzia gli ſia, & maximamente quando perlo aggreſſo⸗

re non reſta de fornire il fuo mal concetto. Poniamo il cafoche -

amente uenuto fuſſc, ſola quella prefentia c degna de morte. Come Coſare conobbe la moglietentata da Clodio , fubito fece il diwortio,et fe aucupato non haucſſe al fauore, feria proceRo alla pena della morte.Sel ratto della figliola de Inacho , Euro

PAC Medca fufferno frati uendicati.Piu parchoferia ſtato if

paftor Troiano ne la figliola de Leda.per laquale Afia, Furo⸗ pe anchora piangeno, ftrideno, Tu che ſauio fci tempera & modera il cafo,come te parc,Cofi alquanto declamato puofe le Labre in filentio.Et doppo alquanto diſſe Nicolo. Monarchia ok timo ben uedo quanto puolingua diferta in rara forma.La co * —5 con la fia pronuncia is tal modo ha ligato

i aftanti,che refiftere non poteria la ifocratica ubementia.Dé

liber ato fon piu non contendere, 'o fon a quello piutrifto extreg

mo condutto,che donare poteffe tua peſſima forte,il quadagno e piccolo,il perdere e danofo.Per me fa pace la inocentia giace, la malitia domina al fauore le legge cede,alla impicta la pie⸗

ta, alla garrulita la fcientia,a feclerita la fincerita,cofi uuol la

mia mal. & triſta conditione, oĩcõceſſa ĩpimita, o flagitio im

pialentepꝛcute tollerato:per li tẽpi adricti ſempre fera in fucul

LIBRO.

ba de ma lafciua fanciulla. per debita mercede donure il ud mante de una niolente morte.Gioueni fiati cauti, mirati il ea⸗ fo